Il cannocchiale d’ambra – Philip Pullman: terzo libro della trilogia Queste oscure materie, un fantasy con riferimenti filosofici, scientifici e religiosi.

Il cannocchiale d’ambra

il cannocchiale d'ambraTITOLO: Il cannocchiale d’ambra

AUTORE: Philip Pullman

EDITORE: Salani

PREZZO: € 10.00 cartaceo; € 6.99 e-book

 

RECENSIONE:

Se vi siete persi la recensione del volume precedente la potete recuperare qui.

Ne Il cannocchiale d’ambra, terzo e ultimo volume della trilogia Queste oscure materie, non ci sono personaggi nuovi degni di nota e sicuramente i principali sono Lyra e Will, che avevamo conosciuto ne La lama sottile, il volume precedente.

In questo terzo volume Philip Pullman deve tirare le somme della sua storia e concludere tutto quello che aveva aperto nei libri precedenti.

Sicuramente Il cannocchiale d’ambra non si perde in chiacchiere e l’elemento principale è l’azione. Questo è a mio avviso il grande pregio del libro, e ci includo anche l’emotività che è riuscito a provocarmi, ma in linea generale l’ho trovato molto frettoloso e a suo modo non così soddisfacente come mi aspettavo.

Succedono molte cose, com’è giusto che sia, ma tutte vengono sviluppate in fretta, così tanto in fretta che mi sembrava di avere il fiatone durante la lettura.

Lyra e Will fanno cose, corrono da una parte all’altra, da un mondo all’altro, e noi lettori leggiamo prima di un personaggio, più di un altro, poi di un altro ancora, in un turbine vorticoso dove bisogna impegnarsi per non affogare.

Ora, la fretta della narrazione che si percepisce non è così fastidiosa, però ho sempre avuto l’impressione che Pullman avesse urgenza di chiudere la storia nel più breve tempo possibile e come fare? Dando spiegazioni un po’ buttate lì.

E d’accordo, è ritenuto un libro per ragazzi, quindi magari i ragazzi non hanno bisogno di così tante spiegazioni elaborate e approfondite, ma a volte (molto spesso) avevo la sensazione che Philip Pullman si stesse rivolgendo a me, lettrice, come se fossi una bambina.

Avete presente il periodo dei perché? E avete presente quando a un certo punto non riusciamo più a rispondere al bambino e concludiamo con un “perché sì”? Ecco, questa è stata la mia sensazione con Il cannocchiale d’ambra.

Philip Pullman spiega tutto quello che c’è da spiegare e da capire, ma lo fa con superficialità. “Le cose stanno così e basta, non c’è altro da dire, fatevelo bastare”, questo è quello che ho provato.

E la cosa che più mi fa dire “no, non lo accetto” è che Lyra non lo dovrebbe accettare. Lyra! Stiamo parlando di una ragazzina che non ha mai, mai ascoltato nessuno, che ha sempre trovato una soluzione alternativa, che si è sempre messa in pericolo per trovare un’altra strada da percorrere e ora Lyra accetta passivamente tutto questo? No, mi dispiace, ma non ci sto perché non è coerente con il personaggio e nemmeno con i due libri precedenti.

E in realtà Lyra è deludente sotto un altro aspetto: è completamente dipendente da Will. Già nel libro precedente lei non aveva mai voce in capitolo, ma quando ce l’aveva non faceva nulla senza chiedere prima a Will. Dov’è finita la sua arroganza? La sua sicurezza? La sua intelligenza? La sua astuzia? Di vedere ancora una volta una ragazzina che dipende dal sesso maschile in tutto e per tutto, be’ anche no (nonostante Will mi piaccia molto eh, il problema non è di certo lui).

I cattivi, altro grande problema di questo libro. Fin dal primo volume ho scritto che i cattivi di questa serie erano veramente cattivi, erano forti, e non si facevano fermare da nessun tipo di sentimento. Dov’è finito tutto ciò? Così, all’improvviso si diventa buoni e pieni d’amore per una figlia che non è mai stata considerata? Un po’ incoerente a mio avviso e anche deludente.

C’è un nuovo personaggio, che non viene minimamente approfondito, che viene mandato dalla Chiesa per uccidere Lyra. Un inserimento totalmente inutile, che non aggiunge nulla alla storia e che poteva benissimo non essere incluso nella narrazione.

Anche l’aspetto religioso è stato piuttosto deludente e a dirla tutta anche confusionario. Non ci sono dubbi che anche in questo libro Pullman ci sia andato pesante con la Chiesa, ma restano molti dubbi a riguardo, poche spiegazioni e quelle che ci sono be’ sono superficiali e sempliciotte.

Insomma, sì, ho praticamente demolito Il cannocchiale d’ambra, me ne rendo conto. Il pregio principale, e forse unico, di questo terzo volume è l’azione che tiene incollato alle pagine il lettore. Secondo me Pullman poteva fare qualcosa di spettacolare con questa serie, ma si è accontentato. È come quando uno studente svolge un compitino, giusto per prendere la sufficienza, quando in realtà non avrebbe problemi a prendere il massimo dei voti. Un’occasione sprecata, un peccato.

«La tua Morte ti bussa sulla spalla, o ti prende la mano, e dice: ‘Vieni con me, è ora’. Può succedere mentre sei a letto con la febbre, o quando ti soffochi con un pezzo di pane secco, o quando precipiti da un palazzo; nel bel mezzo del dolore e della pena, la tua Morte viene gentilmente da te e dice: ‘Calma, ora, calma, bambina, vieni con me’ e ti porta in una barca su quel lago sotto la nebbia. Cosa succeda lì, nessuno lo sa. Nessuno è mai tornato indietro.»

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2 Replies to “Il cannocchiale d’ambra – Philip Pullman RECENSIONE LIBRO

  1. Ciao, mi trovo perfettamente d’accordo con te. Ho letto l’intera trilogia di “Queste oscure materie” a settembre e non sono riuscita ad apprezzarla quanto avrei sperato. La storia è obiettivamente interessante e complessa ma, a mio avviso, affrontata male. Eccessivamente lenta in alcuni punti e terribilmente frettolosa in altri, alcuni “scontri” che aspetti dall’inizio della saga si risolvono in una paginetta e, per di più, in maniera, non sempre, chiarissima. Anche io, poi, non ho apprezzato la figura di Lyra, ci viene presentata nel primo libro come una ragazzina ribelle, astuta e sfrontata per poi perdere tutta la sua forza e determinazione nei volumi successivi. Anche i personaggi dei genitori mi sono sembrati poco curati 😣 Insomma, alla fine della saga mi sono ritrovata con un po’ di amaro in bocca… probabilmente mi aspettavo molto di più!

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