American Horror Story – Prima stagione: una famiglia che per superare una crisi coniugale si trasferisce in una casa denominata Murder House.

American Horror Story

American Horror Story è ormai arrivata a ben otto stagioni, ma io mi sono approcciata giusto ad ottobre alla prima stagione. È sempre stata una serie tv che mi incuriosiva, ma che non ho mai iniziato a causa del mio essere fifona. Quest’anno però ce l’ho fatta e sono riuscita a guardare la prima stagione nel periodo dell’anno più cupo: ottobre.

La cosa interessante di American Horror Story è che ogni stagione è una storia a sé, essendo autoconclusiva, con personaggi, ambienti e collocazioni spazio temporali differenti. In sostanza, se una stagione non vi piace, potete tranquillamente provare a vedere la successiva che magari è più nelle vostre corde.

La prima stagione, intitolata Murder House, è ambientata nei giorni nostri. La famiglia Harmon, composta da Ben, psichiatra, padre e marito, Vivien, moglie e madre, Violet, figlia adolescente, si è appena trasferita in questa casa enorme (conosciuta dalla gente del posto col nome di Murder House) nel tentativo di superare una crisi coniugale.

Non entrerò nei dettagli perché nel caso non l’abbiate vista non voglio rovinarvi nulla, vi basti sapere che il nomignolo è appropriato considerando tutte le morti violente avvenute in quella casa e che si tratta di una casa infestata.

Tutti i personaggi protagonisti sono ben caratterizzati e ben interpretati, ma a mio avviso tra tutti spicca Tate (un ragazzo folle e malato interpretato da Evan Peters) e Constance (una donna di mezza età assolutamente fuori dalle righe interpretata da Jessica Lange).

Se devo essere onesta in questa prima stagione non c’è molto horror. Ok, non ho mai avuto il coraggio di guardare la sigla iniziale, e la prima puntata mi ha messo addosso un bel po’ di strizza, ma poi, niente di che. Sicuramente ci sono delle scene che mi hanno fatto prendere qualche spavento, a volte non avevo il coraggio di guardare, ma più per lo schifo che per lo spavento. Ci sono stati poi dei picchi di trash che mi hanno portata a ridere istericamente nella maggior parte dei casi.

Devo dire che, secondo me, migliora man mano che si va avanti, non solo perché riesce a chiarire tutti gli aspetti della storia (soprattutto grazie ai flashback), ma anche perché riesce a tenere incollato allo schermo lo spettatore con alcuni colpi di scena, a cui io sinceramente non avevo mai pensato.

Se vi piace l’horror puro e cercate qualcosa che vi spaventi, questa prima stagione di American Horror Story secondo me non è tra le più adatte; ma se siete dei fifoni come me e non volete niente di troppo esagerato, sì, potrebbe fare al caso vostro.

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A presto serie tv addicted,

erigibbi

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