L’incubo di Hill House – Shirley Jackson: una casa infestata o degli inquilini fragili e instabili che si fanno influenzare dal male?

L’incubo di Hill House

l'incubo di hill houseTITOLO: L’incubo di Hill House

AUTORE: Shirley Jackson

EDITORE: Adelphi

PREZZO: € 12.00 cartaceo; € 6.99 e-book

 

RECENSIONE:

Hill House, che sana non era, si ergeva sola contro le sue colline, chiusa intorno al buio; si ergeva così da ottant’anni e avrebbe potuto continuare per altri ottanta. Dentro, i muri salivano dritti, i mattoni si univano con precisione, i pavimenti erano solidi, e le porte diligentemente chiuse; il silenzio si stendeva uniforme contro il legno e la pietra di Hill House, e qualunque cosa si muovesse lì dentro, si muoveva sola.

Ecco cos’è Hill House. Una casa infestata? Be’, difficile dirlo. Ma andiamo con ordine.

Il professor Montague, studioso del paranormale e della percezione extrasensoriale, decide di fare un esperimento a Hill House e di avere con sé dei collaboratori. A lui si aggiunge quindi Luke, il legittimo erede di Hill House; Theodora, carismatica e sicura di sé ed Eleanor, una donna di trentadue anni instabile, fragile e paranoica.

«La paura» disse il professore «è la rinuncia alla logica, l’abbandono volontario di ogni schema razionale. O ci arrendiamo alla paura o la combattiamo; non possiamo andarle incontro a metà strada».

Sarà proprio Eleanor la narratrice di questa storia. Lei che è ancora in cerca del suo posto nel mondo, che arranca per stare al passo con gli altri, ma che inevitabilmente si trova sempre indietro e in disparte.

«Io credo che abbiamo solo paura di noi stessi» disse lentamente il professore.

«No» disse Luke. «Di vederci per quello che siamo e senza maschera».

«Di sapere quello che vogliamo davvero» disse Theodora.

L’incubo di Hill House sembra quasi un romanzo psicotico. C’è un inizio tranquillo in cui scopriremo i quattro personaggi e le loro caratteristiche principali. Poi, gradualmente, si arriva ad un picco di delirio e follia. Per giungere infine ad una sorta di calma (apparente) che va a concludere la storia.

La domanda che sorge spontanea è: “Ma Hill House è infestata?”

L’occhio umano non può isolare l’infelice combinazione di linee e spazi che evoca il male sulla facciata di una casa, e tuttavia per qualche ragione un accostamento folle, un angolo sghembo, un convergere accidentale di tetto e cielo, facevano di Hill House un luogo di disperazione, tanto più spaventoso perché la facciata sembrava sveglia, con le finestre vuote e vigili a un tempo e un tocco di esultanza nel sopracciglio di un cornicione.

Credo che non ci sia una risposta giusta o sbagliata. Sono convinta che dipenda dal punto di vista del lettore. Sicuramente Hill House non è una semplice rappresentazione del male, Hill House lo incarna perfettamente. E forse è solo questo. Forse è così malata che rende pazzi i suoi inquilini, partendo dai più fragili e instabili.

Questo è il secondo romanzo che leggo di Shirley Jackson (se volete leggere la recensione di Abbiamo sempre vissuto nel castello potete cliccare qui) e ancora una volta mi ritrovo a dire che questa autrice è Stephen King al femminile. In particolare Hill House mi ha ricordato molto Christine La macchina infernale (se volete leggere la recensione potete cliccare qui) di King. Non ci sono dubbi sul fatto che King stimi la Jackson come scrittrice, magari i suoi libri gli sono serviti da ispirazione, chissà.

Trovo che L’incubo di Hill House sia un libro perfetto per la stagione autunnale, in particolare se amate fare letture creepy per Halloween. Ovviamente va benissimo anche leggerlo in qualsiasi altra stagione dell’anno, soprattutto se amate i romanzi gotici, con qualche caratteristica horror. Shirley Jackson ha la capacità di angosciare il lettore senza dire troppo, senza svelare molto. Il suo modo di narrare è perfetto per trasmettere la giusta ansia in chi legge, nel far sembrare i fatti misteriosi, a volte addirittura irreali, ma sempre veri agli occhi del lettore, e non è una dote da poco.

Piccola postilla: da questo libro sono stati tratti anche due film: Gli invasati del 1963 e il più probabilmente conosciuto Presenze del 1999 con Catherine Zeta Jones e Owen Wilson. Inoltre, per gli amanti del libro (e delle serie tv), sappiate che a breve Netflix lancerà proprio una serie tratta da questo libro!

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A presto lettori,

erigibbi

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