L’invitato – Massimiliano Alberti: un romanzo particolare per lo stile ricercato che dà importanza all’arte, in particolare alla Pop Art e a Steve Kaufman.

L’invitato

l'invitatoTITOLO: L’invitato

AUTORE: Massimiliano Alberti

EDITORE: Infinito Edizioni

PREZZO: € 14.00 cartaceo; € 5.99 e-book

 

RECENSIONE:

L’invitato racconta la storia di tre amici, Leo, Kevin e Tom, che da Trieste si ritrovano a Vienna, dove Tom ha deciso di aprire una galleria d’arte dedicata alla Pop Art e in particolare a Steve Kaufman (che è entrato nel mondo della Pop Art diventando assistente di Andy Warhol).

Il romanzo si concentra principalmente su due tematiche: l’amicizia e l’arte.

Il vero protagonista nonché narratore della storia è Leo, un personaggio tutt’altro che facile da amare. Leo è un ragazzo vanitoso ed egocentrico, arrogante e presuntuoso, i suoi comportamenti e atteggiamenti sono, nella maggior parte dei casi, infantili. È un personaggio difficile da apprezzare non solo per noi lettori, ma anche per le persone che entrano in scena nel corso della storia: anche i suoi amici ad un certo punto si stancheranno di lui.

Tuttavia devo dire che Leo a volte si rende conto di come si comporta e cerca di rimediare ai suoi errori, il problema è che adotta soluzioni che lo portano a peggiorare la sua situazione tant’è che diventa lo zimbello della Vienna bene. E, sono sincera, a volte mi sentivo in pena per lui, per il suo stato di malinconia, perché Leo soffre, e soffre perché si sente parte di un mondo a cui non appartiene e a cui non vuole appartenere.

Il romanzo è ricco di cliché sia per quanto riguarda la zona geografica dalla quale si proviene e quindi per la cultura che contraddistingue ognuno di noi, ma anche cliché sessisti, soprattutto inerenti il mondo omosessuale. È chiaro che tutto gioca sull’ironia usata da Massimiliano Alberti, ma è evidente che quello da lui descritto è un mondo ricco di pregiudizi e stereotipi, basato sull’importanza dell’apparire piuttosto che dell’essere.

L’invitato è un romanzo inusuale anche per lo stile dell’autore, piuttosto elegante, forbito, elaborato, mi verrebbe da definirlo uno stile classico e retrò; sebbene questo sia da ammirare – ho infatti apprezzato l’utilizzo di un lessico ricercato – spesso la lettura mi è risultata pesante e difficile, che richiedeva una costante concentrazione.

L’invitato, per quanto mi riguarda, è un libro particolare che secondo me non può piacere a tutti (ovviamente qualsiasi libro non può piacere a tutti, ma trovo che il rischio con questo libro sia maggiore), ma ho apprezzato il lavoro dell’autore per quanto riguarda la ricercatezza del linguaggio nonché l’importanza che in generale si dà all’arte, alla Pop Art e a Steve Kaufman in particolare.

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erigibbi

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