La ragazza delle arance – Jostein Gaarder: una storia d’amore che ci accompagna in una riflessione sul prezioso dono della vita.

La ragazza delle arance

la ragazza delle aranceTITOLO: La ragazza delle arance

AUTORE: Jostein Gaarder

EDITORE: Longanesi

PREZZO: € 7.90 cartaceo; € 6.99 e-book

 

RECENSIONE:

Georg ha quindici anni quando, un giorno qualunque, al suo rientro da scuola, trova una lettera che suo padre Jan, morto quando lui era molto piccolo, gli ha lasciato nascosta nella fodera del suo vecchio passeggino, così che il figlio potesse leggerla una volta cresciuto.

Nella lettera Jan racconta la storia della “ragazza delle arance” incontrata quando lui era uno studente universitario su un tram. Da quel momento iniziano una serie di incontri, più o meno casuali, fatti di soli sguardi e pochissime parole, che Georg scoprirà attraverso la lettera di suo padre.

Per un bel periodo ho visto questo libro ovunque nei social, da tutti era descritto come un capolavoro, ma a me proprio non ispirava. Quando l’ho visto nello scaffale del mercatino a pochi euro e in perfette condizioni mi sono chiesta: “Perché non dare un’occasione a questo romanzo?”

Sono partita prevenuta, ero convinta che fosse una storiella come tante, una di quelle molto leggere, che di tanto in tanto mi piace leggere, ma che alla fine non ti lasciano un granché, e invece già dalle prime righe mi si è aperto un mondo.

Lo stile di Jostein Gaarder è molto semplice, quasi elementare: inizi a leggere e ti accorgi che si tratta di una vera e propria lettera in cui viene raccontata una storia, la storia di un amore, come se fosse una favola per bambini. Non troviamo capitoli (come è ovvio che sia in una lettera) e se questo in un qualunque altro libro mi avrebbe disturbato, perché io non posso leggere un libro senza capitoli, in questo romanzo non mi sono quasi accorta della mancanza di essi. Ogni tanto, nel corso della lettera, troviamo qualche commento che ha inserito Georg: brevi riflessioni su quel che il padre gli sta raccontando.

Sarà che mi sono immedesimata tanto in Georg, sarà che è un argomento molto vicino a me, ma più di una volta mi sono ritrovata con le lacrime agli occhi, e vi assicuro che poche volte ho pianto per un libro.
Non immaginatevi solo una storia d’amore, quest’ ultima non è altro che lo spunto per far riflettere sull’importanza di apprezzare la vita e tutto ciò che ci circonda; di vivere a pieno i sentimenti e le emozioni, senza paure, perché prima o poi svaniranno e resteranno solo un ricordo. Tante volte diamo per scontato oppure troppa importanza alle cose materiali, quando ciò che realmente è importante non si può vedere e tanto meno comprare.

Jan accompagna per mano Georg nella lettura di questa lettera e lo guida per gradi attraverso una serie di domande e pensieri fino ad arrivare a parlare della morte, quella “cosa oscura” che gli ha separati all’improvviso:

«Immagina di trovarti sulla soglia di questa favola, in un momento non precisato di miliardi di anni fa, quando tutto fu creato. Avevi la possibilità di scegliere se un giorno avresti voluto nascere e vivere su questo pianeta. Non avresti saputo quando saresti vissuto e non avresti neppure saputo per quanto tempo saresti potuto rimanere qui, ma si trattava comunque soltanto di qualche anno. Avresti solo saputo che, se avessi scelto di venire al mondo un giorno, quando i tempi fossero stati maturi, come si dice, o “a tempo debito”, allora un giorno avresti anche dovuto staccarti da esso e lasciare tutto dietro di te.»

Un tema tanto importante, come la morte, viene affrontato da Jan con la consapevolezza di un adulto ma con la paura di un bambino. È anche vero però che sognare ci rende più forti e «sognare qualcosa di improbabile ha un proprio nome. Lo chiamiamo speranza.»

Jan sapeva che non avrebbe potuto veder crescere il piccolo Georg e che non avrebbe potuto dirgli tutti le cose che avrebbe voluto, così ha scelto che una lettera parlasse per lui. Si è messo completamente a nudo ed è stato il più sincero possibile, così Georg ha potuto conoscere un po’ suo padre, ricevendo in regalo la cosa più importante che possiamo avere: un ricordo da portare con noi.

La ragazza delle arance è uno dei quei libri che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita e, se siete molto sensibili, ma anche se non lo siete, preparatevi i fazzoletti.

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A presto lettori,

Giorgia

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