Vox – Christina Dalcher: rinunciare al conto in banca, al lavoro e alla voce. Cento parole al giorno. La vita delle donne nell’America di Christina Dalcher.

Vox

voxTITOLO: Vox

AUTORE: Christina Dalcher

EDITORE: Nord

PREZZO: € 19.00 cartaceo; € 9.99 e-book

 

RECENSIONE:

Vox è il romanzo d’esordio di Christina Dalcher, scrittrice e linguista che ha portato in un libro le sue conoscenze sul linguaggio creando un buon romanzo di fiction.

Siamo in America, un’America moderna, quella che conosciamo tutti. Una grande differenza con l’America del giorno d’oggi è che le donne non hanno voce, o meglio, ce l’hanno, ma non possono usarla. Gli USA sono infatti governati dai Puri che al fanatismo religioso uniscono una buona dose di maschilismo. Le donne, che non possono lavorare, non possono leggere la posta, non possono avere un conto in banca, non possono leggere libri ecc., non possono nemmeno pronunciare più di 100 parole al giorno altrimenti il contatore che hanno al polso emanerà una scossa elettrica sempre più forte per ogni infrazione.

Cosa possono fare allora le donne? Be’ ovviamente restare a casa, pulire, cucinare ed essere costantemente sottomesse alla volontà maschile.

Ovviamente le vittime degli uomini Puri sono anche gli adulteri, gli omosessuali, i cospiratori: tutti, se scoperti, vengono spostati dal paese in cui vivono per essere portati lontani ed essere utilizzati e sfruttati come forze lavoro in campi di prigionia. Nella peggiore (o migliore) dell’ipotesi vengono freddati con un colpo di pistola.

La protagonista è Jean McClellan, di professione linguista, come l’autrice, impegnata a cercare una cura per l’afasia di Wernicke, un disturbo che comporta problemi sia nella comprensione che nella produzione del linguaggio.

Vox fin dalle prime pagine mi ha ricordato molto Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood (recensione qui): anche in quel caso le donne non avevano possibilità di scelta, non potevano essere libere né indipendenti, non potevano parlare troppo col rischio di essere scoperte. Devo dire però che Vox, nonostante i difetti, mi è piaciuto molto di più rispetto a Il racconto dell’ancella.

E parliamo proprio dei difetti. Vox è ricco di luoghi comuni e l’idea di fondo non è così originale: le donne parlano troppe, facciamole stare zitte. Alcuni passaggi sono troppo veloci, non approfonditi, e spesso, nelle scene d’azione, mi sono sfuggiti alcuni nessi proprio per queste mancanze.

Però c’è da considerare che è un libro d’esordio, è un libro che non annoia, è un libro che fa riflettere e dà da pensare perché, proprio per l’idea di fondo non così originale, è un distopico non così impossibile da immaginare realizzato nella realtà.

Fin dalle prime pagine lo stato di tensione è molto forte e fin da subito capiamo che la protagonista è una donna forte, pronta a ribellarsi perché non ne può più di quella situazione, impensabile fino a qualche mese prima, e soprattutto perché non vuole che la figlia Sonia, di sei anni, abbia un futuro in cui non può esprimere i propri pensieri, in cui non può far sentire la propria voce.

Ed è proprio questo il messaggio di Vox: l’importanza di usare la voce, finché possiamo usarla; l’importanza di dire quello che pensiamo, di protestare quando qualcosa è sbagliato.

Noi donne spesso veniamo additate come quelle che parlano tanto, anche troppo; non siamo capaci di stare zitte. E io per prima sono così. Sicuramente noi, e con noi intendo uomini e donne, possiamo stare zitti in certe occasioni, sicuramente a volte parliamo tanto per fare, tanto per dare aria alla bocca. Ma il messaggio che Vox manda è molto forte. Certo, spesso si scherza sul fatto che noi parliamo troppo, ma se un po’ alla volta gli uomini cominciassero seriamente a pensare che dovremmo stare zitte?

Di per sé oggi, purtroppo, nonostante si dovrebbero fare costantemente dei passi in avanti stiamo regredendo, su tanti, tantissimi aspetti.

Per esempio, non avete mai sentito qualcuno che è convinto che la donna non dovrebbe avere cariche politiche? Non avete mai sentito qualcuno affermare che la donna è più debole del maschio quindi non dovrebbe fare il militare? O che le donne avvocato sono le peggiori?

E se un giorno venisse eletto un uomo che la pensa in questo modo e che un po’ alla volta ci zittisce? Ci mette da parte, ci fa stare a casa a fare le brave casalinghe, ci avete mai pensato?

Se non lo avete mai fatto, pensateci. Non siate passive. Ribellatevi, finché avete la voce.

Mostri non si nasce, si diventa. Pezzo dopo pezzo, arto dopo arto, creazioni artificiali di uomini folli che, come l’incauto Fankenstein, credono sempre di saperla più lunga degli altri.

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3 Replies to “Vox – Christina Dalcher RECENSIONE

  1. https://www.illibraio.it/intervista-christina-dalcher-vox-871392/

    Un po’ troppo simile a questo articolo direi, così come la recensione cha ha lasciato su Goodreads, lì sfacciatamente uguale a quella pubblicata sul link che le ho inviato… ed è da lì che mi è sorto il dubbio. A meno che lei sia la stessa ciornalista che scrive su Il Libraio, ma con un altro nome e con un’altra faccia (su Goodreads), ma ho i miei dubbi…

    Le consiglio di leggere i libri e di essere onesta e non rubare le recensioni altrui.

    1. Spero stia scherzando.
      Io i libri li leggo e scrivo quello che mi provocano e quello che penso in tutta onestà.
      Non seguo nemmeno il libraio online, manco sapevo dell’esistenza di questa intervista.

    2. Ecco l’esempio di un commento surficiale ed inutile. Se avesse letto tutto l’articolo avrebbe notato tutti gli spunti personali ed intimi che dimostrano la lettura del libro. La prima parte è semplicemente un riassunto della trama preso dal libro (quindi anche l’altra blogger ha “copiato” dall’autrice stessa, che scandalo!). Quindi forse chi dovrebbe essere onesto e leggere interamente quello che intende criticare è solamente lei Tito.

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