Vice L’uomo nell’ombra: film candidato agli Oscar 2019 racconta la storia di Dick Cheney, vice presidente durante l’amministrazione di George W. Bush.

Vice L’uomo nell’ombra

Vice L’uomo nell’ombra racconta la storia di Dick Cheney, un uomo nato dal nulla che diventerà, con furbizia e maestria, vice presidente e a quanto pare, stando al film, l’uomo che durante l’amministrazione di George W. Bush ha preso decisioni non indifferenti al posto del presidente stesso.

E se dalla cover del film non riconoscete l’attore principale vi svelo io la sua identità: Christian Bale, soprannominato (dalla sottoscritta) il pazzo. Bale è ancora una volta irriconoscibile. Mi chiedo che problemi abbia, perché ad un certo punto non so se parlare ancora di professionista (e sicuramente lo è, ci mancherebbe altro) o parlare di un pazzo che prende a cuor leggero la salute del proprio corpo. È diventato anoressico, è diventato obeso, è diventato super muscolo e ora è diventato Dick Cheney. Seriamente, non so quanto tutte queste trasformazioni fisiche (e alcune di esse attuate anche in poco tempo) facciano bene al proprio corpo.

In ogni caso i complimenti a Bale mi sento di farli, anche per la recitazione in Vice. Smorfie facciali e modi di parlare precisi, riconoscibili, mi hanno convinto un po’ alla volta, col passare dei minuti finché non ho pensat: “Wow! È stato proprio bravo! Innegabile che il suo lavoro lo sappia fare”.

Vice ha anche una voce narrante, una voce e un volto in realtà, e non scopriremo chi è questa voce e questo volto se non verso la fine del film e doppio wow, sono rimasta sconvolta. E per come il film è stato girato giuro che non sapevo se il regista mi stava prendendo per i fondelli o se quello che ho visto era davvero accaduto. Confermo, è accaduto davvero.

È tutto vero quello che Vice ci fa vedere? George W. Bush è/è stato davvero un coglione? (E la risposta va al di là di schieramenti politici). Diciamo che da un lato guardando Vice non ci stupiamo, d’altronde Bush non è mai stato particolarmente amato nemmeno in Italia, ma vi giuro che se già l’opinione che potevate avere di lui non era proprio dorata, dopo la visione di Vice non saprete se ridere o piangere, letteralmente.

E sinceramente per fare un film dove si sputtana in questo modo (perché questo è quello che avviene con Vice) un Presidente degli Stati Uniti d’America ci vuole coraggio (e non mi stupirei se tra qualche anno vedessi un film simile con Trump al posto di Bush).

Non conoscevo la figura del vice presidente (e chi mai considera il vice presidente?), non conoscevo Dick Cheney e la sua storia, la sua ascesa e la sua caduta. Sicuramente è stato interessante, soprattutto perché apre gli occhi dello spettatore su eventi accaduti in momenti storici importanti, che hanno tuttora delle ripercussioni sulla nostra vita.

Devo dire che la prima ora l’ho trovata lenta e anche un po’ noiosa, ma un po’ alla volta il film si è ripreso. Certe particolarità, certe scelte di regia mi hanno fatto pensare più volte a The Wolf of Wall Street, soprattutto all’inizio del film, aspetti che a volte mi hanno addirittura fatto pensare alla scopiazzatura. Poi però Vice fortunatamente ha preso la sua strada ed è decollato, barcollando, ma è decollato.

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