Death Note – Takeshi Obata, Tsugumi Ohba: cosa fareste se trovaste un Quaderno in cui se scrivete il nome di una persona, quella persona morirà?

Death note

death noteTITOLO: Death Note (vol. 1 – 6 Black Edition)

AUTORE: Takeshi Obata, Tsugumi Ohba

EDITORE: Panini Comics

PREZZO: € 14.90 cartaceo

 

RECENSIONE:

Approcciarsi per la prima volta ad un manga e leggere qualcosa di fighissimo come Death Note è un colpo di fortuna più unico che raro. E le cose da dire su questa serie sono tante, ma proprio tante e io lo so che non riuscirò a pronunciarmi nemmeno sulla metà di esse.

Come sempre, cerchiamo di andare con ordine e partiamo dalla trama.

Riuk, un dio della morte tremendamente annoiato, decide di gettare nel mondo umano il Death Note (Quaderno della Morte). A trovarlo sarà Light Yagami, un liceale super intelligente – se non erro con un QI superiore alla media – che non appena comprenderà il potere del Death Note (se si scrive il nome di una persona avendo bene in mente il suo viso, tale persona morirà) decide di utilizzarlo per un bene superiore: uccidere delinquenti di ogni tipo per avere un mondo migliore, privo di criminalità.

E a questo punto i discorsi sull’etica potrebbero partire e non finire più. Sono sincera, in un primo momento ho pensato la stessa cosa di Light: “Wow, lo si potrebbe usare per sconfiggere il male”. Non è un bel pensiero, lo so, non ne vado particolarmente fiera, ma non potevo non scriverlo, non sarei stata sincera. Perlomeno subito dopo mi sono resa conto che questo non è il modo corretto di agire: chi può decidere della vita o della morte delle persone? Chi può decidere se una persona si merita di vivere o di morire? Non di certo io, né nessun altro in realtà. Però non metto in dubbio che ci sia qualcuno convinto che utilizzare uno strumento del genere possa essere un bene per il mondo in cui viviamo. E lo capisco, non condivido il suo pensiero, ma lo capisco.

Già solo per il tema Death Note secondo me ha una marcia in più rispetto a molte altre proposte letterarie sul mercato.

A contrastare Light c’è L. Un altro super genio, tanto uguale a Light quanto diverso. Light è il tipico studente popolare della scuola, ammirato e invidiato da tutti perché è perfetto: è intelligente, è bello, è carismatico, è affascinante, eccelle anche nello sport. L è intelligente quanto Light (a mio parere lo è di più, nonostante, se avete letto Death Note, sapete bene come sono andate le cose), ed eccelle nello sport quanto lui, ma è il tipico ragazzo che o passa inosservato o viene fissato dalle altre persone per quanto è strambo: mangia dolci in continuazione (e complimenti per il metabolismo), si siede accucciato e con un dito in bocca, non è bellissimo (ma io sono innamorata follemente di lui perché andiamo, Light è TROPPO perfetto, così perfetto che no, non si può accettare), evita la gente, non ha amici. E badate bene, anche Light non ha amici o meglio, lui non considera nessuna persona che gli sta accanto come un amico, mentre L è un po’ quello strambo che viene evitato. Dimenticavo, L non è il vero nome di L. Sembra un dettaglio, ma se considerate che per uccidere una persona col Death Note oltre a conoscere la faccia devi sapere anche nome e cognome, be’ è un dettaglio non da poco.

Light e L sono i personaggi migliori di questa serie. Sono complicati, la loro personalità è peculiare, è caratteristica, puoi riconoscerli subito in mezzo ad un gruppo di milioni di persone in cui tutti ti appaiono oscurati, mentre loro brillano di luce propria. E i disegni in questo caso rendono ancora di più la loro espressività. Soprattutto Light risalta per i suoi cambiamenti espressivi, per la sua comunicazione non verbale. Considerate che il Death Note ti logora l’anima. Un po’ alla volta i tuoi lineamenti ricorderanno un uomo pazzo, sull’orlo della follia da cui non c’è ritorno, e ricorderanno la cattiveria, il tuo viso diventerà proprio l’emblema della cattiveria. Questo sarà Light. Da ragazzino dai lineamenti dolci e perfetti, diventerà un uomo dall’aspetto deformato da tutti gli omicidi di cui si è macchiato.

