La casa – Paco Roca: una storia autobiografica che affronta il tema della perdita, il riaffiorare dei ricordi e l’abbandono di una casa.

La casa

la casaTITOLO: La casa

AUTORE: Paco Roca

EDITORE: Tunué

PREZZO: € 16.90 cartaceo

 

RECENSIONE:

Ho deciso di acquistare La casa di Paco Roca perché dopo aver parlato del suo precedente fumetto, Rughe (vi lascio la recensione qui), molti di voi mi avevano consigliato di leggere anche La casa. E visto che Rughe mi ero piaciuto molto, mi aveva commosso e fatto riflettere, be’ non mi sono fatta scappare questa occasione, e per fortuna, aggiungerei.

In questa storia familiare ci sono due fratelli e una sorella che si ritrovano nella casa di campagna costruita con molta fatica dal padre. Si riuniscono per sistemarla, essendo stata abbandonata a sé stessa per molto tempo dopo la morte del loro genitore. Lo scopo è recuperare il salvabile, rimetterla in sesto, renderla più carina, per poi provare a venderla.

Ma la casa porta con sé i ricordi di una vita, quasi dimenticati, sicuramente assopiti. Ricordi di un padre che voleva dare ai propri figli più di quanto avesse avuto lui, ricordi di un uomo sempre pronto a lavorare, a creare, a fare, mai pronto a stare fermo, ad oziare.

Tra i tre spuntano vecchie e nuove tensioni, che rinsaldano però il loro legame grazie al riaffiorare dei ricordi. E proprio grazie ai ricordi la narrazione oscilla tra presente e passato, rendendo evidente che quello che stiamo leggendo è un’opera autobiografica. E lo si capisce soprattutto per i sentimenti e le emozioni che Paco Roca riesce a scatenare fin dalla prima facciata, fin dalla prima tavola, creando un fumetto con un incipit emozionante, terribilmente triste, dove il silenzio rimbomba e fa più rumore delle parole.

La storia è stata costruita in modo orizzontale forse per rendere l’idea del trascorrere del tempo; il disegno di Paco Roca anche in questo caso è pulito ed essenziale, con scelte cromatiche precise che rafforzano non solo le parole, ma anche e soprattutto il non detto e i lunghi silenzi.

La casa non mi ha fatto commuovere solo per la storia in sé, non solo perché è qualcosa di intimo che Paco Roca ha deciso di condividere con noi, ma anche per come mi ha ricordato mio papà. Anche mio padre, come il signore di questo racconto, è un uomo che trova sempre qualcosa da fare in casa, per la casa; non ama star seduto sul divano, evita l’aiuto degli altri per arrangiarsi qualsiasi sia il lavoro da compiere, e fa tutto questo per me e per mio fratello. E ho paura. Ho paura che quando non ci sarà più, anzi, quando non ci saranno più né lui né mia mamma, io e io mio fratello lasceremo la casa abbandonata a sé stessa e mi piange già il cuore se questo dovesse succedere.

Spero che questo non avvenga, ci spero perché so quanto ci ha lavorato mio padre, so quanto continua a lavorarci, so quanto desidererebbe che stessimo lì, a rendere viva quella casa, la nostra casa.

E spero di non deluderlo.

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A presto lettori,

erigibbi

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