Joker: una storia inedita di Joker, interpretato da un fenomenale Joaquin Phoenix, che tocca argomenti importanti tra cui la salute mentale.

Joker

RECENSIONE:

Joker è un film diretto da Todd Phillips, regista che di solito non fa film particolarmente seri se pensiamo che è lo stesso della trilogia di Una notte da leoni, ma con Joker possiamo dire cha ha fatto il suo primo film d’autore.

Racconta la storia di Joker, interpretato da Joaquin Phoenix, la cui vera identità corrisponde a quella di Arthur Fleck ed è una storia inedita di Joker, scollegata dai film del DC Extended Universe.

Arthur Fleck è un emarginato, una persona che viene costantemente umiliata e che subisce molte ingiustizie. L’interpretazione di Joaquin Phoenix è stata qualcosa di fenomenale, penso di non aver mai visto qualcosa del genere sugli schermi. Phoenix, che nella sua carriera ha partecipato in molti film d’autore, probabilmente sconosciuti ai più, al massimo la maggior parte lo assocerà al cattivo imperatore Commodo nel film Il gladiatore, è riuscito a costruire un personaggio, a metterci del suo.

Un’interpretazione che racchiude secondo me molto studio da parte dell’attore, basti pensare alla risata, o meglio, alle risate, perché Joker ne ha diverse, a seconda del momento, della situazione e delle emozioni che prova, o basti pensare ai movimenti: per chi ha visto il film, la scena sulla scala è qualcosa di spettacolare e fare quei movimenti non è facile, sembra facile perché non sembrano nulla di che, ma provateci, e ditemi se non siete ridicoli, al contrario di Joker, che in quel momento è un gran figo.

Sono convinta che Joaquin Phoenix sarà nominato agli Oscar e al momento, per quanto mi riguarda, si meriterebbe di vincere l’Oscar come migliore attore protagonista, ma considerando tutte le critiche che ruotano attorno al film e considerando che Joker va inteso come cinecomic ci sono (purtroppo) delle buone probabilità che non vinca nulla.

Perché sì, Joker va considerato come un cinecomic, perché di fatto lo è, ma non è il solito cinecomic a cui siamo abituati. Diciamo che Joker si può considerare a livello di Logan: due film che sì, sono cinecomic, ma a molti, moltissimi scalini superiori rispetto ai normali film sui supereroi.

Come dicevo prima, attorno a Joker ruotano moltissime critiche, soprattutto in America. È stato definito un film violento (e lo è) ed è stato definito un film pericoloso perché glorifica un assassino. Ecco, qui no, non sono d’accordo. A parte che è Joker stesso che a un certo punto si glorifica, non siamo noi spettatori che lo glorifichiamo, ma c’è da dire che il messaggio del film è proprio l’opposto e basta avere giusto un po’ di sale in zucca per capirlo.

La violenza genera violenza. Joker, il film, mostra quali eventi possono portare un uomo come Arthur Fleck a fare quello che fa. Il film sensibilizza le persone; ti permette di comprendere i gesti di Joker, ma non ti porta a condividerli o a giustificarli. Un po’ come avviene per Thanos negli ultimi Avengers: comprendiamo i suoi gesti, i suoi comportamenti, ma siamo ben lontani dal condividerli.

Che poi diciamolo, se tutti noi diventassimo violenti per aver visto un film che ha scene violente a quest’ora sulla terra non ci sarebbe più nessuno. Non è un film (o un libro o un videogioco) che ci fa essere o diventare violenti. Se vogliamo fare del male a qualcuno lo facciamo a prescindere, non perché vediamo Joker.

E questa critica arriva dall’America. Dall’America! Una società che dà armi da fuoco in mani sbagliate con la facilità con cui io mangio 500 grammi di carbonara. E cosa succede nel film? Arthur, che ha dei problemi mentali, ha una pistola. Non perché l’ha acquistata o l’ha cercata, no, gli viene data da “un amico” per difendersi. In America succedono stragi nelle scuole, stragi nei supermercati, stragi nei cinema, ma di certo il problema non risiede in un film. Forse bisogna cercare nella regolamentazione? Forse è l’arma da fuoco che viene concessa troppo facilmente? In America ci sono dei ragazzini che hanno accesso alle armi da fuoco, in America ci sono persone con problemi mentali che hanno accesso alle armi da fuoco, in America governa Trump e in America criticano un film come Joker perché istiga alla violenza. Ok.

