Bel-Ami – Guy de Maupassant: Parigi, anni ’80 del XIX secolo, un luogo e un tempo che associamo al romanticismo, ma questo libro è molto diverso.

Bel-Ami

bel-amiTITOLO: Bel-Ami

AUTORE: Guy de Maupassant

EDITORE: Feltrinelli

PREZZO: € 9.00 cartaceo

 

RECENSIONE:

Ci troviamo a Parigi, negli anni ’80 del XIX secolo, un luogo e un tempo che siamo abituati ad associare al romanticismo più dolce e alle storie d’amore più romantiche, ma questo libro è molto diverso.

George Duroy, grazie alla raccomandazione di un vecchio amico, riesce ad entrare nella redazione di un giornale, prima come assistente e poi come giornalista. Da questo momento la sua vita cambia: i suoi problemi economici diminuiscono e inizia a frequentare salotti più prestigiosi.

Il lettore segue la sua ascesa e soprattutto le sue conquiste femminili, che lui cura con grande attenzione. Non è l’amore che lo spinge, ma il guadagno personale che quelle donne possono fornirgli, i contatti o i segreti dei mariti e dei padri. Lo vediamo destreggiarsi in ricevimenti e incontri privati, per fare breccia nella dignità delle donne e convincerle che è realmente innamorato di loro.

Leggendo Bel-Ami si vede chiaramente la divergenza tra le parole di Duroy e i suoi pensieri, e questo è il motivo principale per cui il protagonista diventa presto odioso. Sapendo qual è il suo vero pensiero, le sue parole perdono totalmente fascino e ci si stupisce che le donne a cui sono rivolte possano crederci davvero. Il distacco tra protagonista e lettore era nelle intenzioni stesse dell’autore, per delineare un cinico arrampicatore sociale.

“È bella” pensò. “Eh! Tanto meglio. A buon gatto buon sorcio, mia cara. Ma prima che mi capiti ancora di tormentarmi per te, giuro che farà caldo al Polo Nord.” Quindi rispose: «Ma certo, mia cara». E perché lei non si accorgesse di nulla, le diede un bacio.

La storia procede molto lenta, con pochi eventi significativi al di là delle relazioni del protagonista, con un accenno agli eventi politici e alcune diatribe tra giornalisti.

Parigi viene descritta con pochi dettagli, ma sempre molto chiari, che si caricano di significati per il protagonista e anche per il lettore. C’è così un appartamento che diventa il simbolo del tradimento, oppure uno specchio sulle scale dove più volte Duroy si ritrova a specchiarsi e a valutare come sia cambiata la sua vita rispetto alla volta precedente.

La signora Forestier [parlava] con un riserbo incantevole, un pudore nel tono, nella voce, nel sorriso, in tutto il suo atteggiamento, che finiva per sottolineare, pur avendo l’aria di attenuarle, le cose ardite che uscivano dalla sua bocca.

Un altro aspetto interessante di questo romanzo sono le figure femminili che, nonostante vengano ingannate dal protagonista, non perdono mai totalmente la loro dignità e la loro indipendenza. Alcune, come Madeline Forestier, sono donne intelligenti, intraprendenti e potenti quanto il marito.

Lontana da essere una visione femminista, perché comunque sono subalterne, evidenzia come le donne potessero comunque far sentire la loro voce, anche se in modo indiretto.

Nonostante questi aspetti interessanti, nel complesso ho trovato Bel-Ami troppo lento. La mancanza di immedesimazione era voluta da Maupassant, quindi non la considero un difetto, tuttavia rende il libro meno coinvolgente e quindi più faticoso da leggere.

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A presto lettori,

Fabiana

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