Storia di un matrimonio: un film struggente dove due persone adulte hanno deciso di condividere sentimenti, ma anche esigenze individuali.

Storia di un matrimonio

RECENSIONE:

Storia di un matrimonio, conosciuto anche in Italia col titolo originale Marriage Story, è un film del 2019 scritto e diretto da Noah Baumbach che potete trovare su Netflix.

Charlie, interpretato da un grandioso Adam Driver (Kylo Ren nell’ultima trilogia di Star Wars; BlaKkKlansman), è un regista teatrale sposato con Nicole, interpretata da una bravissima Scarlett Johansson, che è un’attrice. I due sono sposati da dieci anni e hanno un figlio da otto. La coppia sta attraversando problemi matrimoniali e alla fine deciderà di divorziare.

Quella portata sullo schermo è una coppia in cui molti possono immedesimarsi, una famiglia come tante, nonostante i due abbiano dei ruoli importanti da ricoprire nella loro vita. L’ambiente in cui tutto si svolge però è famigliare, è riconoscibile, nonostante i due siano due borghesi di New York appartenenti a un ceto medio-alto. Non sfoggiano ricchezze né vestiti costosi. Addirittura è Nicole che taglia in casa i capelli al marito e al figlio.

Quella che vediamo in Storia di un matrimonio è la vita domestica, quella di oggi. Una vita in cui il matrimonio non è una scelta di convenienza effettuata dai genitori delle due parti in causa, ma una scelta voluta e fatta con autonomia. Questo matrimonio è stata una scelta di due persone adulte, che hanno deciso di condividere sentimenti, ma anche esigenze individuali.

Sono queste esigenze individuali però che a un certo punto hanno la meglio sui sentimenti. Charlie e Nicole si amano, probabilmente si ameranno per sempre, ma a un certo punto mettono davanti la realizzazione personale, piuttosto che quella di coppia perché la realizzazione della coppia comporterebbe un grosso sacrificio, per l’uno e per l’altro. Nicole è stanca di fare sacrifici, mentre Charlie non vuole cominciare a farli.

Ora, non è che Nicole sia la martire e Charlie l’orco cattivo. Proprio no. Nessuno ha veramente torto e entrambi hanno le loro ragioni. Non possiamo e non riusciamo a scaricare tutte le colpe su uno o sull’altro, non è fattibile. E forse è questo che ci distrugge perché di solito prendiamo una posizione e la presa di posizione ci spinge a dare il massimo, a tifare e a calunniare l’altro, odiandolo. In Storia di un matrimonio semplicemente non ci viene data la possibilità di prendere una posizione.

Nicole e Charlie non vogliono farsi la guerra, ma sono i loro avvocati divorzisti che intendono farla, per il gusto di intascare una vittoria e fanno sì che i due comincino a comportarsi come non hanno mai voluto, come non hanno mai inteso farlo.

E fa male perché è chiaro che i due si amano, è chiaro che provano dell’affetto, è chiaro che entrambi hanno sbagliato e che entrambi continuano a sbagliare, è chiaro che nessuno dei due è il mostro, è chiaro che hanno “semplicemente” dei problemi di comunicazione, è chiaro che vorremmo un lieto fine visto che si tratta della Storia di un matrimonio, non Storia di un divorzio.

Ma in questo film è anche chiaro che l’amore non vince su tutto, non sempre almeno.

Scarlett Johansson e Adam Driver sono stati incredibili. Entrambi hanno ricevuto la nomination ai Golden Globe rispettivamente come miglior attrice protagonista e miglior attore protagonista in un film drammatico e non dubito che riceveranno anche la nomination agli Oscar. Fino ad ora ero il mio personalissimo e unico vincitore agli Oscar era Joaquin Phoenix per la sua performance in Joker, ma dopo aver visto Storia di un matrimonio non sarei affatto dispiaciuta se a vincere l’Oscar fosse proprio Adam Driver.

La sceneggiatura è stata spettacolare: i toni sono sicuramente drammatici, il film è sicuramente struggente, ma Noah Baumbach è riuscito anche a smorzare i toni; non è una commedia, per carità, ma le risatine ci sono, i sorrisi pure. Perché certe scene e certi dialoghi stemperano il dolore e forse questo rende ancora più bello il film.

Le inquadrature sono state spettacolari quanto la sceneggiatura: la fotografia e i piani sequenza tolgono il fiato, commuovono. Potrei citare la scena del cancello che viene chiuso da Charlie e Nicole o quando i due sono chiusi in una stanza e litigano come non avevano mai fatto prima. Forse le scene migliori.

Storia di un matrimonio è un papabile vincitore del premio Oscar come miglior film e io fossi in voi non me lo lascerei scappare.

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