A star is born: un inizio da classico film romantico che poi, grazie a un finale inaspettato, stupisce lo spettatore portandolo probabilmente alle lacrime.

A star is born

A star is born, il cui regista è lo stesso attore protagonista ovvero Bradley Cooper, è in realtà un remake. Nel 1937 infatti è stato fatto il film È nata una stella in cui, a differenza del film di Cooper, i protagonisti non sono dei cantanti ma degli attori. Nel secondo remake del ’54 il “lui” protagonista è un attore, lei una cantante. Nel remake del ’76 entrambi sono cantanti, così come in A star is born.

Lui, Jackson Maine (interpretato da Bradley Cooper), è un cantante di successo, spesso ubriaco, non disdegna nemmeno la droga; lei, Ally (interpretata da Lady Gaga), ha una voce strepitosa. I due si conoscono per caso, nasce l’amore, i tour assieme, finché Ally non diventerà a sua volta famosa.

Fin qui A star is born sembra il solito filmetto romantico (e anche poco credibile forse) e infatti sono sincera, ero anche abbastanza annoiata dalla visione perché tutto mi sembrava fin troppo scontato e prevedibile. Il finale però ha ribaltato tutto, non solo facendomi versare lacrime che non pensavo di avere, ma facendomi anche valutare positivamente l’intero film.

A livello recitoriale Bradley Cooper mi è piaciuto davvero molto. Capisco la candidatura all’Oscar; rispetto al vincitore (Rami Malek per Bohemian Rapsody) è forse difficile fare un paragone di performance perché sono due film diversi, ma direi che rimango contenta del fatto che l’Oscar come migliore attore sia andato a Malek. Se anche avesse vinto Cooper comunque sarei stata a mio modo soddisfatta.

Lady Gaga non nasce di certo come attrice, anche se indubbiamente è una performer sia quando canta sia quando partecipa a eventi importanti. Nel film non mi è dispiaciuta, se l’è cavata bene, ma non le avrei mai dato l’Oscar come migliore attrice. (Non mi esprimo su Olivia Colman perché ancora non ho visto La favorita).

Per il film in generale, nonostante alla fine non mi sia dispiaciuto, devo dire che non lo avrei nemmeno candidato agli Oscar. La domanda che mi sorge spontanea è: non c’era davvero di meglio? Fortuna almeno che questo benedetto Oscar non l’ha vinto perché dai, è un film carino, ma nulla di più.

A vincere qualcosa (e non solo l’Oscar come miglior canzone, ma anche un Golden Globe e due Grammy Award) è stata appunto la canzone simbolo di A star is born: Shallow. E qui non ho nulla da dire. Già la conoscevo prima di vedere il film, è praticamente diventata virale sui social e i due insieme hanno creato un bel duetto.

La voce di Bradley Cooper tra l’altro la trovo particolare e proprio per questo mi piace; sulla voce di Lady Gaga dobbiamo veramente pronunciarci? Può permettersi di cantare praticamente qualsiasi cosa e trovo che sia vergognoso che una persona con una voce di questo calibro sia dovuta scendere a compromessi pur di farsi conoscere. A questo proposito infatti, è una coincidenza secondo voi che Ally ad un certo punto dica al suo manager che non ha intenzione di tingersi i capelli biondo platino per piacere di più? Per una volta potrei essere d’accordo con Adam Kadmon: io non credo.

In sostanza A star is born è un film carino, senza pretese. Ve lo consiglio se volete guardare un film romantico, con canzoni cantate molto bene e dal finale non banale che vi spezzerà il cuore.

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