Frozen II Il segreto di Arendelle: il sequel del film di Frozen Il regno di ghiaccio racchiude una bella storia, belle musiche e un’animazione spettacolare.

Frozen II Il segreto di Arendelle

Frozen II Il segreto di Arendelle, uscito nel 2019 e diretto da Chris Buck e Jennifer Lee, è il sequel del film d’animazione Frozen Il regno di ghiaccio uscito nel 2013.

Dagli eventi narrati in Frozen sono passati tre anni e sia la città di Arendelle sia Elsa e Anna, le due sorelle, vivono momenti di pace e tranquillità. Qualcosa comincia a cambiare quando Elsa  inizierà a sentire una voce melodiosa e angelica di giorno e di notte che risveglierà in lei ulteriori poteri finché i quattro elementi (fuoco, aria, acqua e terra) finiscono per abbattersi sulla città di Arendelle, minacciandone l’integrità e la sicurezza.

Elsa si confida quindi con Anna e insieme, con la compagnia di Kristoff, Olaf e Sven, decidono di partire per la foresta incantata per scoprire cosa sta accadendo, cosa vuole la voce che Elsa sente e vedere se riescono a risolvere questo problema.

Visto il grande successo del primo film (a distanza di sei anni ancora cantiamo Let It Go e ancora vediamo, quando se ne presenta l’occasione, bambine vestite da Elsa o da Anna) ero un po’ scettica nei confronti di questo sequel. Ma d’altronde lo sono sempre visto che, ammettiamolo, nella stragrande maggioranza dei casi, quando producono un sequel che inizialmente non è previsto, il disastro è sempre dietro l’angolo.

Devo dire però che Frozen II Il segreto di Arendelle è un film riuscito bene nella storia, nelle canzoni e anche (e soprattutto) nell’animazione.

Se in Frozen Il regno di ghiaccio Elsa manifestava una certa difficoltà nel gestire i propri poteri, ora si chiede perché ha la magia e, visto il problema con il risveglio degli spiriti, si chiede se sarà in grado di contrastarli, se sarà abbastanza forte, concentrandosi sul sacrificio, quello che dovrà compiere per salvare Arendelle e le persone che più ama.

Centrale, ancora una volta, rimane l’amore fraterno tra Elsa e Anna, che a mio avviso soprattutto all’inizio è stato portato un po’ verso l’esasperazione. Ho seriamente avuto paura di rivedere la stessa storia e il mio pensiero continuava ad essere: “ok, abbiamo capito che sono due sorelle che si amano, mostrateci altro”.

E altro fortunatamente ci è stato mostrato.

Un piccolo appunto anche a Kristoff che in questo sequel ha un suo spazio. Ok, con lui i produttori non ci hanno mostrato nulla di nuovo (l’amore per la sua amata, la sofferenza per l’allontanamento, e l’eroe che salva la bella in pericolo), ma ha avuto i suoi dieci minuti di protagonismo (anche con una canzone orecchiabile e carina) che hanno permesso allo spettatore di entrare maggiormente in contatto con questo personaggio.

La comicità pensata appositamente per i più piccoli (che in sala se la sono goduti alla grande – sì, ero circondata da pargoli di età non ben definite) è stata concentrata esclusivamente in Olaf che a mio avviso ha gestito molto bene la situazione facendo ridere non solo i bambini (lo ammetto, io mi diverto con poco, ma non ero l’unica adulta a sghignazzare eh).

Per quanto riguarda l’aspetto musicale c’è da dire che vedersela con Let It Go (All’alba sorgerò in italiano) era un compito non da poco. Chi non conosce questa canzone? Chi non l’ha mai cantata? Probabilmente è la canzone dei film Disney che la maggior parte delle persone si ricorda, bambini e adulti. E non è nemmeno questione di tempi recenti visto che da Frozen Il regno di ghiaccio sono usciti altri film Disney. Penso ad Oceania per esempio (e non lo tiro fuori a caso): ho amato How Far I’ll Go (Oltre l’orizzonte in italiano), ma non me la ricordo così bene, di sicuro non tanto quanto Let It Go.

La canzone simbolo scelta per Frozen II Il segreto di Arendelle è Into the Unknown (Nell’ignoto in italiano) ed è sicuramente una canzone ben riuscita. È potente, rispecchia la crescita e la maturità di Elsa, e il richiamo della voce angelica (una costante nel film) la rende ancora più memorizzabile e canticchiabile. Personalmente ho amato anche Show Yourself (Mostrati in italiano), altra canzone che richiama la voce melodiosa (che probabilmente sarà la parte che più verrà cantata in riferimento a questo film). Entrambe però non sono all’altezza di Let It Go. Non rimangono impresse tanto quanto quella canzone, che probabilmente resterà irraggiungibile, almeno per qualche anno ancora. (Specifico che ho visto il film in lingua originale quindi sul doppiaggio e sulle canzoni fatte in italiano non mi posso esprimere).

Un plauso va sicuramente fatto anche all’animazione che in Frozen II Il segreto di Arendelle è davvero spettacolare, soprattutto per quanto riguarda la ricreazione dell’elemento dell’acqua. Anche per questo prima ho parlato di Oceania: in questo film infatti l’acqua era l’elemento fondante e nonostante fossero stati bravissimi, qui si sono superati. Voglio dire: ma avercelo un cavallo come quello di Elsa (che già i cavalli sono creature incantevoli, ma oddio QUEL cavallo. Pura bellezza).

Insomma, se avete apprezzato Frozen Il regno di ghiaccio sicuramente apprezzerete anche Frozen II Il segreto di Arendelle. Forse a me è piaciuto parecchio perché avevo le aspettative sotto le scarpe, non saprei. Trovo comunque che il film mi abbia intrattenuto: la storia è stata carina; le musiche belle e subito orecchiabili e canticchiabili, soprattutto la voce melodiosa e angelica che continuo a riprodurre in casa col rischio di crepare i vetri perché io di melodioso e angelico quando canto non ho proprio niente; e l’animazione è stata spettacolare, una goduria per gli occhi, e già solo per questo io andrei a vedere Frozen II Il segreto di Arendelle al cinema (cosa che ho affettivamente fatto, ma insomma, capitemi).

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