Un trono per due regni – Anna Melfi: due popoli, quello delle ombre e quello della luce, in lotta per il potere da un lato, per la sopravvivenza dall’altro.

Un trono per due regni

un trono per due regniTITOLO: Un trono per due regni

AUTORE: Anna Melfi

EDITORE: Brenner

PREZZO: € 14.00 cartaceo

 

RECENSIONE:

Un trono per due regni è un libro di genere fantasy dove si scontrano tra loro le ombre e il popolo della luce. È quest’ultimo che al momento si trova in difficoltà e con i poteri dei quattro elementi affievoliti.

Tornano le speranze quando si scopre che l’erede della Regina è ancora in vita, ha circa vent’anni, e solo lui ha la possibilità di sconfiggere il Sir, il signore delle ombre.

Per quanto riguarda l’aspetto più oggettivo del libro ci sono alcuni errori ortografici, ma quello che più mi ha dato fastidio è stato l’uso del trattino breve per segnalare i dialoghi. È preferibile l’utilizzo dei caporali o delle virgolette doppie alte.

Per quanto riguarda la trama devo dire che l’idea di base di Anna Melfi non mi è affatto dispiaciuta, soprattutto per quanto riguarda i poteri dei quattro elementi (terra, aria, fuoco e acqua), ma niente è stato approfondito e questa è la grande pecca di questo libro.

Quando si scrive un libro fantasy bisogna concentrarsi sul world building: è necessario costruire un mondo alternativo valido e dettagliato, è un aspetto fondamentale di questo genere. Puoi essere originale quanto vuoi, ma se non c’è un wolrd building ben sviluppato il libro non risulterà buono.

Dove siamo? Com’è caratterizzato l’ambiente? Come si esprimono i poteri dei quattro elementi? Chi può avere questi poteri? In base a cosa una persona ha un determinato potere e un’altra persona ne presenta un altro? Da cosa nasce la guerra tra popolo della luce e delle ombre? Chi appartiene al popolo della luce è per forza di cose buono e chi appartiene al popolo delle ombre è per forza cattivo o ci possono essere delle eccezioni? La magia c’è sempre stata? Come mai ora si è affievolita?

A tutte queste domande la maggior parte delle volte non c’è affatto una spiegazione e altre volte c’è, ma è talmente veloce e breve che comunque non schiarisce le idee.

Se normalmente per un qualsiasi libro di narrativa ci vuole del tempo per creare un mondo valido, nel fantasy il tempo necessario si raddoppia (se va bene). Pensiamo a Il Signore degli Anelli: quante descrizioni ci sono in quel volume? Certo, anche troppe, ma se noi andiamo a togliere il world building creato da Tolkien cosa ci resta? Una storiella di avventura e basta. Il world building è fondamentale e spesso ci sono storie buone che vengono rovinate dalla totale assenza di contesto ed è un vero peccato.

Per scrivere un libro ci vuole pazienza, con 120 pagine non si può pensare di scrivere una buona storia fantasy. Tra l’altro all’interno di Un trono per due regni non c’è solo un problema di contesto, ma anche di battaglie perché nel momento in cui iniziano io ho capito ben poco perché tutto era troppo veloce, non ci vengono date spiegazioni, non si capisce bene cosa stanno facendo i personaggi.

Un suggerimento generale a chi scrive fantasy, ma anche a chi scrive un libro di qualsiasi altro genere: prendetevi il vostro tempo, non abbiate fretta di finire giusto per avere la soddisfazione di “aver scritto un libro”. Se volete fare gli scrittori dovete essere consapevoli che la stesura di un libro può richiedere anche anni, non settimane, non mesi, ANNI. E capisco l’impazienza, la capisco molto bene, ma la vostra impazienza rischierà di portarvi a produrre un libro mediocre.

Ora, lo so che con le mie parole questo libro di Anna Melfi può sembrare un disastro, ma non è così. Ha indubbiamente i suoi difetti, c’è molto lavoro da fare, ma sicuramente l’autrice scrive bene, in modo scorrevole, lineare e pulito. I dialoghi sono ben fatti, e sono ben inseriti all’interno del testo. La storia generale, l’idea di base è valida, nulla di troppo originale, ma è valida, bisogna solo lavorare molto di più sulla produzione, pensare a qualsiasi aspetto, qualsiasi dettaglio e scriverlo, inserirlo nella storia, non scartarlo per paura di scrivere troppo o per la fretta di finire. Con un po’ di impegno Anna Melfi può produrre una storia molto buona. Il mio è un invito a fare di meglio, non a mollare.

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A presto lettori,

erigibbi

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