T.S.O. – Roberto Addeo: chi non sa adattarsi alla stessa velocità degli altri paga; chi è diverso porta problemi e va isolato, forzatamente, dagli altri.

T.S.O.

t.s.o.TITOLO: T.S.O.

AUTORE: Roberto Addeo

EDITORE: Ensemble Edizioni

PREZZO: € 16.00 cartaceo

 

RECENSIONE:

Questo è il secondo romanzo che leggo di Roberto Addeo. Il primo, La luna allo zoo, mi era piaciuto molto, probabilmente anche perché toccava delle corde che sentivo mie.

T.S.O. è per certi versi simile a La luna allo zoo. Anche in questo caso il protagonista è un giovane ragazzo. Lo vediamo dapprima nell’età adolescenziale, quando è innamorato di una sua compagna di classe che però non se lo fila, e poi nell’età adulta, la prima età adulta, quando in realtà ti ritrovi in un limbo: non sei più un ragazzo, non sei più un adolescente, ma allo stesso tempo non ti senti davvero uomo, non ti senti davvero adulto.

Eppure è l’età in cui per forza di cose devi fare i conti con la realtà: un lavoro da trovare, tasse, affitto e bollette da pagare, un amore corrisposto da ricercare, e magari una famiglia da formare.

E anche questo protagonista se ne va a Bologna, perché si sa, al nord le cose sono migliori.

Be’, più o meno.

Roberto Addeo definisce il T.S.O. come una procedura di isolamento forzato necessaria per tutelare la sicurezza pubblica dagli sbandati. Ora, psicologi e assistenti sociali potrebbero avere qualcosa da ridire su questa definizione, e da laureata in Psicologia sì, sono d’accordo con voi, ma non credo che l’autore voglia dare una definizione specifica del T.S.O.

Per come la vedo io, il titolo vuole essere una metafora. Perché il protagonista del libro potrebbe proprio essere considerato uno sbandato che nella sua vita non ha concluso nulla e non ha fatto nulla di buono. E per tutta una serie di motivi un po’ alla volta, fin da giovane, è stato isolato, forzatamente, dagli altri.

Perché chi è strano paga; perché chi non sa adattarsi alla stessa velocità degli altri paga; perché chi è diverso porta problemi. È risaputo, no?

«[…] La vita era per lui un ostacolo naturale alla sua felicità: un’esistenza costernata e uggiosa, tanto scorata che dovette accettare di non essere felice per poter sopravvivere.»

Come nel precedente romanzo, Roberto Addeo sa raccontare con semplicità e senza fronzoli la vita vera di alcuni giovani. A differenza de La luna allo zoo però devo dire che T.S.O. mi è sembrato meno incisivo, meno potente nella sua brutalità. Non mi ha fatto soffrire così tanto e l’aspetto emotivo in un romanzo per me è fondamentale.

Significa che T.S.O. è un brutto libro? Assolutamente no. Non vi nego che fin dalle prime pagine la storia mi ha coinvolta e appassionata, e lo stile dell’autore mi piace. Il plot twist finale è stato per me davvero una sorpresa che mi ha lasciato letteralmente a bocca aperta. È stata una lettura piacevole, nonostante il contenuto non proprio allegro, e un libro che ho letto molto velocemente.

Anche per l’editing devo dire che il libro è ben fatto: al suo interno ho riscontrato solo qualche refuso. Trovo che sulla copertina si possa migliorare, ma d’altronde un libro non va giudicato dalla copertina, o sbaglio?

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A presto lettori,

erigibbi

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