American Gods – Seconda stagione: serie tv ispirata all’omonimo romanzo di Neil Gaiman che in questa seconda stagione però mi ha delusa non poco.

American Gods

Se vi siete persi la recensione della prima stagione la potete recuperare qui.

Divinità vecchie (una fra tutti: Odino) e nuove (Mr. World, Media, Tecnologia e così via) si stanno preparando per lo scontro finale, la grande guerra che li vedrà coinvolti.

In tutto ciò c’è Shadow Moon, la cui identità ancora non è ben chiara. Primo grande difetto di questa seconda stagione perché diciamolo, sarebbe anche ora che le cose si chiarissero un po’.

Se Shadow con la sua incapacità di farsi intendere, di farsi rispettare e di non essere trattato come uno zerbino da qualsiasi dio e con un’espressività piuttosto statica, è un grosso problema di questa seconda stagione, non rimane di certo l’unico.

Principalmente ho trovato questa seconda stagione di American Gods di una noia mortale, a parte qualche breve scena che mi faceva ben sperare (inutilmente). L’ho trovata eccessivamente lenta e praticamente vuota a livello di trama. Gli dèi si stavano preparando alla guerra già nella prima stagione, in questa seconda stagione mi aspettavo quindi che si entrasse nel vivo della faccenda, che il ruolo di Shadow fosse ben chiaro, insomma, che tutto diventasse un po’ più concreto.

Non so se questi problemi siano dovuti a quelli avuti con gli sceneggiatori (i due che hanno lavorato alla prima stagione sono stata eliminati perché Gaiman non era particolarmente soddisfatto; il sostituto è stato rimpiazzato dopo pochi mesi e pare che alcuni attori ad un certo punto avessero iniziato a improvvisare le proprie battute e qui si raggiunge l’apice del delirio, seriamente) fatto sta che questa seconda stagione per quanto mi riguarda è stata una grandissima delusione.

Trovo che sia un vero peccato e soprattutto un’occasione sprecata: American Gods, a livello di storia, di attori, di spettacolarità, può essere un prodotto eccezionale, che difficilmente si trova negli schermi, almeno a livello di serie tv, però tutte le sue peculiarità e le sue potenzialità non sono state affatto sfruttate in questa seconda stagione, facendomi addirittura passare la voglia di continuare con la visione.

Le darò sicuramente un’altra possibilità, ma se la terza rimane a questi bassi livelli, mi limiterò a leggere il libro di Neil Gaiman, che probabilmente non mi deluderà, al contrario della serie tv.

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A presto serie tv addicted,

erigibbi

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