Nevernight Alba oscura – Jay Kristoff: terzo volume degli Accadimenti di Illuminotte, dove la notte, il verobuio, esercita il suo potere ogni due anni.

Nevernight Alba oscura

nevernight alba oscuraTITOLO: Nevernight Alba oscura

AUTORE: Jay Kristoff

EDITORE: Mondadori

PREZZO: € 20.00 cartaceo; € 9.99 e-book

 

RECENSIONE:

Se vi siete persi la recensione del volume precedente la potete trovare qui.

E siamo arrivati alla fine di questa avventura. Tutto è iniziato con Mai dimenticare, con la nascita di Mia, un’assassina alle prime armi; tutto è continuato con I grandi giochi, con la vita di Mia, una gladiatii sicura di sé e pronta a tutto pur di vincere; tutto si è concluso con Alba oscura, con la morte di Mia, una donna che deve affrontare sé stessa, le sue ombre e le sue paure.

Nascita, vita, morte.

Otto anni di veleno, omicidio e merda.

Otto anni di sangue, sudore e morte.

Otto anni.

Mia è sempre stata forte e coraggiosa; è sempre stata determinata e indomita. Ma è anche sempre stata in grado di amare e di fare qualsiasi cosa per la sua familia. E ancora una volta, familia non è data solo ed esclusivamente da legami di sangue, anzi. È data da amici che si prendono cura di te, che ti stanno vicino e che arrivano a rischiare la vita e a morire per te. È data da un vecchio acido e sarcastico che ti accoglie quando non hai nessun altro che ti prende con sé, quando non hai un posto dove andare. È data da persone che ami, nonostante tutto, e da persone che ti amano, sempre. È data da ombre e tenebre che assumono la forma di animali che parlano, che ti consigliano, che ti sfottono, che ti proteggono e che annientano la tua paura.

E la familia di Mia, dopo tre volumi, diventa anche la nostra familia. E lasciare andare la propria familia è doloroso, è straziante, è un’ingiustizia.

Parte del possedere è la paura della perdita.

Parte del creare è la paura che si rompa.

Parte del cominciare è la paura della fine.

Il grande nemico di Mia, Julius Scaeva, che lei desidera uccidere fin dal primo volume degli Accadimenti di Illuminotte, rimasto nell’ombra fino alla fine del secondo libro, qui assume le sembianze e i contorni di un vero personaggio. Un personaggio cattivo, fatto di ambizioni, di volontà, di azioni subdole, di comportamenti egoistici, di bramosia per il potere e di nient’altro. Un personaggio incapace di amare. Un personaggio che è pura oscurità, pura tenebra.

L’odio che si prova per Julius Scaeva è direttamente proporzionale all’amore che si prova per Mia e la sua familia.

Sono stata così presa dalla storia di Nevernight che più volte ho sognato di essere Mia e di essere un’assassina. Un piccolo sogno nel cassetto. Oh non spaventatevi gentili amici, non siete nella mia lista.

Per ora.

Sono stata così presa dalla storia di Nevernight che più volte mi sono persa a fissare la mia ombra, per capire se ero una tenebris. E quando non vedevo increspature o un’ombra più scura del normale, strizzavo gli occhi e mi impegnavo per far sì che la mia ombra si oscurasse, che si muovesse, che prendesse vita propria.

Ho fallito, chiaramente. Ma potrei diventare comunque un’assassina. Una cosa non esclude l’altra.

Nevernight Alba oscura per quanto mi riguarda è stato davvero un bel libro conclusivo. Mi è piaciuto davvero molto, e di gran lunga di più rispetto a I grandi giochi.

Ho pianto disperatamente. Se ne sono andati tanti membri della familia, ma uno, uno non doveva morire. E se ci penso ancora scendono lacrime. Perché mi è mancato, perché è stato doloroso, perché la sua morte è stata straziante. Questa è stata la parte peggiore del libro.

«[…] Meglio piangere per ciò che può essere stato che per quello che sai dovrà avvenire.»

Ci sono stati diversi morti, è davvero. Ma in una guerra i morti non possono mancare. E fortunatamente, ad eccezione di uno, sono state morti veloci. Non dico indolori, quello no, ma veloci, e una morte veloce, senza sofferenze atroci, rende le cose più accettabili, almeno per me.

Odio piangere per un personaggio di fantasia, odio quando un libro mi fa stare così male visto che leggo per evadere dal mondo reale e vorrei che almeno nella fantasia le cose andassero bene, ma c’è sempre un lato positivo quando si soffre così tanto per qualcuno.

Significa che l’autore sa fare il suo lavoro e lo sa fare bene. Se Jay Kristoff è riuscito a farmi disperare, a farmi piangere singhiozzando per un bel po’ di tempo facendomi andare a letto col cuore spezzato, significa che è riuscito a farmi amare alla follia quel personaggio. Significa che mi ci sono legata, che mi ci sono affezionata, significa che l’ho amato e che era parte della mia familia.

E vuoi non farli i complimenti a uno che riesce a farti soffrire così tanto per dei personaggi di fantasia?

Mai tirarsi indietro.

Mai avere paura.

E mai, mai dimenticare.

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