Blade Runner 1971 Il prequel – Tessa B. Dick: alcuni fatti, più o meno importanti, dello scrittore Philip K. Dick raccontati dalla quinta moglie Tessa.

Blade Runner 1971 Il prequel

blade runner 1971 il prequelTITOLO: Blade Runner 1971 Il prequel

AUTORE: Tessa B. Dick

EDITORE: Terebinto Edizioni

PREZZO: € 12.00 cartaceo; € 2.99 e-book

 

RECENSIONE:

Blade Runner 1971 Il prequel non è una storia di fantascienza, come invece mi immaginavo. D’altronde il termine “prequel” viene usato, in diversi campi artistici, per indicare un contenuto (film o libro per esempio) che narra gli eventi di una storia accaduti prima.

Usarlo in questo contesto è fuorviante, soprattutto se ci mettiamo davanti Blade Runner: è scontato pensare che il libro faccia riferimento a fatti accaduti prima di quelli narrati, per l’appunto, in Blade Runner (noto film di fantascienza tratto dall’opera di Philip K. Dick). E invece no.

Quindi di cosa si tratta? Stralci di vita di Philip K. Dick narrati dalla moglie Tessa B. Dick.

Di Philip K. Dick non ho letto nulla anche se ho visto il film Blade Runner 1049 e sto seguendo la serie tv The Man in the High Castle, tratta dal libro di Dick La svastica sul sole.

Al di là della delusione nel momento in cui ho constatato che non si trattava di un libro di fantascienza, ma di una biografia, il libro poteva comunque entusiasmarmi: non mi dispiace leggere della vita di autori famosi perché spesso la loro vita non è stata semplice e questo mi dà forza perché se loro ce l’hanno fatta significa che anch’io posso farcela.

Peccato però che Blade Runner 1971 Il prequel non mi abbia trasmesso nulla e credo che il problema principale venga dalla narrazione di Tessa B. Dick che a mio avviso lascia a desiderare sia per lo stile che per i contenuti.

Per quanto riguarda lo stile, l’autrice passa dalla prima alla terza persona almeno in ogni pagina e per me questo non va bene. Nessun editor o correttore di bozze le ha fatto presente che andrebbe tenuta sempre la stessa persona per tutto il libro? A meno che tu non scriva un romanzo di narrativa, con diversi pov e decidi che qualcuno parli in prima persona e qualcun altro in terza, lì la scelta ci sta, qui no.

Vi faccio un esempio, pagina 5:

Una volta versò due vini in due bicchieri mentre ero al bagno, dopodiché mi chiesi di assaggiarli entrambi e dire quale preferivo. […]

Pagina 12:

Non sapresti dire esattamente perché non la sopporti. Forse ti ricorda qualche compagna di liceo, le stronzette che ti sfottevano per i vestiti, i capelli e la carenza di boyfriend.

Seriamente, perché parlare di sé in terza persona?

Ma andiamo oltre. La vita privata di Philip K. Dick è molto interessante: ha una sorella gemella che muore praticamente subito e lui si sente in colpa per esserle sopravvissuto; ha un’infanzia e un’adolescenza tormentate; assumeva droghe; lo psichiatra gli diagnosticò una forma di schizofrenia; soffriva di stati di depressione; subì un’effrazione; si fece ricoverare in una comunità per la riabilitazione dei tossicodipendenti; si è sposato ben cinque volte (l’ultima moglie è stata proprio Tessa); sentiva delle voci e aveva delle visioni.

Dev’essere interessante leggere la biografia di Philip K. Dick, no?

No.

È stato più interessante leggere la sua pagina su Wikipedia perché Tessa ci rende partecipi di cose noiose e inutili:

Dopo qualche settimana di insonnia a causa dei salotti notturni, Tessa comincia a preparare colazioni a base di cereali.

Ma non era un libro su Philip K. Dick?

Tessa ha qualche talento per la scrittura, anche se al liceo andava forte in matematica.

Ma ehm e Philip?

Una sera te ne vai con Phil e un gruppo di amici a cena in un bar & grill messicano chiamato “La Paz”. Tessa sorseggiava una birra chiara mentre gli altri tirano giù cocktail Margarita. La cameriera la informa che dovrà andarsene alle dieci se non può dimostrare di avere 21 anni compiuti. Il ristorante infatti chiude alle dieci, ma il bar adiacente resta aperto fino alle due del mattino.

Al di là del fatto che nello stesso paragrafo passa dalla seconda persona alla terza (c’è qualquadra che non cosa) e che in diversi passaggi non si parla di Philip K. Dick ma di Tessa, non sono nemmeno cose interessanti e utili ai fini della storia!

Le cose interessanti su K. Dick in questo libro infatti sono davvero poche. A quanto pare l’autrice si concentra su altro: si parla di barzellette, di cene con amici in cui si mangia il pasticcio di rognone, di assegni… le cose di spessore a cui ho accennato prima sì, si possono estrapolare qua e là, ma le ho prese da Wikipedia, perché sono più approfondite e più accattivanti lì che in questo libro e lo trovo assurdo!

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