La lama sottile – Philip Pullman: secondo libro della trilogia Queste oscure materie, un fantasy ricco di riferimenti filosofici, scientifici e religiosi.

La lama sottile

la lama sottileTITOLO: La lama sottile

AUTORE: Philip Pullman

EDITORE: Salani

PREZZO: € 10.00 cartaceo; € 6.99 e-book

 

RECENSIONE:

Se vi siete persi la recensione del libro precedente la potete trovare qui.

La lama sottile di Philip Pullman è il secondo libro della trilogia Queste oscure materie, iniziata con La bussola d’oro.

Come sempre quando si parla di un libro non autoconclusivo, non entrerò nei dettagli della trama per non farvi spoiler.

Quello che sicuramente vi posso dire è che in questo secondo volume subentra fin dalle prime pagine un nuovo e importante personaggio: Will.

Will è un ragazzino che vive in quello che sembra proprio il nostro mondo (vi ricordo che invece Lyra vive in un mondo alternativo, dove la sua Oxford non corrisponde alla nostra, dove al Polo Nord esistono orsi corazzati parlanti, dove ci sono streghe e daimon). Will vive da solo con la madre perché il padre è sparito nel corso di una spedizione. Il ragazzo però deciderà di separarsi da lei, che è spesso molto turbata dalle sue paure mettendo in atto comportamenti bizzarri e stravaganti per calmarsi, per affidarla a un’anziana amica fidata e metterla così in salvo da alcuni uomini che cercano delle lettere appartenenti a suo marito, il padre di Will.

E ovviamente Will incontrerà Lyra, la ragazzina coraggiosa, curiosa e che mente spesso per salvarsi la pelle e che abbiamo imparato a conoscere e ad amare nel primo volume della trilogia.

Will, come dicevo sopra, è un personaggio importante, talmente importante che ne La lama sottile diventa lui il vero protagonista. Lyra, e di conseguenza Pan, il suo daimon, restano molto sullo sfondo. Devo dire che questa scelta mi genera emozioni contrastanti.

Da un lato mi è davvero dispiaciuto che Lyra e Pan avessero così poco spazio all’interno de La lama sottile, considerando soprattutto quanto mi ero affezionata ai due, dall’altro devo dire che Philip Pullman con Will ha creato un bel personaggio, ben caratterizzato.

Will è molto coraggioso e anche molto maturo per la sua età, lo è così tanto che Lyra in confronto sembra una bambina immatura, quasi capricciosa. Certo, è ancora tosta, ma Will è una spanna (se basta) sopra di lei.

Spero però che nel terzo e ultimo libro venga dato loro (a lei e a Pan) più spazio, perché per quanto mi piaccia Will, mi manca l’essere irriverente di Lyra, il fatto che metta il naso dove non dovrebbe e il fatto che non stia mai zitta, soprattutto quando dovrebbe.

Inoltre, ne La lama sottile, i punti di vista narrativi sono diversi, considerando che i vari personaggi vivono delle avventure in luoghi e/o mondi differenti. Possiamo leggere quindi il punto di vista di Will, e quindi anche di Lyra, della strega Serafina Pekkala e dell’aeronauta Lee Scoresby.

Nonostante La lama sottile contenga molte riflessioni sulla spiritualità e sulla religione (Philip Pullman non ne risparmia una alla Chiesa, se già avevo definito La bussola d’oro come un libro anticlericale questo non saprei come definirlo!), La lama sottile secondo me cattura il lettore molto più del primo volume, o almeno questo è quello che è successo con me.

Ho trovato il volume precedente molto più lento rispetto a questo, probabilmente perché essendo il primo di una serie c’era la necessità di dare delle spiegazioni, di dare delle coordinate e solo in un secondo momento entrare nel vivo della vicenda.

Con La lama sottile, essendo il secondo volume della trilogia, si entra nel vivo già nelle prime pagine perché Pullman non ha bisogno di spiegare nulla al lettore. Sappiamo come si caratterizza il mondo di Lyra, e anche se esistono dei mondi diversi dal suo è facile per noi ambientarci in fretta perché siamo già nell’ottica del mondo fantasy creato dall’autore.

Alla fine la mia valutazione rimarrà uguale a quella del primo volume, ma sicuramente con La lama sottile sono stata intrattenuta maggiormente, non ho trovato le parti un po’ lente e noiose che avevo invece riscontrato nel primo volume, per cui alla fine posso dire che questo libro mi è piaciuto un po’ di più rispetto a La bussola d’oro. Non mi resta che vedere cosa accadrà nel terzo e ultimo libro della trilogia.

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A presto lettori,

erigibbi

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