Cambio di rotta – Elizabeth Jane Howard: quattro personaggi caratterialmente molto diversi ed interessanti che riusciranno a cambiare rotta.

Cambio di rotta

cambio di rottaTITOLO: Cambio di rotta

AUTORE: Elizabeth Jane Howard

EDITORE: Fazi

PREZZO: € 18.50 cartaceo; € 12.99 e-book

 

RECENSIONE:

Esce oggi per la casa editrice Fazi un libro firmato Elizabeth Jane Howard: Cambio di rotta.

Ho fatto le ore piccole stanotte per riuscire a terminarlo. Non solo per pubblicare la recensione oggi, data di uscita del libro appunto, ma anche perché le pagine hanno cominciato ad esercitare su di me una forza particolare, quasi magnetica, non potevo fermarmi, semplicemente non potevo.

E quando sono arrivata all’ultima pagina, quando ho chiuso il libro e ho appoggiato la testa al cuscino per dormire, ho pianto. Niente di esagerato, ho chiuso gli occhi e sono uscite delle lacrime. Credo fossero di gioia. Non lo so per certo, stavo provando un misto di emozioni diverse. Però ero sicuramente felice per Em, Lillian, Jimmy e Alberta. Nel corso di 368 pagine sono cresciuti così tanto. Sono arrivati ad un livello di comprensione di sé stessi impensabile, soprattutto considerando com’erano partiti alcuni di loro.

«Se solo uno sapesse in anticipo quello che si perde».

«Cosa credi che succederebbe?».

«Be’, tenterebbe di non perderlo. Sarebbe un ottimo modo di occupare il tempo».

Emmanuel, detto Em, è un drammaturgo di successo, alla ricerca di un’attrice adatta al ruolo della protagonista della sua commedia; un uomo in là con l’età, sessantadue anni, ma ancora carismatico e affascinante che non ha remore nel tradire la moglie con giovani attrici e segretarie.

Lillian è una donna fragile, sia psicologicamente sia fisicamente, che non riesce a superare un dolore che ha travolto lei ed Em molti anni prima; più giovane di lui, è una donna elegante e raffinata.

Jimmy, trentenne, fa da paciere tra Em e Lillian ed è una sorta di manager tutto fare di Emmanuel; cresciuto in un orfanotrofio sente molto il peso del suo passato di bambino solo e amato da nessuno.

Alberta è una ragazza di campagna, molto affezionata al padre e alla famiglia in generale; è molto giovane e altrettanto bella, di una bellezza particolare, che non salta subito agli occhi; è intelligente e profonda, ma altrettanto ingenua e buona, ha una bontà pura: si fida incondizionatamente della gente ed è sempre sincera.

«Penso che sono relativamente pochi quelli che hanno dei principi. Sono impegnativi da mantenere, e la maggior parte delle persone non se li può permettere.»

Questi quattro personaggi alterneranno la narrazione, un po’ come avviene nella saga dei Cazalet. È così possibile leggere i pensieri e le riflessioni di tutti, venire a conoscenza delle loro incertezze e delle loro debolezze, e si impareranno a conoscere alla perfezione questi quattro personaggi e in un modo o nell’altro sarà impossibile non affezionarvisi, nonostante i loro difetti. Non sono personaggi semplici da amare, tranne Alberta, che però ad alcuni potrebbe risultare fastidiosa e terribilmente ingenua. Io l’ho amata. E non pensavo fosse possibile, ma anche lei, come tutti gli altri personaggi, è cresciuta, è cresciuta ed è maturata.

Ho pianto perché all’inizio (e per buona parte del romanzo) tutti, in modo più o meno forte, si lasciavano trascinare dal corso degli eventi, si lasciavano trasportare in balia degli eventi, inermi. Nessuno faceva nulla per cambiare le proprie posizioni, le proprie condizioni. Condizioni, situazioni e pensieri non piacevoli, fonti di stress, di malessere psicologico e fisico, eppure nessuno si ribellava.

«Se sapessi scrivere, adesso scriverei una commedia. Se fossi un’attrice, potrei recitare. Se fossi un politico, potrei vincere le elezioni. Se avessi l’età di Alberta, m’innamorerei. È un momento in cui, se sapessi cosa fare, lo farei benissimo. Il guaio è che non so fare niente. Non ho niente da fare a parte… esistere. Come un pesce o una pianta.»

Poi però c’è un cambio di rotta.

Chi all’inizio è egoistico ed egocentrico poi comincia a pensare agli altri, al bene che si può fare a chi ci sta accanto e ci vuole bene, non serve molto, un gesto, una parola e tutto può cambiare in meglio.

«È buffo che io mi ostini a voler dare agli altri cose che non possiedo e abbia tanta paura di essere privata di ciò che non mi appartiene.»

Chi all’inizio è eccessivamente altruista e mette costantemente da parte i propri desideri e i propri bisogni poi comincia a pensare un po’ a sé stesso, com’è giusto che sia; perché l’annullamento del proprio Io per gli altri non porta a nulla di buono né per noi, né per chi ci sta accanto.

«Ecco il guaio nella vita: decidi con autentica generosità di fare qualcosa per un’altra persona, ce la metti tutta, e solo dopo ti preoccupi dei tuoi desideri e ti rendi conto che le due cose non collimano.»

Cambio di rotta, ecco cosa succede, un cambio di rotta, per tutti. E ora so che è gioia quella che ho provato adagiando la testa sul cuscino. Gioia perché Em, Lillian, Jimmy e Alberta ci sono riusciti. Sono maturati, sono cambiati, sono cresciuti, per amor proprio e per amore degli altri e un cambiamento di questo genere, una consapevolezza di tale portata, è una cosa meravigliosa.

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erigibbi

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