Bohemian Rhapsody – RECENSIONE FILM: la vita dei Queen, ma soprattutto di Freddie Mercury, tanto amato dal pubblico quanto solo nella vita privata.

Bohemian Rhapsody

Bohemian Rhapsody, uscito nelle sale inglesi il 24 ottobre (l’Italia dovrà aspettare il 29 novembre), racconta i primi quindici anni di carriera dei Queen, dalla nascita nel 1970 fino al concerto Live Aid del 1985 tenuto sul palco di Wembley.

Il film racconta la storia del gruppo, le relazioni e le dinamiche tra i membri, ma soprattutto, e inevitabilmente, racconta la storia di Freddie Mercury.

Bohemian Rhapsody avvicina lo spettatore alla vita dei Quenn, e soprattutto alla vita di Freddie. Tanto acclamato sul palco e amato dal pubblico, quanto solo nella vita privata.

Diciamocelo, Freddie non era facile da amare; soprattutto per le sue battutine al vetriolo rivolte non solo a manager vari, ma anche ai suoi compagni, alla sua band, la sua famiglia.

E c’è anche da dire che se hai una moglie, e magari pure dei figli, non è facile partecipare ai party di Freddie, ricchi di eccessi.

Bohemian Rhapsody è bello anche per questo: ti fa scoprire un Freddie a cui non avevi pensato. Un Freddie che non ha mai avuto paura di dimostrarsi per quello che era: eccentrico. Ha cambiato nome e cognome legalmente (soddisfazioni per la famiglia, no?), fin da subito ha dimostrato gusti (discutibili) e anticonvenzionali nel vestiario, non si è mai sistemato quei famosi denti, ormai un segno distintivo, non si faceva problemi a chiamare, con splendido accento londinese, “darling” chiunque gli capitasse a tiro, tanto meglio se con quel nomignolo era seguita una velata presa per i fondelli.

Chi era Freddie? Sicuramente un artista, sotto ogni aspetto, ma anche un uomo fragile, insicuro, che non riusciva ad affrontare la vita da solo.

Cos’è Bohemian Rhapsody? Un gran bel film; un film che tiene lo spettatore incollato allo schermo, che ti fa battere i piedi a ritmo di We will rock you, che ti fa cantare, che ti fa piangere. Sì, piangere. Piangi all’inizio, piangi durante, piangi alla fine, piangi pure dopo, quando ripensi a tutto quello che hai visto.

Un plauso va fatto anche a Rami Malek che si è dimostrato assolutamente all’altezza del ruolo interpretato: spero che Bohemian Rhapsody sia solo uno dei tanti film interpretati da lui, spero che inizi così una carriera di gran successo e che non venga conosciuto solo come colui che interpreta il protagonista di Mr. Robot.

In sostanza, credo che Bohemian Rhapsody sia un film che vada visto non solo dai fan dei Queen, non solo da chi simpatizza per loro, non solo da chi apprezza le canzoni più famose, ma da tutti, non solo per essere un film biopic e quindi interessante da questo punto di vista, ma anche perché è un film che trasmette emozioni, a chiunque, unendo generazioni diverse che si trovano tutti insieme in sala, grazie ad un uomo che è riuscito ad entrare nei cuori del pubblico e a coinvolgerci come se fossimo noi i veri protagonisti dei suoi concerti.

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A presto cinefili,

erigibbi

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