Killing Eve – Prima stagione: una spy-story fuori dal comune grazie a dei personaggi e a uno stile ben curato e soprendente ricco di black humor.

Killing Eve

RECENSIONE:

Killing Eve è una serie tv britannica iniziata nel 2018, basata sulle novelle intitolate Villanelle di Luke Jennings.

Le protagoniste principali di questa serie sono due: Eve Polastri, interpretata da Sandra Oh, conosciuta dai più probabilmente per il suo ruolo in Gray’s Anatomy come Cristina Yang, è una funzionaria dell’MI5 (ente per la sicurezza e il controspionaggio nel Regno Unito) che cerca di catturare un’assassina sociopatica: Villanelle, interpretata da una bravissima Jodie Marie Comer che oltre a parlare diverse lingue mette in scena non so quanti accenti di diverse nazionalità (è talmente brava che per un bel po’ mi ha fregata visto che credevo fosse di origine russe. Sono un’allocca, lo so).

Entrambe le donne, nel corso delle puntate, diventeranno via via sempre più ossessionate l’una dall’altra.

Insomma, Killing Eve è sicuramente una spy-story, ma è anche molto altro grazie a dei personaggi e a uno stile davvero ben curato e anche sorprendente per una serie di questo genere.

Entrambe le protagoniste sono intriganti (ognuna per caratteristiche diverse) e sicuramente insolite: Eve è una donna brillante, che ha intuizioni geniali, purtroppo però, almeno all’inizio della serie, è annoiata dalla monotonia del suo lavoro d’ufficio (da cui presto verrà licenziata). Villanelle è spietata, completamente priva di empatia, è assolutamente sadica e vendicativa, e una grandissima manipolatrice.

Tra le due si instaura subito un rapporto costantemente in bilico tra attrazione e repulsione. È un’oscillazione continua che stupisce ogni volta lo spettatore.

E quello che forse più piace di Killing Eve, oltre ai personaggi s’intende, è l’umorismo, un black humor che magari all’inizio lascia un po’ spiazzati (insomma, quando si scherza su delle persone assassinate la propria morale entra in gioco, facendoti pensare che se ridi su quello sei davvero una brutta persona), ma che un po’ alla volta conquista e ti porta a relegare la tua morale in un angolino così tu puoi sghignazzare senza sensi di colpa.

Come si fa a non ridacchiare con il comportamento non verbale di Villanelle, con la sua espressività facciale? È davvero impossibile, credetemi.

La serie, drammatica sicuramente, è spesso però una commedia e il tono scanzonato e l’ironia pungente e satirica danno un tocco originale a quella che altrimenti sarebbe stata una semplice detective story al femminile.

Le otto puntate di questa prima stagione sono volate e Killing Eve è sicuramente una delle migliori serie degli ultimi anni. Ho già iniziato la seconda stagione, che sembra all’altezza della prima, ma di questa ve ne parlerò più avanti, a visione conclusa.

Se ancora non avete visto Killing Eve è arrivato il momento di recuperarla. Ne rimarrete piacevolmente sorpresi.

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erigibbi

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