Believer: Dan Reynolds, cantante della band Imagine Dragons, parla della comunità LGBT nello Utah e il suo rapporto con la Chiesa mormona.

Believer

Believer è un documentario prodotto da HBO in cui Dan Reynolds, cantante della band Imagine Dragons, parla delle persone LGBT e della Chiesa mormona.

Perché questa relazione?

Perché negli ultimi anni il tasso di suicidi tra i giovani dello Utah (Stato degli Stati Uniti a maggior incidenza mormona) si è triplicato e sembra esserci una correlazione con l’essere una persona LGBT. A quanto pare i giovani preferiscono uccidersi piuttosto che essere esclusi dalla loro comunità mormona a causa di una Chiesa e una religione che non accetta l’omosessualità.

Dan Reynolds si fa testimone di questo documentario perché è probabilmente il mormone più famoso al giorno d’oggi e spera, con la sua voce, di riuscire a portare un cambiamento nella sua Chiesa.

Dan ha parlato della sua esperienza da mormone e di come si sia dovuto scontrare con questa verità a cui, fino a un certo periodo, non aveva pensato. Ha intervistato famiglie con figli omosessuali, e ha deciso di organizzare, assieme a Tyler Glenn, mormone gay cantante dei Neon Trees, LoveLoud: un festival musicale a sostegno della comunità LGBTQ.

Quando ho visto Believer ero sconvolta. È incredibile quello che gli esponenti massimi della Chiesa mormona riescano a pensare e dire sull’argomento. Una delle cose che sconvolge è che è evidente che credono in quello che dicono. Ma non dobbiamo pensare che sia un problema dei mormoni perché i loro discorsi sono uguali a quelli di tanti cristiani cattolici per esempio. Discorsi e convinzioni bigotte come le loro sono all’ordine del giorno in ogni parte del mondo.

Ma cosa dice la Chiesa mormona a riguardo? Non c’è nulla di sbagliato nell’essere gay, ma non devi agire da gay. No, non sto scherzando. Non puoi baciare una persona dello stesso sesso, non puoi abbracciarla, non puoi prenderla per mano, insomma non puoi avere nessun contatto fisico, non puoi instaurare una relazione, niente, zero. Anzi, sarebbe bene che ti sposassi con una persona del sesso opposto.

E vi giuro, vi giuro che ci sono persone che lo fanno. Uomini attratti da uomini che si sposano con una donna o viceversa e che dicono che sì, gli manca qualcosa, ma sono felici così.

Da esterni potremmo benissimo dire che basterebbe mandare a fanculo la fede in cui si crede e allontanarsi dalla Chiesa, ma per i mormoni essere sbattuti fuori (perché è effettivamente questo che succede nel momento in cui si fa coming-out) dalla propria comunità, dalla propria famiglia, è la fine. Ed è qui che scatta per molti il suicidio.

Ti ritrovi sbattuto per strada: i tuoi genitori non ti vogliono, non hai un amico, non hai un parente, non hai nessuno a cui puoi rivolgerti. Sei un ragazzino, non hai un lavoro, non hai una casa. Ti ritrovi all’improvviso senza nulla. Se fossi gay e mormona, io non lo so se avrei il coraggio di fare coming-out.

Certo, anche tra i mormoni ci sono le famiglie comprensive, quelle che amano i propri figli così come sono, ma non sembra siano poi tante le famiglie così.

Magari di bigotti non ce ne sono davvero molti, magari in cuor loro e usando il cervello capiscono che quello che la Chiesa mormona crede sulle persone gay è sbagliato, ma non hanno il coraggio di esporsi e di parlare, di prendere una posizione. E stare in silenzio è quello che ha fatto Dan per molti anni, finché non ha avuto il coraggio di ribellarsi, di prendere una posizione, di sperare in un cambiamento e di combattere affinché avvenga.

Nonostante da un lato ci sia una sempre maggior apertura nei confronti della comunità LGBT, dall’altro, almeno ogni giorno, sento discorsi e frasi offensive nei loro confronti, omofobia o odio sembrano crescere esponenzialmente nonostante le numerose battaglie, le camminate in piazza, gli eventi creati.

È importante parlarne, è importante esporsi affinché ci sia consapevolezza e affinché anche queste persone abbiano la libertà di essere ciò che sono perché l’amore è amore, in ogni sua forma, e questo dovrebbe essere ciò che conta.

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