Manhunt Unabomber – Prima stagione: serie tv basata su fatti realmente accaduti riguardanti Ted Kaczynski, conosciuto come Unabomber.

Manhunt Unabomber

Unabomber è lo pseudonimo usato per Ted Kaczynski: una sorta di genio incompreso dal QI di molto superiore alla media (160) che spediva bombe, sotto forma di lettere o pacchi, a determinate persone per lui rappresentanti alcuni aspetti del dominio della tecnologia sulla natura. Secondo Ted l’uomo è completamente soggiogato dalla tecnologia, mentre dovrebbe ritornare ad uno stadio precedente, quasi animalesco, a stretto contatto con la natura.

La narrazione si alterna tra passato e presente. Ci ritroveremo dapprima nel 1995 quando l’agente dell’FBI Fitzgerald, ottenuta la qualifica di profiler, entra a far parte della task force incaricata di scoprire chi è l’uomo che si cela dietro lo pseudonimo di Unabomber e catturarlo, e poi nel 1997 quando Fitz viene richiamato in servizio dai suoi superiori per convincere Ted a rinunciare al processo e dichiararsi colpevole.

Questa serie ha sicuramente diversi punti in comune con Mindhunter (se volete leggere la recensione della prima stagione vi basterà cliccare qui). Entrambe sono basate su fatti realmente accaduti e in questo caso specifico si cercherà di capire l’identità e catturare un criminale basandosi su una nuova disciplina, all’epoca (e non stiamo parlando di un secolo fa) mai considerata: la linguistica forense.

Manhunt Unabomber è sia poliziesco sia thriller psicologico. Quello che più mi ha colpito è che, nonostante i metodi assolutamente sbagliati e raccapriccianti che Ted usa per diffondere i suoi ideali, ci si ritrova (o almeno io) a riflettere sulla validità delle sue affermazioni e convinzioni. Nella serie tv le idee di Ted vengono considerate le idee di un pazzo. Questo perché Ted è ricorso a metodi violenti e sbagliati per farsi ascoltare, ma se si fosse comportato diversamente, cosa si sarebbe potuto pensare delle sue idee, del suo Manifesto?

Un altro aspetto che mi è piaciuto è stata l’umanità, in particolare l’umanità di Ted perché sì, è facile parlare di mostro considerando ciò che ha fatto, ma la serie tv (complimenti!) mostra un lato umano di Ted. Ted è un uomo sofferente, che nella sua infanzia e adolescenza ha provato molto dolore, umiliazione anche. Poteva essere semplicemente un genio con idee fuori dal comune, e invece, forse per quello che è stato costretto a subire, si è trasformato in un genio incompreso con un impulso etero ed autodistruttivo.

Un plauso anche ai protagonisti principali di Manhunt, in particolare a Paul Bettany che ha interpretato divinamente un terrorista dilaniato da traumi subiti nel passato. La sesta puntata da questo punto di vista è quella che mi è piaciuta maggiormente. Incentrata sulla vita passata e presente di Ted, fa entrare lo spettatore nel centro dei suoi pensieri e delle sue convinzioni, ma anche dei suoi dolori ed è veramente impossibile non empatizzare con lui. Non si condividono le sue azioni, ma si piange con lui e per lui, è inevitabile.

manhunt unabombermanhunt unabombermanhunt unabombermanhunt unabomber

Leggi altre Recensioni Film e Serie TV

A presto serie tv addicted,

erigibbi

©

[ATTENZIONE! Sono affiliata ad amazon, dunque cliccando sui miei link e acquistando qualunque cosa percepirò una commissione per un massimo del 10% che amazon mi pagherà in buoni spendibili sul suo stesso sito e che io utilizzerò per comprare libri ed alimentare il blog ed il canale YT.
Se vuoi sostenermi compra da amazon attraverso questo link generico: http://amzn.to/2oDpsz8]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.