Estelle – Massimo Piccolo: la storia di una principessa tanto bella quanto cagionevole di salute e di un suonatore di accordìon.

Estelle

estelleTITOLO: Estelle

Storia di una principessa e di un suonatore di accordìon

AUTORE: Massimo Piccolo

EDITORE: Cuzzolin

PREZZO: € 12.00 cartaceo

 

RECENSIONE:

Come dice il sottotitolo è la storia di una principessa, Estelle appunto, e di un suonatore di accordìon, un antico strumento simile ad una fisarmonica. Oltre ad una grazia e una bellezza disarmante, Estelle ha anche una salute cagionevole ed è per questo che, dopo aver perso la moglie, suo padre decide di trasformare il castello in cui vivono in una sorta di fortezza dove il sole non può mai passare.

Ad allietare le giornate di Estelle, reclusa nel castello, sarà un immenso giardino e feste di ogni tipo organizzate appositamente per lei dal padre, per renderla felice e spensierata.

Qualcosa nella vita di Estelle cambierà quando ad una festa indetta per trovarle uno sposo, incontrerà e sentirà suonare Juan, un umile suonatore di accordìon.

Estelle di Massimo Piccolo potrebbe essere scambiata per una storia Disney, in cui la bellissima principessa di turno, dopo aver sofferto, incontrerà il vero amore e assieme vivranno felici e contenti. Di sicuro le premesse ci sono, ma al contrario di qualsiasi favola, Estelle è una fiaba dark, una fiaba oscura, nera come la pece, nonostante ci siano sprazzi di candida luce.

«Racconta di un grande amore. Anzi, quello che poteva essere un grande amore ma che poi non ebbe la ventura di realizzarsi. Un orologio dagli ingranaggi perfetti ma con la molla di carica spezzata».

Lo stile di Massimo Piccolo è semplice, fluido e quasi magico: quando ci si immerge nella lettura di questo piccolo libro sembra di avere a fianco il proprio papà che ti sta raccontando una fiaba per farti addormentare. In realtà è solo “apparenza” perché questa fiaba non ti fa addormentare, né tanto meno ti permette di fare bei sogni.

È una storia triste, malinconica e disperata: disperato è l’amore di un padre per la propria figlia, disperato è l’amore del suonatore di accordìon per la propria amata, disperata è la voglia di Estelle di uscire, scoprire e conoscere il mondo. E sarà l’amore di questo padre, l’amore di questo innamorato, la voglia di questa principessa a porre fine a questa storia.

Devo ammettere che Estelle non mi ha rapito fin da subito; certo, l’ho letto velocemente fin dall’inizio, ma c’era qualcosa che non mi piaceva, qualcosa che non mi convinceva. Poi sono arrivata al finale, un finale spiazzante, che non mi aspettavo, che non volevo e solo in quel momento ho pensato: “Wow”.

Solo in quel momento ho capito che Estelle di Massimo Piccolo è come il brutto anatroccolo che poi si trasforma in cigno.

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A presto lettori,

erigibbi

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