Arthur è un pagliaccio, vuole far ridere la gente, vuole essere un comico. La sua stessa madre gli ripete, fin da quando era un bambino, che deve sorridere, che deve essere sempre felice. E qui possiamo leggere tra le righe una critica alla società, e in particolare alla società americana che penalizza chi non nasconde i sentimenti negativi, in primis tristezza e depressione. Considerate che in America vengono dati psicofarmaci come se fossero caramelle, non solo a uomini e donne adulte ma anche ai bambini, ai bambini! In America devi far vedere che sei una persona di successo, che sei un vincente, la depressione va nascosta. La malattia mentale di per sé è ancora un taboo, in America ma anche in altri Stati, ed è questo che porta sullo schermo Joker, non la glorificazione di un assassino.

La salute mentale è quindi uno degli argomenti principali del film e viene affrontato molto bene, soprattutto se consideriamo che non ci sono i soliti cliché che spesso vediamo sullo schermo quando qualcuno decide di portare questo argomento.

In Joker si analizzano l’interiorità dell’individuo e i meccanismi della mente. Si mostra come una persona con un problema viene discriminata, stigmatizzata e come la società cerchi di annullarla, di eliminarla. Joker cerca di far capire allo spettatore cosa significa avere un problema mentale.

In un primo momento lo fa spaventando lo spettatore (all’inizio non capiamo Arthur, non capiamo le sue risate e la mancanza di comprensione ci porta ad aver paura di lui), poi però tutto viene contestualizzato e spiegato e allora lì non abbiamo paura di lui (proprio quando dovremmo avercela invece) perché lo comprendiamo, perché empatizziamo con lui e la sua sofferenza. L’escalation degli eventi è credibile, è spaventosamente credibile, ma empatizzare con Joker non significa condividere le sue gesta. C’è una bella differenza.

In Joker vengono poi indagati anche i meccanismi della società e la differenza tra classi sociali: da un lato la miseria e gli emarginati, dall’altro il lusso e i personaggi di successo come Thomas Wayne (sì, papà di Bruce, di Batman) che forse non sono così belli e buoni come sembrano.

Sicuramente Joker è un film violento, è un film crudo, ma i messaggi che trasmette sono profondi. Un altro messaggio del film consiste nel non fermarsi alle apparenze, ecco, mi sembra sia una cosa più che perfetta da fare con Joker.

jokerjokerjokerjokerjoker

Ti piacciono i miei contenuti? Sostienimi con un caffè!

Potrebbe interessarti anche:

Lady Bird

Scappa Get Out

C’era una volta a… Hollywood

A presto cinefili,

erigibbi

©

[ATTENZIONE! Sono affiliata ad Amazon e IBS, dunque cliccando sui miei link e acquistando qualunque cosa percepirò una piccola commissione che utilizzerò per comprare libri, alimentando così il blog e il canale YouTube.
Se vuoi sostenermi puoi anche acquistare da questo link generico: http://amzn.to/2oDpsz8]

2 Replies to “Joker RECENSIONE FILM

  1. Non lo so, io non l’ho ancora visto, ma l’interpretazione è meglio di quella di Heath Ledger?
    Ledger era pazzesco.
    Hanno tirato in ballo anche J.Nicholson, ma quelli erano altri tempi non si può fare un paragone.
    Cmq, Phoenix nn è cosi sconosciuto, fratello di river che già è un curriculum, ha fatto the master, poi il biopic del mitico johnny cash, ha fatto Lei con la mitica scarlett J. era in hotel ruanda.
    Prima o poi riuscirò a vederlo.

    1. Io ho amato l’interpretazione di Ledger ed ero molto scettica, ma sì, è stato addirittura più bravo. Sono due Joker diversi eh, quindi magari un paragone è difficile, ma così estasiata da una performance non mi è mai capitato.
      Comunque non sto dicendo Joaquin Phoenix è sconosciuto, sto dicendo che la maggior parte delle persone non lo assoceranno a nessun film. I film di nicchia o i film d’autore non sono visti da così tante persone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.