Nel guscio – Ian McEwan: la rivisitazione dell’Amleto di Shakespeare raccontata da un punto di vista insolito e originale, quello di un feto a testa in giù.

Nel guscio

nel guscioTITOLO: Nel guscio

AUTORE: Ian McEwan

EDITORE: Einaudi

PREZZO: € 18.00 cartaceo; € 9.99 e-book

 

RECENSIONE:

Forse Nel guscio non è il libro più adatto per iniziare a leggere Ian McEwan. In realtà non so se sia giusto parlare di “libri adatti” per iniziare a leggere uno scrittore. Perché non iniziare semplicemente da quello che ti ispira in quel momento? Cosa c’è di sbagliato in questo?

Nulla. A mio avviso non c’è assolutamente nulla, ma Nel guscio è stato complicato come primo approccio. Di sicuro originale: la storia viene narrata da punto di vista di un feto, un bambino non ancora nato, che si ritrova a testa in giù nella pancia della madre, Trudy.

Trudy che si diverte (sessualmente parlando) con Claude, fratello di suo marito. Trudy che assieme all’amante progetta qualcosa di poco piacevole per John, il marito, poeta sul lastrico. Trudy che con l’aumentare delle pagine aumenta anche l’alcol con cui si tiene idratata, dimenticandosi che l’acqua sarebbe la bevanda appropriata. Trudy che vive nella casa del padre del non-nato e che ha lentamente lasciato che diventasse un porcile, più che una dimora calda e accogliente.

Nel guscio è stata una lettura che ho trovato complicata, e di sicuro inaspettata, soprattutto per la prosa elaborata utilizzata da McEwan per far parlare il feto. Un lungo monologo fatto di discorsi appena percepiti e di immagini di fantasia, di eventi mai accaduti, ma possibili.

Un discorso non sempre facile da seguire, ammetto che più di qualche volta, annoiata, mi sono ritrovata a non sapere cos’avevo appena letto perché ero andata avanti per inerzia e così prendevo, tornavo indietro, mi concentravo di più e rileggevo.

Eppure Nel guscio è stata una lettura magnetica. Ci è voluto un po’ affinché riuscisse ad esercitare su di me la sua forza nella sua interezza, ma quando il libro è entrato a regime ne sono rimasta incantata.

È stata una storia che spesso mi ha lasciato di stucco, ero incapace di pensare che Trudy e Claude potessero arrivare a tanto e con tutta quella nonchalance, questo forse è stato quello che più mi ha sconvolta: il menefreghismo e la noncuranza che non ti aspetti da due persone adulte. Anche se Trudy e Claude di adulto sembrano avere ben poco. Il vero adulto di questa storia è il feto, col suo linguaggio ricercato e forbito, con la sua capacità di ragionamento logico, con la sua abilità di creare ipotesi e poi smentirle.

Lo consiglio come primo approccio all’autore? No (nonostante quello che ho scritto nelle prime righe di questo articolo).

Lo consiglio come lettura? Sì.

Mi è piaciuto? Dopo un inizio titubante, assolutamente sì.

Leggerò altro dell’autore? Espiazione mi sta già aspettando in libreria.

Tenete conto che Nel guscio è una lettura innovativa, originale, complessa; arricchita da un linguaggio a volte complicato, da ragionamenti astratti, da personaggi odiosi. Un libro particolare, che richiama la storia di Amleto di Shakespeare; un libro che vi può portare all’indignazione, alla rabbia, allo sconcerto. E forse proprio per questo merita di essere letto, no?

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A presto lettori,

erigibbi

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