Non fraintendetemi, sarà sempre un bel ragazzo, non è che diventa esteticamente mostruoso, ma allo stesso tempo le sue espressioni facciali in alcuni momenti e situazioni vi faranno raccapricciare. Non è un’esagerazione. E non si possono fare che tanti, tantissimi complimenti ai due mangaka che solo con i disegni sono riusciti a descrivere alla perfezione il cambiamento che il male può comportare, sia nella nostra interiorità che nel nostro aspetto esteriore.

Senza farvi spoiler (però potrete dedurre delle cose da quanto scriverò, quindi vedete voi se continuare o meno), in campo, ad un certo punto della storia, entreranno anche Mello e Near, i nuovi L.

Da qui le cose scendono un po’. Death Note resta un manga fichissimo, ma perde un po’ del suo fascino perché siamo sinceri, Mello e Near non hanno nulla a che vedere con il vero L, perché sì, di L ce ne sarà sempre e solo uno.

Entrambi hanno delle caratteristiche peculiari che però, questa almeno è stata la mia impressione, sembrano essere delle brutte copie di L. A loro non ci si affeziona, sono impossibili da amare e la cosa sconvolgente è che per quanto sbagliato e pazzo sia il comportamento di Light, a lui vogliamo bene, mentre Near e Mello li ho quasi odiati.

Sono sempre stata per il team L (chi legge o ha letto Death Note tende a schierarsi per L o per Light), ma da un certo punto in poi preferivo vincesse Light piuttosto che Near. Vi rendete conto di quanto forte è l’astio che provo nei suoi confronti?

Death Note non è perfetto, ma è sicuramente un manga fantastico. Non solo per i disegni, non solo per la trama generale, ma per tutti i ragionamenti che stanno dietro ad ogni scelta, ad ogni atteggiamento, ad ogni comportamento. Niente, ma proprio niente di niente è lasciato al caso. I due autori hanno pensato a qualsiasi cosa. Non avete idea di quante volte abbia provato a incastrare Light, ad anticipare le mosse di L o a trovare qualche incongruenza, ma niente. Non c’era verso. E anzi, vi dirò di più. Alcuni ragionamenti di Light e di L erano così complicati, così profondi che dovevo rileggerli due o anche tre volte per cercare di capirci qualcosa. E come se questo non bastasse, ci sono stati casi in cui dopo aver letto il tutto tre volte ancora trovavo quei ragionamenti troppo difficili per me. Quindi, oltre a sentirmi terribilmente ignorante e scema, mi chiedevo: “Quanto diavolo ci hanno pensato i due autori? Quanto ci hanno ragionato? Come hanno fatto a produrre una storia del genere senza lasciare nulla al caso?”

È qualcosa di incredibile, e penso che finché non leggerete il tutto non potete veramente capire quello che intendo. Non sto dicendo che siete scemi eh, quello che voglio dire è che la complessità di questa storia è impensabile, e forse Death Note non sarà perfetto, ma si avvicina molto ad esserlo.

death notedeath notedeath notedeath note

Link Amazon (primo volume): https://amzn.to/2Ks41dw

Leggi anche altre Recensioni libri

Voi lo avete letto? Cosa ne pensate? Fatemi sapere!

A presto lettori,

erigibbi

©

[ATTENZIONE! Sono affiliata ad amazon, dunque cliccando sui miei link e acquistando qualunque cosa percepirò una commissione per un massimo del 10% che amazon mi pagherà in buoni spendibili sul suo stesso sito e che io utilizzerò per comprare libri ed alimentare il blog ed il canale YT.
Se vuoi sostenermi compra da amazon attraverso il link sovrastante oppure attraverso questo link generico: http://amzn.to/2oDpsz8]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.