Siddhartha – Hermann Hesse: ambientato nell’India del VI secolo a.C., pubblicato nel 1922 da subito spopolò in America e poi negli altri Paesi del mondo.

Siddhartha

siddharthaTITOLO: Siddhartha

AUTORE: Hermann Hesse

EDITORE: Adelphi

PREZZO: € 12.00 cartaceo; € 4.99 e-book

 

RECENSIONE:

Siddhartha è ambientato nell’India del VI secolo a.C.: è un India ricca di mendicanti, predicatori e profeti, più contemplativa che concreta.

Racconta la storia di Siddhartha, ragazzo prima, uomo poi, che passa la sua vita a cercare: cerca risposte, cerca sé stesso, si trova, si perde e poi si ritrova, in un viaggio lungo anni, lungo una vita.

«[…] Lungo tempo ho impiegato, o Govinda, e non ne sono ancora venuto a capo, per imparare questo: che non si può imparare nulla! Nella realtà non esiste, io credo, quella cosa che chiamiamo “imparare”. C’è soltanto, o amico, un sapere, che è ovunque, che è Atman, che è in me e in te e in ogni essere. E così comincio a credere: questo sapere non ha nessun peggior nemico che il voler sapere, che l’imparare».

Ho sempre un po’ di paura nell’approcciarmi a letture di questo calibro. Siddhartha è stato pubblicato per la prima volta nel 1922, spopolando prima in America, poi in ogni parte del mondo. Probabilmente è il libro più conosciuto di Hermann Hesse e forse anche quello più amato.

Capite bene che non si tratta solo di leggere un libro ritenuto da molti un capolavoro, ma si tratta anche di condividere poi la mia opinione con gli altri.

E se la mia opinione su un libro come Siddhartha si discosta di molto dal pensiero della maggioranza, be’, qualche domanda me la pongo, qualche timore si crea.

È inutile che ci giri attorno, Siddhartha non mi è piaciuto. Mi aspettavo un libro che mi cambiasse la vita, o che almeno mi portasse a vedere le cose del mondo in un’altra prospettiva, non è successo nulla del genere.

Siddhartha mi ha annoiato, dall’inizio alla fine. C’è stato solo un capitolo che ho apprezzato più degli altri, che ho letto più volentieri, ma niente che mi faccia stravolgere l’opinione che mi si è formata inerente a questo libro.

Fin da subito ho trovato difficoltà con lo stile: mi è piaciuto l’effetto racconto, come se l’autore mi stesse narrando una favola, ma non l’ho trovato di facile lettura né di facile comprensione. È un libro che richiede molta attenzione, lo stile non è immediato, bisogna capirlo e abituarcisi.

«[…] Questo è ciò che gli stolti chiamano magia, credendo che sia opera dei demoni. Nulla è opera dei demoni, non esistono demoni. Ognuno può compiere una magia, ognuno può raggiungere i propri fini, se sa pensare, se sa aspettare, se sa digiunare».

Per la storia, come vi ho detto sopra, non c’è stato nulla che mi abbia fatto esclamare “Wow!”, nulla che mi abbia emozionata, nulla che mi abbia fatto cambiare idea o visione del mondo. Sicuramente ci sono state delle parti che mi hanno colpito, che mi hanno trasmesso qualcosa:

«Quando qualcuno cerca» rispose Siddhartha «allora accade facilmente che il suo occhio perda la capacità di vedere ogni altra cosa, fuori di quella che cerca, e che egli non riesca a trovar nulla, non possa assorbir nulla in sé, perché pensa sempre unicamente a ciò che cerca, perché ha uno scopo, perché è posseduto dal suo scopo. Ma trovare significa: esser libero, restare aperto, non avere scopo. Tu, venerabile, sei forse di fatto uno che cerca, poiché, perseguendo il tuo scopo, non vedi tante cose che ti stanno davanti agli occhi».

A parte queste brevi parti che mi hanno portata a riflettere e che mi hanno colpita in positivo, non c’è stato altro, nessuna emozione.

Ve lo consiglio? La risposta potrebbe sembrare scontata, forse non lo è: sì, ve lo consiglio. Credo che in casi come questi, con libri così apprezzati dal grande pubblico, con libri considerati dei classici della letteratura, non si debba mai girare la testa dall’altra parte, ma non perché fa figo dire “sì, l’ho letto”, ma perché semplicemente credo sia giusto avere una propria opinione personale.

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A presto lettori,

erigibbi

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2 Replies to “Siddhartha – Hermann Hesse RECENSIONE

  1. Finalmente qualcuno la pensa come me! L’ho trovato sopravvalutato e non ho trovato il romanzo così coinvolgente e speciale come mi aspettavo. Grazie mille di avermi confortata sul pensiero… in compenso, di Hesse vale la pena leggere i racconti e “Narciso e Boccadoro”.

    1. In tanti mi hanno suggerito di leggere Narciso e Boccadoro, ma al momento, con la delusione avuta con Siddhartha, non ho proprio voglia di leggere altro di questo autore. :/
      Comunque se ti può consolare tantissime persone la pensano come noi (ho pubblicato la foto su Instagram col mio pensiero e possiamo creare un club con tutti quelli che non l’hanno apprezzato). 😉

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