L’ultima domenica – Francesco Mineo: uno strano oggetto a forma di prisma compare nella vita monotona e routinaria di Ryan, che comincerà a indagare.

L’ultima domenica

l'ultima domenicaTITOLO: L’ultima domenica

AUTORE: Francesco Mineo

EDITORE: Edizioni Montag

PREZZO: € 18.00 cartaceo

 

RECENSIONE:

Il nostro protagonista, Ryan, lavora per il Palmer & sons, un negozio di antiquariato abbastanza noto a Newdroit.

Una vedova dà al negozio un oggetto a forma di prisma, appartenente al marito ormai deceduto, per scoprirne di più visto che l’uomo nell’ultimo periodo della sua vita ne era ossessionato.

Per Ryan questa rappresenta una novità interessante che sembra interrompere la monotonia della sua vita. Comincerà a indagare, scoprendo cose più grandi di lui e che lo metteranno in pericolo.

Ryan è un protagonista tutt’altro che facile da amare. Vive la sua vita in un costante stato di apatia; è annoiato da qualsiasi cosa, non ha nessuno scopo nella vita, vive il lavoro come una noiosa routine che è costretto ad affrontare e non si prende delle responsabilità nemmeno con la ragazza che gli piace e che gli sta a fianco offrendogli di continuo il suo supporto e il suo amore.

Insomma, dire che lo avrei preso volentieri a schiaffi è dire poco.

Non sei contento della tua vita? Smettila di piangerti addosso e prova a cambiarla. Chiedi aiuto se serve. Puoi non amare te stesso, ma non significa che devi trattare male anche chi ti ama.

Col plot twist finale architettato da Francesco Mineo – e del tutto inaspettato – diciamo che certi comportamenti di Ryan e il suo modo di affrontare la vita assumono un senso, ma il lettore resta comunque ancora conscio del fatto che nonostante tutto il protagonista poteva comportarsi diversamente. Diciamo che le sue scelte alla luce di ciò si possono più facilmente comprendere, ma probabilmente molti (me compresa) non le condividono.

La storia ne L’ultima domenica è abbastanza interessante e intrigante, ma la narrazione spesso risulta pesante. Nonostante il libro abbia diversi colpi di scena e il ritmo risulti veloce, con il protagonista che si sposta da un luogo all’altro per indagare sul misterioso oggetto, spesso ho fatto fatica a mantenere alto il livello di concentrazione.

Ho fatto poi anche diversa fatica ad ambientarmi per colpa di tutti i nuovi personaggi presentati. Ryan infatti nella sua ricerca interpella diverse persone, che non vengono particolarmente caratterizzate dall’autore, e quando poi venivano semplicemente riportati i loro nomi mi chiedevo ogni volta chi fosse quel personaggio. La mancanza di caratteristiche peculiari e una loro rapida e poco approfondita presentazione non mi permetteva di riportare alla mente le loro identità in modo automatico e veloce.

Per quanto riguarda l’aspetto grafico, la copertina del romanzo non mi fa impazzire più che altro perché l’immagine usata sembra di scarsa qualità. Sull’editing c’è molto da lavorare: il libro è ricco di refusi, frasi ripetute ed errori dovuti a frasi e/o parole cancellate per una modifica che però è stata apportata male.

In linea generale la storia è interessante, ma bisogna lavorarci. Consiglio all’autore di rivolgersi a un correttore di bozze e copyeditor per sistemare il tutto.

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