Captain Marvel: ambientato negli anni ’90 con la prima eroina Marvel al femminile; un film autoconclusivo ma di passaggio per Avengers Endgame.

Captain Marvel

Captain Marvel è ambientato negli anni ’90, non mancano infatti riferimenti a quell’epoca: da Blockbuster a Windows 95 e la lentezza dei computer (una scena che inevitabilmente ci fa sorridere). Carol Danvers giunge sul nostro pianeta, la Terra, e si ritrova suo malgrado a doverci difendere da una guerra non prevista, in cui semplicemente ci ritroviamo coinvolti.

Captain Marvel è uno dei pochi supereroi a rivolgersi anche alle donne. In particolare a tutte quelle donne che sono state derise quando in un primo momento non ce la facevano a ottenere gli stessi risultati in un lavoro prettamente maschile, a tutte quelle donne che si sono sentite dire “non sei abbastanza”, a tutte quelle donne che hanno sempre dovuto dimostrare di essere di più del maschio di turno. Da questo punto di vista non posso dire che il film non mi abbia trasmesso un po’ di carica.

Non è giusto però ridimensionare Captain Marvel solo alla questione del genere, ma da questo punto di vista di sicuro è un film Marvel nuovo, diverso dal solito.

Invece, per quanto riguarda la storia in sé, Captain Marvel non mi ha fatto impazzire: non è nulla di nuovo. Anzi, rispetto ad altri film Marvel mi sono anche un po’ annoiata, e non mi sono nemmeno affezionata a questa nuova eroina. Due esempi: col primo Iron Man non solo ero gasatissima, ma Tony Stark è diventato subito uno dei miei Avengers preferiti; col primo Thor mi sono divertita, e lui è diventato subito uno dei miei supereroi demenziali preferiti. Con Captain Marvel è come se non avessi sviluppato nessun legame, non è scattata la scintilla e me ne dispiace.

Già da prima che uscisse si era al corrente del fatto che Captain Marvel, sebbene sia autoconclusivo, è un film di passaggio che porterà direttamente ad Avengers Endgame. Dubito quindi che ci sia ancora qualcuno (tra i fan) che non l’abbia visto, ma nel caso, recuperatelo, e in fretta, è comunque un film godibile, anche se a mio avviso niente di eccezionale.

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4 Replies to “Captain Marvel RECENSIONE FILM

  1. Ciao Erika,

    e ti credo che il personaggio non ti abbia appassionato, a differenza degli altri che hai citato Tenente Noia è monodimensionale e scritto male, un personaggio terribile. Tutti gli altri intraprendono “il percorso dell’eroe”, lei no.

    Non mi interessa affatto tutta la retorica femminista e la tronfiaggine scientifica con cui la Marvel ha sfornato questo papocchio in questo preciso momento storico per cavalcare l’onda di un nuovo femminismo galoppante. A me interessano le storie e i personaggi. E se da un lato la storia ha delle falle terribili che minano la continuitò narrativa dei film precedenti, dall’altro è proprio il tanto osannato personaggio di Tenente Noia ad essere un enorme delusione.

    La più brava, la più coraggiosa la migliore amica possibile (cit.) che riceve immensi poteri senza di fatto alcuno sforzo. Li governa senza alcun sacrificio in un delirante crescendo che sfocia nel finale più iutile che si potesse concepire. Nessun briciolo di consapevolezza, di pentimento, nessun senso di redenzione. Una sorta di Superman in gonnella senza il peso delle responsabilità per le sue azioni, senza il tallone d’achille della criptonite, senza dilemmi e senza passato. Una sorta di wrestler, un maschio alfa stile B-movie anni ’80.

    Ci sono tanti esempi di fantastiche eroine nella letteratura e nel cinema. Non starò a citarli tutti, ognuno poi ha i suoi. Personalmente ho amato tantissimo Sarah Connor (Terminator) e Ellen Ripley (Alien). Due donne incredibili proprio perché sono e restano donne, non perché scimmiottano gli uomini. Ma quella che forse meglio di tutte riesce sullo stesso terreno in cui Tenente Noia inciampa è Soldato Jane (Demi Moore). Oltre all’interpretazione di tutt’altro spessore, il personaggio in questione vive una vera e propria odissea, vessata, osteggiata e combattuta da tutti e a tutti i livelli durante la sua missione per rivendicare i suoi sacrosanti diritti.

    Femministe di tutto il globo, lasciate perdere questa porcheria di Tenente Noia e andatevi a vedere Soldato Jane. E’ crudo, a tratti fa male allo stomaco, ma il personaggio è vero e la storia appassionante. Non questa robetta nostalgica ed edulcorata dove una bulletta con la cresta punk trucida un’intero popolo senza un briciolo di compassione, di dubbio o di rimorso.

    Fabio

    1. Ok, direi che non ti è piaciuto per niente AHAHAHAHAHAHAHA. Tenente Noia fa morire! Pensavo di essere una delle poche a non aver apprezzato particolarmente il film, ma ora mi sento meno sola!

      1. Mi ha fatto una profonda tristezza, devo ammetterlo. La Marvel ci ha coccolato negli ultimi dieci anni con personaggi e storie emozionanti, creando un mondo vivo e pulsante. Ci sono stati alte e bassi, capolavori e film meno belli, ma tutti riuscivano nell’intento ultimo di ogni sacrosanto fumeto di supereroi: divertire e farci sperare che il bene alla fine avrebbe trionfato sul male. Perché gli eroi ne passano di tutti i colori come tutti noi, ma alla fine con il sacrificio e gettando il cuore oltre l’ostacolo riescono a fare cose memorabili, rinunciando a molto (amori, vite normali, amicizie, identità) per continuare a combattere per un ideale.

        E’ un peccato anche e soprattutto per le femministe che meritavano un bel film con una degna eroina e che invece si sono ritrovate con Tenente Noia. L’ho imparato a sei anni che un supereroe non è un anabolizzato che massacra un esercito con pugni di fuoco. Peccato che ci siano sceneggiatori e registi strapagati a hollywood che non sanno scrivere di meglio. Mio figlio di quattro anni avrebbe potuto creare un personaggio migliore e più profondo, ne sono certo perché le sue storie di bimbo sono già molto più interessanti di Tenente Noia.

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