Ogni maledetto lunedì su due – Zerocalcare: un naufragio metafora del lavoro precario, delle responsabilità e dei conflitti generazionali.

Ogni maledetto lunedì su due

ogni maledetto lunedì su dueTITOLO: Ogni maledetto lunedì su due

AUTORE: Zerocalcare

EDITORE: Bao Publishing

PREZZO: € 16.00 cartaceo; € 6.40 e-book

 

RECENSIONE:

Ogni maledetto lunedì su due è costruito come La profezia dell’armadillo: c’è una maxi storia a colori (che racconta di un naufragio, metafora di qualcosa di più grande di cui parlerò poi) accompagnata e interrotta da mini storie in bianco e nero pubblicate nel corso degli anni sul blog di Zerocalcare (il titolo infatti si riferisce proprio alle storie che compaiono un lunedì sì e uno no sul blog dell’autore).

Seppure la storia principale venga interrotta da mini sketch, c’è sempre un filo logico, un filo conduttore che unisce il tutto, nulla viene lasciato al caso. Questo indiscutibilmente è possibile solo grazie alla capacità narrativa del fumettista romano.

Anche in Ogni maledetto lunedì su due si possono riscontrare le caratteristiche tipiche di Zerocalcare che ormai, con questo terzo fumetto, sono riconoscibili da tutti: umorismo e sarcasmo, eventi quotidiani da lui vissuti e riferimenti alla cultura pop e nerd (in questo specifico fumetto incontriamo – l’odioso/noioso – Dawson di Dawson’s Creek, Ken il guerriero e L’uomo tigre – cartoni che popolavano la mia infanzia nel dopo cena, Star War – ovviamente, Dylan di Beverly Hills – ma solo io lo amavo alla follia?, e per finire in bellezza Esplorando il corpo umano – cartone super che mi teneva compagnia la domenica mattina e che tuttora mi fa raffigurare i miei globuli bianchi in divisa da poliziotto, rigorosamente bianca, ovviamente).

Come vi accennavo sopra, la maxi storia a colori e il naufragio da essa raffigurato è in realtà metafora di qualcosa di più grande: il lavoro precario e la disoccupazione, le responsabilità che sopraggiungono e che a volte (quasi sempre) tendiamo ad evitare e raggirare, conflitti tra generazioni differenti, insomma, il mondo dei trentenni di ieri e di oggi, e probabilmente di domani.

Con Zerocalcare si ride e si sorride, ma si ricevono pugni nello stomaco non appena si abbassa la guardia (particolarmente significative, in questo volume, le tavole dedicate alle violenze perpetrate durate il G8 tenuto a Genova e l’omicidio di Stefano Cucchi).

Zerocalcare si ama per questo, non solo per la sua capacità nel disegno e nella narrazione, ma anche e soprattutto perché permette di riconoscerci nei suoi personaggi, nelle sue pagine, nelle sue vignette, nelle sue parole e perché offre risate che lasciano l’amaro in bocca, portandoti alla riflessione, alla rabbia, all’amarezza… alla sopravvivenza su una zattera di fortuna in mezzo all’oceano.

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