Stagioni diverse – Stephen King: quattro racconti che percorrono, con quattro storie diverse, tutte le stagioni dell’anno.

Stagioni diverse

stagioni diverseTITOLO: Stagioni diverse

AUTORE: Stephen King

EDITORE: Sperling & Kupfer

PREZZO: € 11.90 cartaceo; € 7.99 e-book

 

RECENSIONE:

Stagioni diverse racchiude al suo interno quattro racconti, quasi dei romanzi nel romanzo, che percorrono tutte le stagioni dell’anno.

Il primo racconto, dedicato all’eterna primavera della speranza, è intitolato Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, da cui è stato tratto il film Le ali della libertà. Racconta la storia di Andy Dufresne, un innocente condannato per l’omicidio della moglie e dell’amante di lei. La storia verrà raccontata da un altro detenuto, Red, diventato un po’ alla volta amico di Andy, le cui gesta hanno fatto la storia nel carcere di Shawshank.

Il secondo racconto, dedicato all’estate della corruzione, è intitolato Un ragazzo sveglio, da cui è stato tratto il film L’allievo. Racconta la relazione malata e macabra tra un adolescente, il tipico bravo ragazzo che in realtà ha una personalità sadica, e un anziano signore, ex ufficiale nazista tedesco.

Il terzo racconto, dedicato all’autunno dell’innocenza, è intitolato Il corpo, da cui è stato tratto il film Stand by me. Racconta la storia quattro ragazzini, quattro amici, che ritrovano il corpo di un altro ragazzo, morto mentre stava raccogliendo mirtilli.

E infine, il quarto racconto, una storia d’inverno, intitolato Il metodo di respirazione, racconta la storia di una donna che si ritrova a partire in condizioni particolari e decisamente surreali.

Insomma, quello che viene definito “il re dell’horror” ha scritto quattro racconti dalle tematiche diverse, che di horror non hanno nulla, ma che presentano, come sempre, le caratteristiche che probabilmente rendono tanto amato King da molti lettori: l’ansia, l’angoscia, la consapevolezza che probabilmente qualcosa andrà storto e che la storia andrà a finire male.

Mi sono piaciuti tutti i racconti, e davvero tanto, ad eccezione dell’ultimo che mi è piaciuto un po’ meno, ma questo non toglie bellezza a Stagioni diverse.

Il racconto di Rita Hayworth dà veramente speranza al lettore. Nel corso della storia ci si affeziona a Andy, si fa il tifo per lui, nonostante abbia sempre quell’aura attorno a sé che non ci permette di inquadrarlo alla perfezione. Eppure sappiamo con certezza che una persona come lui è una brava persona, innocente sì, ma proprio una di quelle persone che non vogliono fare del male, una di quelle persone che fanno proprio il motto “vivi e lascia vivere”. Questo non significa che Andy non faccia nulla e che viva la sua vita in carcere in balia degli eventi. Oh no, proprio no. Andy è la formichina che con caparbietà mette da parte il cibo per affrontare al meglio le stagioni rigide e rispuntare più arzilla che mai a primavera.

Il secondo racconto è stato decisamente quello più macabro e che ad un certo punto mi ha messo a dura prova. Non ho problemi a leggere storie di fantasia dove delle persone uccidono altre persone, ma ci sono modi e modi di uccidere e quello che avviene in Un ragazzo sveglio è pesante. Così pesante che in alcuni punti avevo la nausea e se King avesse continuato con i particolari probabilmente il mio corpo non si sarebbe limitato a farmi provare solo quella. Decisamente un gran bel racconto. Tosto in alcuni punti, ma davvero bello, nonostante l’argomento.

Il terzo racconto è quello che più mi ha ricordato Stephen King. Sarà che il gruppo di ragazzini che se ne va in bicicletta in cerca di avventure mi è rimasto dentro con It e ogni volta che in un suo libro rispunta questo dettaglio per me è subito una caratteristica che collego a questo autore. Ma non è solo questo. Tutto Il corpo rispecchia le caratteristiche tipiche di King, solo per come la storia in sé si sviluppa, prende forma e si conclude. Conosciamo i ragazzini, e poi li vediamo da adulti. E la storia, la storia che prende forma attorno a loro ora della fine porta il lettore a chiedersi che diavolo di storia è.

È difficile da spiegare, almeno per me. Diciamo che è come se fosse una storia che non dice nulla, come se non ci fosse una fine. Nel primo racconto c’è la storia di Andy: lo conosciamo a fondo, conosciamo il suo inizio, il suo percorso in carcere e il suo dopo e la storia si conclude. Nel secondo racconto conosciamo il ragazzino, conosciamo il vecchio, conosciamo il passato di uno e il presente di entrambi, c’è lo sviluppo e la storia si conclude. Qui ci sono dei ragazzini che scoprono un corpo. Eppure è una storia a 360 gradi come le altre, è una tipica storia di Stephen King.

Il quarto racconto è fantastico, surreale. Non è un brutto racconto, ma il contorno, quello che avviene attorno alla donna incinta, è lento, forse un po’ noioso, non all’altezza di tutto il resto. E quindi ti lascia ancora di più l’amaro in bocca perché stai arrivando alla fine di un libro meraviglioso composto da quattro racconti di cui tre spettacolari e l’ultimo deve essere una bomba. Ma non lo è. È nella norma. Un semplice petardo.

Ma come ho detto prima, questo non toglie bellezza a Stagioni diverse che è davvero un gran bel libro. Sicuramente uno di quelli da annoverare tra i migliori di Stephen King.

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