Killing Eve – Seconda stagione: una spy-story fuori dal comune grazie a dei personaggi e a uno stile ben curato e sorprendente ricco di ironia e sarcasmo.

Killing Eve

RECENSIONE:

Se vi siete persi la recensione della stagione precedente la potete recuperare qui.

Ovviamente le protagoniste principali di Killing Eve rimangono Eve Polastri, interpretata da Sandra Oh, e Villanelle, interpretata da Jodie Comer. In questa seconda stagione però tra le due nasce una sorta di collaborazione per cercare di andare a fondo su una vicenda ben più grande di loro.

Sebbene tra le due donne non ci sia più una vera e propria caccia tra gatto e topo, come invece accadeva nella prima stagione, continua comunque ad esserci un sentimento oscillante tra attrazione e repulsione che Eve prova nei confronti di Villanelle.

E quando le due provano dei contrasti e a imporsi sull’altra è come se scattasse una caccia (o un combattimento) tra due gatti, come la stessa Sandra Oh afferma in un’intervista con Ellen DeGeneres.

Judie Comer ancora una volta è spettacolare: è incredibile come riesca a immedesimarsi in un personaggio che nella stessa serie interpreta e si immedesima in moltissimi ruoli diversi. La cosa pazzesca, oltre al fatto che riesce a usare molti accenti diversi, è che risulta sempre credibile.

Killing Eve fa dei piccoli (ma non troppo) e velati (ma non troppo) riferimenti alla comunità lgbt, ma lo fa come se (giustamente) questa fosse la cosa più naturale del mondo. Bravi, bravi, bravi!

Un plauso anche alle ambientazioni e all’aspetto sonoro, cose a cui non avevo accennato quando ho parlato della prima stagione. Le ambientazioni sono molte: le due protagoniste si spostano da una città europea all’altra (in questa seconda stagione arrivano addirittura nella nostra capitale, Roma) e questo è sicuramente affascinante, anche grazie alle inquadrature che permettono allo spettatore di godersi lo spettacolo. E poi, come se questo non bastasse, vengono usate canzoni e colonne sonore sempre perfette con la scena e i sentimenti provati dalle due, e in linea col luogo in cui le due donne si trovano.

E anche questi piccoli dettagli fanno di Killing Eve una serie tv davvero ben fatta e ben riuscita.

Un tocco di classe è dato anche dal finale di stagione che chiaramente richiama il finale della stagione precedente: insomma, in Killing Eve nulla sembra essere lasciato al caso.

Questa seconda stagione di mi è piaciuta davvero molto anche se ho notato dei piccoli difetti rispetto a quella precedente: Villanelle è una sociopatica che riusciamo a comprendere maggiormente e questo ci porta (parlo per me almeno) a prevedere gran parte delle sue mosse che invece dovrebbero stupire lo spettatore. Restano comportamenti e azioni che non ci si aspetta da una persona… normale, ma che diventano prevedibili se siamo consci di chi abbiamo di fronte. E dopo la prima stagione si diventa più che consapevoli della personalità di Villanelle.

I dialoghi restano vivaci e sarcastici, ma leggermente meno rispetto alla prima stagione.

Ciò non toglie valore a Killing Eve, che a mio avviso rimane una delle migliori serie tv degli ultimi tempi: ironica, divertente, leggera, ma anche tragica e drammatica in un connubio perfetto tra comedy e drama.

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erigibbi

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