L’età dei profeti – Matteo Farneti: una grande banca e due eredi, opere d’arte e nazisti convinti. Una storia che tiene il lettore incollato alle pagine.

L’età dei profeti

l'età dei profetiTITOLO: L’età dei profeti

AUTORE: Matteo Farneti

EDITORE: Self-publlishing

PREZZO: € 12.90 cartaceo; € 4.90 e-book

 

RECENSIONE:

La storia inizia con Mattia che, camminando da solo in riva al lago, ripensa al suo passato e a Giulia. La donna che ha amato, ma che ha perso, per sempre. Inizia così il suo racconto, il racconto di qualcosa più grande di lui, che lo ha travolto, come un fiume in piena. È la storia di un grande banchiere, Marcus Goldberg e della sua malattia; del suo erede Nicola, che da anni ha fatto perdere le sue tracce; di quadri dal valore inestimabile e di nazisti convinti; di bugie, trame e tradimenti.

L’età dei profeti di Matteo Farneti è un libro denso: non solo per la mole (più di 400 pagine), ma anche e soprattutto per la storia narrata, per i fatti racchiusi in queste pagine.

Devo dire che il libro mi ha ricordato vagamente Dan Brown e i suoi libri: in entrambi ci sono molti ragionamenti da fare, pezzi di un puzzle da comporre per trovare il senso generale di quello che si sta leggendo, collegamenti tra un personaggio e l’altro, tra un accadimento e l’altro; in entrambi è come se il libro diventasse un marchingegno e il lettore diventa l’operaio che deve trovare gli ingranaggi giusti per farlo funzionare.

Sia durante la lettura sia dopo, a libro finito, ero consapevole che la storia mi stava prendendo e che il libro mi piaceva, ma allo stesso tempo c’è sempre stato qualcosa che non mi ha convinto. Non so cosa sia, non sono riuscito a capirlo, a decifrarlo e questo mi lascia alquanto perplessa.

È un libro che sicuramente ti tiene incollato alle pagine, ma che non è immediato per la complessità con cui è stata pensata la vicenda. Fino all’ultimo cercavo di collegare i pezzi e di trovare da me la spiegazione a tutto quello che era accaduto nel passato e che stava accadendo nel presente, ma non riuscivo ad uscirne. Poi, tutto è diventato chiaro nelle ultime pagine: Farneti sbroglia la matassa, mette tutto nero su bianco, portando il lettore a capire tutto quello che ancora nella sua testa era avvolto da una foschia intensa.

Forse quello che mi ha lasciata perplessa sono stati i personaggi: non ci si affeziona a nessuno di loro. Mattia stesso è un ragazzo che si è divertito in passato e che tuttora a volte si “diverte” con la droga, l’alcol, le donne. Si lascia trasportare dagli eventi, si lascia circondare da falsi amici, non ha voce in capitolo. È come un’ameba, è costantemente passivo, non è interessante.

Al di là di questo il libro è piacevole da leggere, nonostante la quantità di pagine la storia ti cattura e ti permette di finirlo in pochissimo tempo, assolutamente un pregio.

Lo stile di Matteo Farneti è semplice e scorrevole. Non ci sono grossi errori di ortografia; più che altro ci sono problemi nell’andata a capo delle parole che è stata fatta quasi sempre in modo scorretto e questo mi ha infastidito parecchio nel corso della lettura. Ma a parte questo L’età dei profeti è una lettura consigliata!

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erigibbi

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