Il re leone: live action di uno dei cartoni Disney più amati; un ottimo risultato grazie alla cgi perfetta e alla storia che si attiene all’originale.

Il re leone

Premetto che non sono una fan dei live action. La domanda che mi sorge sempre spontanea quando sento la notizia di un nuovo live action Disney è: perché? E la risposta invariabilmente è: soldi.

Infatti, per quanto non sia l’unica a storcere il naso, molte persone (tra cui la sottoscritta eh) vanno al cinema a guardarsi il film e gli incassi finora non sono mai andati mai male.

Il re leone era proprio uno di quei live action che non volevo vedere perché non mi andava di piangere disperatamente in compagnia di altri sconosciuti, ma sono stata costretta da bb visto che è il suo film Disney preferito.

Fortunatamente mi è piaciuto molto e sinceramente non capisco tutte le critiche che gli ruotano attorno. Il punto è che a prescindere dal risultato di un live action, le persone avranno sempre qualcosa da ridire: se i produttori fanno delle modifiche al film originale ci sono polemiche (e qui sono d’accordo, perché “modifiche” e “live action” non stanno bene assieme); se i produttori rifanno il film uguale in ogni suo aspetto ci sono polemiche perché è troppo fedele all’originale (motivo per cui si chiama live action, io ve lo dico).

Il re leone è stato criticato principalmente perché gli animali erano troppo… animali. Siccome non sono antropomorfizzati come nel cartone animato, ma sono troppo reali (minchia) sono poco espressivi (gli animali sono poco espressivi? Davvero?) e quindi il film non è emozionante (io ve lo dico, se non avete pianto per la scena più tragica di tutti i film che ci ha sconvolto l’infanzia allora avete un cuore di pietra, il problema non sta negli animali troppo realistici).

Che poi, seriamente, è un film in cui ogni protagonista e personaggio è animale, e la critica (a un live action) è che gli animali sono troppo realistici? Io non so se ridere o piangere quando sento questi commenti, sul serio.

E diciamolo, se gli animali creati in cgi (come del resto tutto il film) da Jon Favreau fossero stati più antropomorfizzati ci sarebbe stata la polemica proprio su questo, perché non erano realistici.

Se fossi uno spettatore italiano (in questi casi posso dirlo: per fortuna che abito in Galles e al cinema guardo i film con le voci originali) mi preoccuperei più per la voce scelta per il doppiatore di Pumbaa. Non ho niente contro Stefano Fresi, che indubbiamente saprà fare il suo lavoro, ma la sua voce non c’entra proprio nulla con quella di Pumbaa e anzi, è addirittura troppo simile a quella di Timon, doppiato da Edoardo Leo.

Un piccolo appunto sulle canzoni: anche qua non ci sono dubbi sulla bravura delle voci (in originale Simba adulto è interpretato da Donald Glover e Nala adulta da Beyoncé), ma spesso si notano delle differenze con le tonalità e i vocalizzi rispetto alle canzoni originali e per quanto belle siano quelle rifatte da Glover e Beyoncé le canzoni del film del 1994 per me sono intoccabili e dovevano essere quindi rifatte tali e quali. Voglio dire, Beyoncé, sappiamo tutti che hai una voce pazzesca e che sei brava, non occorre che fai tutte quelle robe complicate e che allunghi a non finire tutte le sillabe finali, su.

A parte questo piccolo e irrilevante dettaglio, per me il live action de Il re leone è stato fatto bene e ho apprezzato proprio il realismo degli animali (non solo per come sono stati ricostruiti a livello di immagine, ma anche nella riproduzione dei movimenti) e il fatto che la storia sia rimasta fedele nel 99% al cartone che tanto abbiamo amato e che tanto ci ha fatto soffrire nel lontano (dio, come mi sento vecchia) 1994.

Hakuna Matata.

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