Dracula – Bram Stoker: classico dell’horror gotico per eccellenza; la storia del conte Dracula, tra positivismo, psichiatria, leggende e superstizioni.

Dracula

draculaTITOLO: Dracula

AUTORE: Bram Stoker

EDITORE: Rizzoli

PREZZO: € 10.00 cartaceo; € 2.99 e-book

 

RECENSIONE:

Dracula inizia con Jonathan Harker, giovane avvocato, recatosi in Transilvania nel castello del conte Dracula per fargli firmare alcuni documenti per l’acquisto di alcune proprietà in Inghilterra, a Londra in particolare.

Da qui inizia la tremenda avventura: Jonathan scopre che il conte è un essere strano (non lo vede mai mangiare, è presente solo da una certa ora in poi, la sua immagine non viene riflessa negli specchi). Jonathan non sarà l’unico protagonista di questa storia.

Incontreremo e conosceremo i vari personaggi nel corso della narrazione. A questo proposito Bram Stoker si è servito di diversi registri: troviamo la forma epistolare, diari, telegrammi, articoli di giornale; nonostante questa scelta, forse originale, il racconto resta fluido e procede lineare. In questo modo tutti i personaggi prendono voce come narratori e la trama si dipana attraverso questi diversi punti di vista, approfondendo costantemente i loro pensieri e le loro paure più profonde.

Il conte Dracula creato da Bram Stoker, a cui tutti i romanzi moderni in un modo o nell’altro fanno riferimento, in realtà è realmente esistito o perlomeno Stoker fa riferimento ad un personaggio della storia: Vlad Tepes o Vlad Dracula governò la Valacchia per breve tempo nel 1448 e poi dal 1456 al 1462 e poi ancora nel 1476 e di lui si sa con certezza che fu uno dei tiranni più sanguinari. Se leggete le pene che era solito usare vi verranno i brividi.

Dracula è stato pubblicato la prima volta nel 1897, epoca in cui dominava il positivismo. Questo significa che in quei tempi si faceva affidamento ai fatti concreti, verificabili e si ricercavano le cause degli eventi. Questo è un aspetto che emerge spessissimo nel corso del romanzo, ma al tempo stesso, grazie alle conoscenze del professor Van Helsing e alla sua apertura mentale, i protagonisti cominciano a credere anche a fatti inspiegabili, a cause misteriose e fino ad allora sconosciute ed impensabili. Questo probabilmente si spiega col fatto che nello stesso periodo, oltre al positivismo, si assistette anche allo sviluppo dello spiritismo: si cominciava ad essere sempre più convinti della presenza e delle manifestazioni del male, in forma di streghe e spiriti.

Di Dracula ho apprezzato particolarmente le sfaccettature della psicologia, della psichiatria e della malattia mentale. Uno scenario ricorrente del romanzo è proprio il manicomio del dottor Seward, uno dei personaggi principali di questa storia, e il paziente Renfield, un maniaco omicida che sarà sfruttato dal conte Dracula. Si fa poi un riferimento continuo all’isteria delle due donne protagoniste: Lucy Westenra e Mina Harker; Jonathan Harker, colui che ha dato il via alla narrazione, si chiede spesso se non sia semplicemente pazzo, e lo stesso dotto Seward si chiede se quello che stanno affrontando non sia il frutto di una pazzia collettiva. Infine, il professor Van Helsing, nonostante sia un uomo con molte specialità nel campo professionale, è uno psichiatra.

Come se questo non bastasse a quanto pare Bram Stoker era anche un conoscitore della teoria in quel momento in voga sulla follia e sulla criminalità, in particolare mi riferisco alla teoria di Lombroso secondo cui una certa conformazione del cranio e determinate caratteristiche facciali permettono di comprendere se chi abbiamo di fronte è un criminale oppure no.

Tutti questi aspetti psicologici che emergono man mano che si procede con la lettura non solo rappresentano elementi funzionali alla storia narrata, ma sono anche coerenti con le teorie e le correnti di pensiero dell’epoca.

La lotta dei protagonisti e del conte equivale alla tipica lotta del bene contro il male, e le contrapposizioni anche nel modo di agire sono ben evidenti: il bene si unisce, fonda la sua forza e il suo potere proprio tramite l’unione di persone diverse, mentre il male lavora da solo; il bene ragiona, utilizza il proprio raziocinio pur servendosi di conoscenze legate alle leggende e alla superstizione, mentre il male, pur con anni di esperienza, ha un cervello di un bambino e ragione come tale.

Per quanto riguarda i personaggi e la loro caratterizzazione mi soffermerò solo sul conte Dracula, Mina Harker e il professor Van Helsing.

Purtroppo sul conte non sappiamo nulla: lui non prende mai parola all’interno del romanzo, ci viene descritto sempre dagli occhi degli altri personaggi e ahimè non sappiamo com’è diventato vampiro né come conduce la sua vita. Personalmente mi sarebbe piaciuto saperne di più: trovo che di per sé sia un personaggio interessante e, a modo suo, affascinante e aver letto qualche informazione sulla sua persona, sui suoi pensieri, avrebbe a mio parere dato un tocco in più al libro.

Mina, personaggio femminile più importante, può sembrare la solita donna superficiale, soprattutto per le lettere iniziali scambiate con l’amica Lucy, ma in realtà Stoker fa di lei quasi un’eroina dotata non solo di empatia e capacità interpersonali, ma anche di intelligenza, astuzia e capacità di ragionamento. È considerata al pari degli uomini, anche se resta una donna bisognosa di protezione da parte loro, ma per il resto Mina è a mio avviso una nota positiva, soprattutto se consideriamo l’epoca in cui è stato scritto il romanzo.

Van Helsing è un personaggio di difficile comprensione per il suo linguaggio, ma la scelta di Stoker per me è più che adatta e giusta: odio infatti quando in un libro i personaggi stranieri parlano perfettamente la lingua corrente degli altri personaggi. Capite bene che la cosa non è credibile, mentre Van Helsing lo è. Sicuramente il suo modo di esprimersi può rallentare la narrazione e creare delle difficoltà, ma io ho assolutamente apprezzato la scelta di Bram Stoker.

In sintesi, Dracula è il romanzo classico dell’horror gotico per eccellenza. A me non ha fatto paura, ma sicuramente può mettere ansia e angoscia, soprattutto se della storia si sa ben poco (le trasposizioni cinematografiche sono infatti differenti dall’opera originale). Alcune parti sono più lente di altre e possono annoiare, ma per il resto è un romanzo che a mio avviso si legge velocemente, che cattura il lettore e che vi consiglio.

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2 Replies to “Dracula – Bram Stoker RECENSIONE

  1. Come già suggerivi, il romanzo migliore per avvicinarsi all’horror. Mi piace molto l’aspetto psicologico che hai sottolineato e anche la veridicità sul linguaggio. Di sicuro una sfida!

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