Lolita – Vladimir Nabokov: una storia di pedofilia dove il narratore, Humbert, si innamora (se di questo possiamo parlare) di una bambina.

Lolita

lolitaTITOLO: Lolita

AUTORE: Vladimir Nabokov

EDITORE: Adelphi

PREZZO: € 12.00 cartaceo; € 4.99 e-book

 

RECENSIONE:

Lolita di Vladimir Nabokov è sostanzialmente una storia di pedofilia. Il narratore, Humbert, è un uomo che viene costantemente attirato dalle “ninfette”. Humbert si innamora (se di questo possiamo parlare) di Dolores Haze, da lui denominata Lolita.

«Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.

«Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita».

Un incipit a mio avviso splendido, il migliore che abbia mai letto, e di libri ne ho letti parecchi. Questo è l’incipit che ho letto più e più volte nel corso degli anni, che ogni tanto vado a ricercare, quando ho voglia di qualcosa di estremamente poetico; questo è l’incipit che so quasi a memoria. Questa è l’unica cosa chi mi è piaciuta di questo libro.

Fin dall’inizio sappiamo che Humbert si trova in carcere, e sappiamo che si trova lì perché ha ucciso qualcuno. Chi? Lo scopriremo alla fine del libro. Ero curiosa di scoprire chi avesse ammazzato? No.

Non so di preciso cosa mi aspettassi da Lolita. So che avevo aspettative molto alte visto che è un libro di cui tutti parlano (positivamente). Forse mi aspettavo qualcosa di più psicologico? Essendo attratta dai disturbi mentali e dalla devianza è plausibile pensare che mi aspettavo, e volevo, un libro incentrato su questo.

Ma quello che ho trovato è stata solamente noia.

Credo che lo stile di Nabokov, in questo libro almeno, sia difficile, sia per un linguaggio ricercato (e qui in realtà non sta il vero problema), sia per molte parole o addirittura frasi in francese senza traduzione (io l’ho studiato per diversi anni, tanto che lo sapevo meglio dell’inglese per cui non ho avuto difficoltà, ma chi non sa una parola di francese come fa?), sia perché mi è sembrato che si perdesse nella narrazione servendosi di frasi troppo lunghe facendo perdere anche a me il filo del discorso e non solo al narratore.

Ho terminato Lolita solo e proprio perché è Lolita, probabilmente il libro più celebre di Nabokov; l’ho terminato perché volevo sapere cosa avesse portato molte persone ad amarlo e ad acclamarlo; perché speravo che andando avanti mi prendesse, mi conquistasse. È chiaro che non è accaduto nulla di tutto ciò.

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A presto lettori,

erigibbi

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