Funzioni – Andrea Michelotti: una sorta di distopico con evidenti riferimenti alla nostra società in cui ogni aspetto della vita è controllato dall’Agenzia.

Funzioni

funzioniTITOLO: Funzioni

AUTORE: Andrea Michelotti

EDITORE: Ensemble Edizioni

PREZZO: € 14.00 cartaceo

 

RECENSIONE:

Ivan ha quarant’anni, ma è costretto a vivere con i suoi genitori perché non riesce a trovare un lavoro stabile. Passa le giornate in attesa di ricevere una chiamata dall’Agenzia: non importa che lavoro gli viene proposto e in che condizioni, l’importante è riuscire a guadagnare qualcosa.

Ha degli amici, ma non ha più una compagna che probabilmente stava con lui per i soldi che aveva prima e non per amore, perché è così che spesso funziona: se hai un lavoro stabile e quindi dei privilegi hai più possibilità di avere qualcuno al tuo fianco, altrimenti si può sempre andare al Fusion, pagare e passare qualche ora in compagnia.

Per Ivan le cose sembrano andare per il verso giusto nel momento in cui l’Agenzia gli offre un nuovo impiego, ma che impiego?

Funzioni di Andrea Michelotti mi è piaciuto parecchio; si tratta di una sorta di distopico con evidenti riferimenti alla nostra società.

L’Agenzia è praticamente il governo di Perennea, paese dove abita Ivan; da Perennea è praticamente impossibile uscire ormai, per non parlare di estranei che vogliono entrare. Del mondo di fuori si sa poco o nulla e le notizie che passano sono comunque controllate dall’Agenzia stessa. Il lavoro è controllato dall’Agenzia, qualsiasi cosa è sotto il suo controllo, ma ci sono dei gruppi di persone che sono stanche, che hanno capito che nulla viene fatto per loro, per il loro bene e per il loro Paese e che vogliono ribellarsi.

Tra queste c’è Piero, amico di Ivan, che tenta in tutti i modi di convincerlo a vedere con occhi diversi, ma non ci riesce: ad Ivan basta avere un lavoro che gli permette così di avere una bella casa, una bella macchina e aiutare i suoi genitori a vivere meglio.

Magari sbaglio, ma non mi sono schierata dalla parte di nessuno perché sia Ivan sia Piero hanno le loro ragioni e i loro torti. L’idea di Ivan di avere un lavoro stabile non è sbagliata, soprattutto se tra i fini c’è quello di aiutare i propri genitori a vivere meglio; ma non mi trovo d’accordo nel momento in cui Ivan scopre che lavoro deve fare (non si può accettare tutto a prescindere) e nel momento in cui i soldi che guadagna li spende in frivolezze e oggetti utili solo al suo ego.

Piero di per sé non ha molti torti, ma ha una visione troppo utopistica e comunque quello che propone è un tornare indietro, ma un tornare indietro troppo esagerato: non si può tornare al baratto, non è fattibile, non nei giorni nostri e lo dice una che da bambina/ragazzina era convinta che il baratto fosse la migliore soluzione.

L’unica pecca di Funzioni è il fatto che Andrea Michelotti non ha approfondito l’aspetto distopico e tutto quello che gli ruota attorno: com’era prima? Come si è arrivati a questo? Il gruppo di ribelli cosa fa?

Mi sarebbe semplicemente piaciuto un maggior approfondimento perché le carte in regola per poterlo fare c’erano tutte e poteva uscirne un gran libro. Non che ora come ora sia un brutto libro, anzi, come dicevo all’inizio mi è piaciuto, ma poteva essere ancora meglio se approfondito.

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A presto lettori,

erigibbi

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