Vite fragili – Elisabetta Sabato: un complesso di storie intrecciate il cui punto in comune è la sofferenza e il dolore delle persone protagoniste del libro

Vite fragili

vite fragiliTITOLO: Vite fragili

AUTORE: Elisabetta Sabato

EDITORE: Edizioni del Poggio

PREZZO: € 15.00 cartaceo

 

RECENSIONE:

Vite fragili di Elisabetta Sabato è un complesso di storie tra loro intrecciate e il punto di partenza, nonché filo conduttore, anche se sempre più sottile, è Alice. Alice è una donna sensibile ed empatica, stanca del lavoro che fa che non la soddisfa e non le piace, decide di provare a realizzare un suo sogno e aprire un ristorante. Conosceremo Carlo, il compagno di Alice: i due assieme si completano perfettamente e l’amore reciproco che li unisce è palpabile ad ogni pagina. Poi c’è Iris, la migliore amica di Alice, quasi una sorella, entrambe sono capaci di capirsi con un solo sguardo. E poi ci sono tanti altri personaggi: si parte da Alice e si arriva ad Hamide, una donna severa e malata, violenta con i bambini, vittime perfette, facili da trovare e da zittire essendo maestra d’asilo.

Un libro formato da una sorta di passaggio di testimone. Punto in comune di tutte le storie e di tutte le persone protagoniste è la sofferenza e il dolore di cui sono portatrici o vittime.

Vite fragili è un libro tremendamente triste perché la portata degli eventi tragici è pesante, anche per noi che, fortunatamente, non stiamo vivendo in prima persona tutto quello di cui parla Elisabetta Sabato, ma lo stiamo semplicemente leggendo.

Uomini e donne come tanti, come noi, con una vita segnata da difficoltà quotidiane spesso non facili da affrontare e superare con successo.

È un libro che racconta di vite, fragili appunto, perché la vita è imprevedibile, spesso non possiamo controllarla, ci limitiamo a viverla, che non è certo poco, l’importante è fare del proprio meglio, consapevoli però che non possiamo comandarla.

Non ho nulla da dire sulla storia in sé, il libro mi è piaciuto nel suo complesso, mi ha intrigato e si è fatto leggere molto velocemente, e da questo punto di vista Vite fragili è un libro consigliato, ma c’è un ma.

Lo stile dell’autrice è semplice, a volte anche troppo semplice, però lo scoglio più grande è l’uso della punteggiatura. Sicuramente la punteggiatura è un aspetto che segue l’interpretazione, ma c’è da considerare l’esistenza di alcune regole che vanno seguite: per esempio è un errore inserire le virgole tra soggetto e verbo o tra il verbo e il suo complemento e in Vite fragili ci sono molti errori di questo tipo (e oltre a questo, in alcuni punti, proprio per la punteggiatura sbagliata, ho trovato difficoltà nella lettura).

Poi ci sono errori meno gravi, ma sempre errori: non vengono mai utilizzati i due punti – quando chiaramente dovrebbero esserci – o ancora, i puntini di sospensione sono sempre più di tre. A volte ci sono gli apostrofi tipografici, a volte vengono usati gli apostrofi dritti e anche questo è un errore.

Sicuramente le virgole nel posto sbagliato sono l’aspetto più grave, ma ad un occhio attento o agli esperti del settore come può esserlo un correttore di bozze, anche gli altri piccoli dettagli saltano all’occhio e fanno storcere il naso ed è un peccato.

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erigibbi

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