Atypical – Terza stagione: continua la crescita di Sam, ragazzo autistico, che deve affrontare il college e dilemmi etici e morali.

Atypical

RECENSIONE:

Se vi siete persi la recensione della seconda stagione di Atypical la potete trovare qui.

In questa terza stagione di Atypical Sam, interpretato da Keir Gilchrist, il nostro protagonista autistico ad alto funzionamento, entra ufficialmente al college. Qui dovrà inevitabilmente affrontare delle sfide tra corsi che gli piacciono dove può sfogare la sua vena artistica e corsi che quasi odia come etica. Dovrà farsi dei nuovi amici, dovrà riuscire a districarsi tra lezioni e orari diversi, studiare e continuare a lavorare al Techtropolis.

Quello che subito salta all’occhio è la sempre maggior indipendenza di Sam. Sam ricerca la sua intraprendenza fin dalla prima stagione, ma è soprattutto in questa che, anche grazie alla sua famiglia, riesce a raggiungerla.

Casey, interpretata da Brigette Lundy-Paine, sorella di Sam, deve prendere delle importanti decisioni inerenti il suo mondo scolastico e quindi sportivo, ma anche e soprattutto inerenti la sua sessualità. Già nella stagione precedente si era accennato a questo argomento, ma in questa stagione si entra nel vivo della tematica lgbt con tutti i dubbi, le paure e le incertezze che in un’età come l’adolescenza questa scoperta comporta.

Elsa, interpretata da Jennifer Jason Leigh, e Doug, interpretato da Michael Rapaport, continuano a fare i conti con un matrimonio in crisi. Questa volta però quello che deve realmente riflettere su di sé e sulle proprie emozioni è Doug. Elsa capisce che è meglio mettersi da parte e lasciare che ogni membro della sua famiglia provi a camminare con le proprie gambe e questa risulta sicuramente essere la scelta migliore da fare. Si sa che l’oppressione non fa bene a nessuno.

Mi è piaciuto moltissimo la piega che ha preso la storia di Paige, interpretata da Jenna Boyd, fidanzata di Sam. Paige è sempre stata una maniaca del controllo, una delle migliori studentesse della sua scuola che ha sempre avuto ben presente quale sarebbe stata la sua carriera scolastica prima e lavorativa poi.

Ma.

Ma i sogni e le fantasie ad un certo punto devono scontrarsi con la realtà. Paige non riesce nemmeno ad ambientarsi al college, viene presa in giro, non ha amici, non riesce a risalire. Paige sarà costretta a dover fare i conti con quella realtà a cui non aveva mai pensato. Le strade che ci immaginiamo, i percorsi che ci prefissiamo a volte non sono quelli che realmente intraprenderemo. La vita che ci siamo immaginati non va sempre (molto spesso) come volevamo e come eravamo sicuri andasse.

E quando questo succede ci sentiamo dei falliti e ogni cosa che non andrà come speravamo sarà per noi vissuto come un fallimento. Lo vedremo sempre così, in un vortice senza fine verso il basso.

La sua storia è stata quella che in questa terza stagione di Atypical mi ha emozionato, facendomi piangere ogni volta che si affrontava l’argomento. Potete immaginare da voi il perché.

Devo dire che ho apprezzato anche la storyline con Zahid, interpretato da Nik Dodani, migliore amico di Sam. Zahid è sempre stato lo scemo del villaggio, simpatico sì, ma un personaggio rimasto troppo sul superficiale. In questa terza stagione invece avrà una sua importanza perché con lui si affronterà la tematica dell’amicizia che cambia e che entra in crisi. Mi sono davvero piaciute le dinamiche portate in scena tra Zahid e Sam; è stato qualcosa che ha dato maggiore profondità al personaggio di Zahid anche se rimango tutt’ora convinta che con lui si possa fare ancora meglio.

Tutte le vicende sono poi narrate dal punto di vista di Sam che in prima persona ci racconta, utilizzando i pinguini come similitudine, quello che lui stesso vive. La sua vita infatti viene paragonata alla vita di questi simpatici animaletti, sua grande passione, se non ossessione, servendosi anche dell’etologia e permettendo così allo spettatore di imparare cose interessanti su questo mondo animale.

Resilienza è sicuramente la parola chiave di questa terza stagione di Atypical (o forse di tutte le stagioni). Le dinamiche e le caratteristiche peculiari della serie sono state mantenute, mi viene da pensare in particolare all’oscillazione tra drama e commedia; forse è rimasto più sullo sfondo il disturbo di Sam, l’autismo, che di per sé non ha aggiunto molto a quello che avevamo già visto con le due stagioni precedenti, ma resta indubbiamente un prodotto valido e una serie tv che vi consiglio!

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