Il fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello: uno stile comico per parlare delle regole che si rifiutano di seguire e della libertà che si vorrebbe avere.

Il fu Mattia Pascal

il fu mattia pascalTITOLO: Il fu Mattia Pascal

AUTORE: Luigi Pirandello

EDITORE: Rizzoli

PREZZO: € 8.00 cartaceo

 

RECENSIONE:

Il fu Mattia Pascal è uscito per la prima volta nel 1904 a puntate sulla Nuova Antologia e solo poi è uscito in volume per la stessa rivista.

L’opera di Pirandello, premio Nobel per la letteratura nel 1934, si rifà al filone umoristico del ‘700-‘800 e rendendola a puntate l’autore è sicuramente riuscito a far sì che essa diventasse un’opera fruibile da un pubblico più vasto, probabilmente anche incuriosendo il lettore per aver racchiuso al suo interno riferimenti autobiografici.

Mattia Pascal, il protagonista, è insofferente nei confronti della sua vita. Dopo essere stato dato per morto dalla moglie e dalla suocera decide di non tornare nel suo paese e di godersi la sua nuova vita sotto un altro nome: Adriano Meis. Mattia capisce però che questa vita non lo porta comunque a essere felice né tantomeno a essere libero come invece lui credeva. Decide perciò di ritornare nel suo luogo d’origine e di riprendersi in mano ciò che aveva lasciato, compresa la sua identità, ritrovandosi però in una situazione peggiore dai contorni tragicomici.

Il romanzo ha sicuramente un grande valore dal punto di vista sociale. Ne Il fu Mattia Pascal si parla infatti di cambiamento esistenziale, perdita di certezze, il non condividere i ruoli e le regole imposte dalla società, ricerca di una propria identità, di una propria felicità e soprattutto della libertà.

La riflessione di Pirandello è basata su una serie di eventi tra loro collegati che spesso risultano poco credibili, tuttavia si sorvola su questo aspetto perché, a mio avviso almeno, si rimane concentrati sul fine ultimo dell’autore: il messaggio che vuole trasmettere. E qual è questo messaggio? L’autore ci fa capire che da un certo punto di vista è impossibile sfuggire alle regole della società perché si rischia di perdere quella libertà che non sembra ci appartenga ma che in realtà abbiamo, e si rischia di diventare nessuno, una presenza fisica su questo mondo, ma nient’altro.

Se all’inizio tutto può sembrare divertente e comico, più si va avanti più ci si rende conto della drammaticità della situazione, della vita di Mattia (o Adriano?). Da spensierato giovane sperperatore di denaro mai guadagnato seriamente, Mattia ha dovuto affrontare due lutti tragici, uno di seguito all’altro, la propria morte (per quanto falsa sempre sconcertante no?), la fuga e il ritorno. Ed è proprio quando i toni cambiano che Il fu Mattia Pascal ha iniziato a conquistarmi.

La superficialità di Mattia mi ha annoiata, mi ha spinto a pensare: “Ma cosa diavolo ci avevo trovato di interessante dieci anni fa, quando lo lessi per la prima volta?”. Ho persino pensato di abbandonare la lettura, colpevole anche uno stile di scrittura non immediato e semplice.

Ma quando i toni si sono fatti pesanti, quando è emerso un Mattia consapevole, consapevole di sé e del mondo attorno a sé, be’ a quel punto Pirandello è riuscito a trasportarmi, a coinvolgermi nella storia di un uomo che voleva cambiare vita, ma in modo sbagliato, in un modo che non avrebbe portato a nulla, se non altra sofferenza e un ulteriore annullamento di sé stesso. Questo è ciò che mi ha spinto a continuare con la lettura e che mi spinge a consigliarvi questo libro.

– Eh, – sospirai io, sorridendo, – poiché dobbiamo vivere…

– Ma dobbiamo anche morire! – ribatté il Paleari.

– Capisco; perché però pensarci tanto?

– Perché? Ma perché non possiamo comprendere la vita, se in qualche modo non ci spieghiamo la morte!

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erigibbi

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2 Replies to “Il fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello RECENSIONE

  1. Sei sempre puntuale, una presenza quasi quotidiana e stavolta mi hai fatto venire voglia di rileggere un classico della letteratura italiana che avevo letto ai tempi della scuola (tre secoli fa!)
    Complimenti, ammiro tantissimo tutte voi BookTubers! 😍

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