Educazione alla felicità – Maurizio Rossi: un saggio sulla felicità che contiene consigli pratici per poterla raggiungere.

Educazione alla felicità

educazione alla felicitàTITOLO: Educazione alla felicità

AUTORE: Maurizio Rossi

EDITORE: Auto pubblicato

PREZZO: € 14.50 cartaceo

 

RECENSIONE:

Educazione alla felicità vuole essere un saggio sulla felicità, dando consigli pratici, parlando per esempio di introspezione interiore e meditazione, ma anche del superamento dei vizi e lo sviluppo delle virtù.

Per quanto riguarda le parti più oggettive del libro ci sono molti aspetti su cui mi devo soffermare.

Si parte subito puntando l’occhio sul titolo: scritto tutto in maiuscolo la a accentata di felicità non riporta l’accento, come effettivamente dovrebbe, ma l’apostrofo. Questo perché quando si scrive in maiuscolo le lettere accentate non si scrivono in maiuscolo in automatico, come tutte le altre lettere, ma bisogna scriverle utilizzando i caratteri speciali, cosa che qui non è stata fatta. Questo errore si ripete spesso anche all’interno del libro sui titoli, scritti in maiuscolo, dei capitoli che riportano lettere accentate.

All’interno del libro vengono usati soli apostrofi dritti e non tipografici, e a volte gli apostrofi, quando ci vanno, sono proprio assenti.

Ci sono periodi eccessivamente lunghi, addirittura di una pagina (non una facciata, ma una pagina!) e questo ovviamente rende difficoltosa la lettura perché si perde per strada il punto di partenza della frase.

La d eufonica viene utilizzata sempre: ci sono alcuni casi in cui è un vero e proprio errore usarla, altri in cui non è errore ma il suono risulta peggiorato.

Si possono poi riscontrare diversi refusi e ripetizioni, il né (utilizzato quindi come negazione) scritto senza accento, capoversi troppo lunghi che richiederebbero invece delle andate a capo.

Infine, Educazione alla felicità è un libro ricco di citazioni di altre opere e/o di frasi pronunciate o scritte da altre persone, ma alla fine del libro manca la bibliografia.

Come ho detto all’inizio si tratta di un saggio. Solitamente un saggio riporta una tesi/un’idea/una convinzione dell’autore corredata anche da alcuni dati. Ovviamente non deve essere una tesi di laurea o una ricerca scientifica, ma si dovrebbero quantomeno portare dei dati a favore della propria ipotesi, di quello che si sostiene, a maggior ragione se quello che si afferma non sembrano consigli ma verità su cui non c’è nulla da fare.

Questo è quello che mi ha trasmesso Educazione alla felicità di Maurizio Rossi.

Non c’è nulla di male nel dire la propria opinione (nel rispetto altrui ovviamente), ma quello che ho letto in questo libro mi ha dato spesso fastidio perché, come scritto qualche riga più su, non sembrano dei consigli.

Per esempio, l’autore afferma spesso, in vari capitoli, che per essere felici sarebbe opportuno essere vegetariani.

Tra i consigli pratici troviamo:

Mangiare nutrendovi dei frutti della terra, senza uccidere altri essere senzienti.

Quindi chi mangia carne non può essere felice?

Nel capitolo sullo sviluppo delle qualità morali si dice:

Massacrare miliardi di animali per soddisfare i personali piaceri di gola.

L’uomo è onnivoro per natura, la conformazione della mandibola e dell’apparato dentale è fatto in modo da mangiare sia prodotti animali sia prodotti vegetali. Mangiare carne non è un piacere di gola per come la vedo io, è semplice alimentazione.

Quando a fine libro si parla di cibo si legge:

Si deve sempre godere del buon cibo e tutto può essere concesso tranne due cose: mangiare carne e ingrassare.

Se nessuno mangiasse carne non ci sarebbe un rischio di sovra popolamento?

Non è concesso ingrassare? Quindi una persona anoressica non può ingrassare? Se una persona anoressica non mette su chili rischia la morte. Perché si scrive ‘non è concesso ingrassare’ mentre non si fa una parola sul dimagrire?

Bisogna stare molto attenti a quello che si scrive e a come lo si scrive. Tra l’altro scrivere che non è concesso ingrassare quando tutti i giorni si fanno battaglie su stereotipi di bellezza sempre più inverosimili è qualcosa che non mi entusiasma affatto.

Ci sono poi anche delle incoerenze, per esempio in una pagina è stato scritto (sempre tra i consigli pratici per essere felici) ‘smettere di giocare con i passatempi’ e nella pagina successiva ‘dedicarsi ad un hobby’. Al di là del fatto che non mi trovo d’accordo perché per come la vedo io i passatempi sono necessari per la felicità di ognuno di noi (ma questa è un’opinione personale), c’è da sottolineare che passatempi e hobby sono sinonimi quindi le due frasi cozzano.

Non mi sono poi ritrovata d’accordo sui discorsi inerenti la morte (cit: Se si è subita la perdita di una persona cara, capire che la morte non esiste o ancora pensare a quanto sarà dolce il momento della morte) e l’uso di sostanze psicotrope e psicoattive.

Ci tengo a sottolineare nuovamente che è giusto avere punti di vista diversi, ma ci sono modi e modi per esprimerli. Tornando al discorso ‘mangiare carne’ trovo che non ci sia nulla di male nell’essere vegetariani: ho amici e parenti vegetariani e tra noi c’è sempre stato un sano dialogo costruttivo, loro non hanno mai cercato di convincermi a mangiare solo frutta e verdura così come io non ho mai cercato di farli tornare sulla vecchia strada ed è giusto che sia così. Nessuno di loro mi hai mai detto “saresti felice se la smettessi di mangiare carne” né io ho mai detto loro “se tornassi a mangiare salame torneresti felice”.

La felicità è soggettiva e su di essa influiscono diversi fattori. Io mangio carne, frutta, verdura e derivat animali. Sono felice? Sì. Potrei esserlo di più? Certo. Potrei esserlo di meno? Ovviamente sì.

Tu, vegetariano X, sei felice? Non ti conosco, ma diciamo di sì. Potresti esserlo di più? Certo. Potresti esserlo di meno? Ovviamente sì.

In sintesi, e sarò breve perché con questo articolo mi sembra di aver scritto a mia volta un saggio, il libro ha bisogno di essere rivisto da un correttore di bozze/copyeditor per la parte più tecnica-oggettiva, e credo che l’autore debba migliorare nell’esposizione.

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A presto lettori,

erigibbi

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