Play – William Bavone: un’amicizia tra un adolescente e un anziano signore con un sottofondo musicale dove il contatto umano incontra il mondo social.

Play

playTITOLO: Play

AUTORE: William Bavone

EDITORE: Bertoni

PREZZO: € 16.00 cartaceo

 

RECENSIONE:

I protagonisti di Play di William Bavone sono Davide, adolescente, e un uomo anziano che si fa chiamare Vecchio dal ragazzo.

I due si conosceranno per la prima volta per caso, grazie a un cortocircuito, e da quel momento Davide andrà ogni giorno a casa del Vecchio, suo vicino, con la scusa di un caffè.

Inizierà così una strana amicizia, dove il contatto umano incontra il mondo social, dove la Playstation verrà messa da parte per qualche ora per lasciare spazio alla musica, ascoltata grazie a un semplice pulsante che le darà il via: play.

Ogni capitolo è scandito proprio dal titolo di una canzone e dal suo cantante o da una band: da Fabrizio De André a Jeff Buckley, dai Pink Floyd a Francesco Guccini, e altri cantanti altrettanto importanti.

Mi sembra poco probabile che un ragazzo di diciotto anni non conosca il cantante/band in questione e/o la canzone a cui si fa riferimento. Certo, la cultura musicale della maggior parte dei giovani di oggi può lasciare a desiderare, ma all’interno di Play si parla di nomi che hanno fatto la storia della musica e anche chi non è un appassionato, a mio avviso, li conosce.

Il Vecchio parlerà con Davide del proprio passato, dei propri ricordi, del proprio modo di vedere le cose, anche quelle più semplici, come un’amicizia rovinata, cambiata, ma non perduta; è in questo modo, davanti a un buon caffè e a buona musica, che l’anziano signore fornirà degli insegnamenti a un giovane ragazzo troppo preso da like, commenti, messaggi scambiati in chat, conversazioni mozzate con i propri genitori perché troppo presi dal lavoro o da conversazioni all’auricolare.

Sono sincera, in Play non ci sono state parti che mi hanno particolarmente emozionata, la storia e i pensieri non sono qualcosa di nuovo e originale, ma è un libro che si legge velocemente e che può portare alcune persone alla riflessione.

Ci sono inoltre vari refusi e un utilizzo della d eufonica non sempre appropriato, consiglierei quindi una revisione da parte di un professionista.

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erigibbi

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