The OA – Prima stagione: serie tv targata Netflix che si basa sull’NDE (Near-Death Experience) che potremmo tradurre come esperienza di pre-morte.

The OA

The OA, il cui debutto è avvenuto nel 2016, è un’altra serie tv targata Netflix.

Prairie era scomparsa da sette anni quando all’improvviso ritorna nel luogo in cui è cresciuta. Quando era sparita era cieca, a causa di un incidente in bus avvenuto in Russia (dov’è nata e cresciuta per i primi anni della sua vita), mentre ora vede perfettamente.

Il ritorno di Prairie viene visto da molti come un miracolo: non solo è viva dopo sette anni dalla sua scomparsa, ma per di più vede! Lei però non vuole raccontare a niente e nessuno quello che ha vissuto per questi lunghi anni, o meglio, non vuole raccontarlo ai suoi genitori adottivi, né all’FBI; lo fa però con cinque persone tra loro molto diverse.

Steve è un ragazzo che si arrabbia facilmente, la cui ira sfocia in aggressività; Jesse è un ragazzo orfano; Buck è nata ragazza, ma sente che quel corpo non le appartiene; French lavora come cameriere ed è molto bravo a scuola; BBA è un’insegnante della scuola frequentata da questi quattro ragazzi.

Prairie inizierà a raccontare loro quello che ha passato in questi sette anni di prigionia e insegnerà loro dei movimenti particolari. Considerate che tutta la serie tv di The OA si basa sull’NDE (Near-Death Experience) che potremmo tradurre come esperienza di pre-morte o esperienza in punto di morte. Prairie infatti a causa nell’incidente avvenuto in Russia è morta, solo che ha avuto la possibilità di scegliere: tornare in vita senza vista, o rimanere morta?

In realtà potrei star qui a parlarvi per pagine e pagine della trama, di cose da dire ce ne sarebbero parecchie, ma io mi complicherei la vita, e voi, se non avete visto questa serie, non ci capirete nulla così io sembrerò la scema del villaggio. Per cui no, non vi dirò altro sulla trama, mi rifiuto!

Sicuramente The OA non è una serie tv facile da seguire. La trama è complessa, c’è un intreccio di storie, si passa dal presente al passato grazie a lunghi flashback e pure il senso potrebbe sfuggire. A dirla tutta non so nemmeno io se il senso l’ho capito, ma sicuramente a me The OA è piaciuta, e fin dal primo episodio (che ha detta di molti non è stato nulla di entusiasmante!).

Come dicevo sopra, Prairie insegnerà ai ragazzi dei movimenti (saranno cinque per l’esattezza). Devo dire che quando ha iniziato a fare il primo movimento non sapevo se mettermi a ridere o ritenerla una pazza, dico sul serio. Più andavo avanti a guardare però, più ne rimanevo affascinata e vi dirò di più, tanto ormai la mia dignità se n’è andata da anni, mi piacerebbe essere in grado di riprodurli, vorrei saper fare pure io quei cinque movimenti e se lo fossi, li farei, eccome se li farei.

E poi c’è il finale di stagione. Una puntata che sconvolge, sconvolge all’inizio, durante e pure nella fine. Non dà delle risposte, ma d’altronde la seconda stagione sarà stata fatta per un motivo (si spera).

Immagino che The OA mi sia piaciuta molto per una serie di motivi: la trama complicata e magica; il fatto che a volte dobbiamo credere a quello che non ci sembra reale, mentre non dobbiamo credere a quello che sembra reale e “normale”; la bravura degli attori, in particolare della protagonista Prairie, interpretata da Brit Marling la quale, udite udite, è anche una dei due ideatori della serie; la lotta tra buoni e cattivi, tra bene e male, tra vita e morte…

Sicuramente è una serie particolare, sicuramente può risultare confusionaria, ma per me questa prima stagione di The OA è stata una bomba!

Ps. Ho una chicca per voi! Il cattivo (chi ha tenuto Prairie imprigionata per sette anni?) è Jason Isaacs e se il nome non vi dice nulla allora provo con questo: Lucius Malfoy! (E se anche in questo caso il nome non vi dice nulla allora siete dei babbani, senza offesa eh).

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A presto serie tv addicted,

erigibbi

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