L’incendiaria – Stephen King: Charlie, otto anni, ha il potere della pirocinesi. La Bottega, un’agenzia governativa, farà di tutto per cercare di prenderla.

L’incendiaria

l'incendiariaTITOLO: L’incendiaria

AUTORE: Stephen King

EDITORE: Sperling & Kupfer

PREZZO: € 10.90 cartaceo; € 7.99 e-book

 

RECENSIONE:

Andy, il principale narratore di questa storia, è un uomo, marito e padre, che cerca di fare di tutto per proteggere la sua famiglia dagli uomini della Bottega. Tutto ha avuto inizio quando Andy e Vicky, la moglie, erano giovani a caccia di soldi facili: hanno partecipato a un esperimento che garantiva loro duecento dollari.

Solo dopo si sono resi conto che l’esperimento li ha portati a sviluppare dei poteri paranormali: lei riesce a spostare piccoli oggetti con la mente, lui riesce a manipolare il pensiero delle persone, mentre la loro figlia, Charlie, di soli otto anni, fin dalla nascita ha manifestato la pirocinesi: la capacità di dare fuoco a qualsiasi cosa.

La Bottega è un’agenzia governativa: il Lot-Six, il farmaco usato nell’esperimento, è stato creato dai suoi uomini, quegli stessi uomini che ora vogliono Charlie; dietro la scusa della sicurezza nazionale vogliono fare di lei una cavia da laboratorio, senza rendersi conto dei rischi che loro stessi corrono.

Il potere paranormale torna ancora una volta nei libri di Stephen King con L’incendiaria, titolo originale Firestarter, libro tradotto in italiano da Maria Grazia Prestini; la somiglianza con Carrie in alcuni momenti è sostanziale, ma devo dire che con L’incendiaria King si è spinto un po’ più in là, soffermandosi non poco sulla lotta tra bene e male.

King non dà giudizi e non esprime opinioni, tutti i riferimenti si leggono tra le righe. A un certo punto c’è davvero la volontà di fermare Charlie per un bene più grande, quello dell’umanità, perché se lei lo volesse, ha la capacità di distruggere il mondo in pochi secondi, minuti al massimo.

Ma quando si passa il limite?

È giusto rovinare la vita di una bambina e della sua famiglia solo perché c’è l’eventualità che un giorno distrugga il mondo? È giusto renderla cavia da laboratorio? È giusto separarla dai genitori? È giusto pensare di e cercare di ucciderla? Qual è il limite?

Stiamo pur sempre parlando di una bambina di otto anni, che non ha mai manifestato il desiderio e la voglia di fare del male.

Perché non considerare che un potere che ha un potenziale distruttivo, possa essere usato per fare del bene?

Vicky, Andy e Charlie sono persone comuni e allo stesso tempo straordinarie; pur avendo dei poteri paranormali per noi lettori sono delle persone assolutamente normali, che non hanno nulla che non va, nulla di sbagliato perché è così che Stephen King ce li mostra.

Sono delle persone che hanno dei problemi, causati tra l’altro da altre persone, e che cercano di vivere (e sopravvivere) al meglio, senza disturbare nessuno, ma siamo noi, persone senza poteri, noi “normali” che cerchiamo di catturarli e di ucciderli.

Sono Vicky, Andy e Charlie, soprattutto quest’ultima, a essere dipinti come dei mostri, ma non è più giusto dire che siamo noi i mostri? Sono gli uomini della Bottega i mostri, che non hanno nessun potere paranormale, ma solo quello delle loro pistole cariche.

Delle sfumature interessanti, centrali nei libri di Stephen King il quale, non importa se con un fantasy o con un horror o un thriller, cerca sempre di far riflettere il lettore su tematiche importanti, che non passano mai di moda perché in un modo o nell’altro sono sempre attuali.

È stato appassionante anche scoprire la storia di Andy e Charlie tramite diversi flashback usati dall’autore con parsimonia per farci scoprire un po’ alla volta l’inizio di questa storia, dove e quando tutto ciò è iniziato.

I personaggi come sempre sono stati caratterizzati bene; fin dall’inizio sembra essere Andy quello più importante, quello su cui sappiamo di più, quello la cui personalità emerge più facilmente, invece più si va avanti più prende spazio Charlie, soprattutto grazie al non detto, ai suoi pensieri taciti e nascosti e sarà impossibile non affezionarsi a questa bambina, che ha un peso più grande di lei da portare sulle spalle, che a soli otto anni ha dovuto imparare a non fidarsi della gente, perché a volte i mostri sono le persone normali, non i diversi.

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A presto lettori,

erigibbi

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