Fahrenheit 451 – Ray Bradbury: una rilettura che conferma la bellezza di questo libro. Un’utopia negativa che si adatta bene anche ai giorni nostri.

Fahrenheit 451

fahrenheit 451TITOLO: Fahrenheit 451

AUTORE: Ray Bradbury

EDITORE: Mondadori

PREZZO: € 12.00 cartaceo; € 7.99 e-book

 

RECENSIONE:

Ho letto Fahrenheit 451 per la prima volta ben 15 anni fa, quando la mia insegnante di italiano delle medie (scuola secondaria di primo grado come la chiamiamo adesso) ce lo fece leggere come lettura obbligata.

Ne rimasi folgorata (tutt’ora mi chiedo come sia possibile: avevo solo 12 anni, come ho fatto a capire i contenuti di questo libro?) e divenne ufficialmente il mio libro preferito, quello che consigli sempre e ovunque, a chiunque ti chieda: «Non so cosa leggere, cosa mi consigli?».

Sono passati gli anni e ho cominciato a chiedermi se Fahrenheit 451 potesse essere ancora, di diritto, il mio libro preferito. Magari con tutti gli anni che sono passati dalla prima volta, se facessi una rilettura, la mia opinione potrebbe cambiare?

L’ho riletto, finalmente (era dall’estate scorsa che mi dicevo che dovevo rileggerlo) e posso dire con certezza che no, la mia opinione non è cambiata: amo questo libro.

«Questo libro ha pori, ha caratteristiche sue proprie, è un libro che si potrebbe osservare al microscopio. Trovereste che c’è della vita sotto il vetrino, una vita che scorre come una fiumana in infinita profusione. Maggior numero di pori, maggior numero di particolarità della vita per centimetro quadrato avrete su un foglio di carta, e più sarete “letterario”. Questa è la mia definizione, ad ogni modo. Scoprire le particolarità. Particolarità nuove! I buoni scrittori toccano spesso la vita. I mediocri la sfiorano con una mano fuggevole. I cattivi scrittori la sforzano e l’abbandonano.»

Direi che posso passare direttamente col parlarvi del libro, se siete incappati in questo blog che parla quasi esclusivamente di libri di certo non vorrete perdere il vostro tempo con i miei dolci ricordi.

Fin da subito (e con «fin da subito» intendo già 15 anni fa) mi ha colpito il fatto che i pompieri di cui parla Ray Bradbury non spengono gli incendi, ma li appiccano. Non è geniale? Lo era per una ragazzina di 12 anni, lo è per una donna di 27 anni. Così come il titolo che semplicemente sta ad indicare la temperatura a cui brucia la carta (ovviamente secondo la scala in uso nei paesi anglosassoni).

Montag, il protagonista, ovviamente pompiere, si rende conto che la sua vita non è appagante, si rende conto di non essere felice.

«[…] Io semplicemente ho bisogno di qualcuno che stia a sentire quello che ho da dire. […] Abbiamo tutto quanto occorre per essere felici, ma non siamo felici.»

Circondato da una casa asettica e impersonale, adornata da schermi televisivi giganti e una moglie passiva e indifferente, a lui e alla vita, Montag rompe la sua routine grazie a Clarisse, una ragazza con la passione per le camminate silenziose, in mezzo agli alberi o per la strada, di notte o all’alba, che ama quando la pioggia le bagna le guance o quando la luna le illumina il viso.

«Sono un temperamento asociale, dicono. Non mi mescolo con gli altri. Ed è strano, perché io sono piena di senso sociale, invece. Tutto dipende da che cosa s’intenda per senso sociale, non vi sembra? Per me significa parlare con voi di cose come queste.»

Montag si renderà conto che gli oggetti che lo circondano non valgono nulla, che la sua vita è falsa. Comincia a provare curiosità: curiosità per il mondo di prima, quando i pompieri il fuoco lo spegnevano, curiosità per le parole scritte su carta, curiosità per i libri, oggetti vietati. Bradbury ha scritto un’utopia negativa: lo stato in cui vive Montag non è affatto uno stato perfetto, ma un regno del terrore dove un terribile Segugio, che non è né vivo né morto, in un attimo ti uccide se solo fiuta odore di pagine e inchiostro.

Se Clarisse sembra risvegliare lentamente Montag da una sorta di anestesia, sarà un libro aperto a cadergli tra le mani che lo renderà di colpo vivo e curioso:

«Libri gli bombardavano le spalle, le braccia, il viso volto all’insù. Un volume scese, quasi docilmente, come un colombo bianco, tra le sue mani, le ali tremule. Nella luce fioca, vacillante, una pagina rimase aperta e ferma ed era come una penna nivea, con le parole delicatamente dipintevi sopra. In tutta quella confusione, quella fretta, Montag ebbe soltanto il tempo di leggere una riga, ma quella riga gli fiammeggiò nella mente nel minuto successivo come se vi fosse stata impressa con un ferro rovente. “Il tempo si è assopito nel gran sole del meriggio.”»

Trovo che sia terribilmente difficile scrivere del perché e in cosa Fahrenheit 451 mi piaccia così tanto. Credo siano un insieme di cose che mi hanno conquistata: come ho detto all’inizio, la particolarità dei pompieri, che appiccano il fuoco invece di spegnerlo; amo il fatto che si parla di libri, dell’amore per i libri e per la curiosità e la cultura; e poi amo, amo profondamente quando in un mondo avverso, un mondo totalitario e negativo in cui gli individui si riducono ad essere una massa uniforme e conforme, omogenea, qualcuno si risveglia, qualcuno si riscopre curioso e aperto agli altri, all’essere differente, quando c’è voglia di emergere, di imparare, di conoscere.

«[…] sapete che cosa ho scoperto?»

«Che cosa?»

«Che la gente non dice nulla.»

«Oh, parlerà pure di qualche cosa, la gente!»

«No, vi assicuro. Parla di una gran quantità di automobili, parla di vestiti e di piscine e dice che sono una meraviglia! Ma non fanno tutti che dire le stesse cose e nessuno dice qualcosa di diverso dagli altri.»

È un argomento che si adatta sempre perfettamente a quello che succede nel presente. Siamo spesso una massa uniforme di essere pensanti che però non pensano con la propria testa, ci facciamo influenzare costantemente, quotidianamente, perdiamo la nostra capacità di giudizio critico, non abbiamo il coraggio di parlare quando tutti stanno zitti, non abbiamo il coraggio di dire che non siamo d’accordo, non abbiamo il coraggio di esporre il nostro personale pensiero. Perché? Perché nella maggioranza dei casi, quando abbiamo incontrato qualcuno che ci ha detto «dimmi pure quello che pensi, io ascolto volentieri anche chi ha un’opinione diversa dalla mia» siamo caduti in una trappola, perché quel qualcuno poi ci ha attaccato, ci ha fatto sentire stupidi, diversi, sbagliati, emarginati solo perché abbiamo espresso un’opinione diversa.

Siamo tutti un po’ Segugi, siamo subito pronti ad annusare e a scovare colui che la pensa in modo diverso e ad azzannarlo, a lasciarlo stremato (quando non uccidiamo) per aver anche solo avuto il coraggio di non conformarsi alla massa.

È una recensione confusionaria? Sì, perdonatemi, me ne rendo conto, ma quando un libro mi entra dentro non ci posso fare nulla, la razionalità se ne va per i fatti suoi e le emozioni prendono il sopravvento. Spero almeno sia chiaro il fatto che vi consiglio caldamente la lettura di questo classico moderno (se non era chiaro prima, di sicuro lo è adesso!).

«Ci dev’essere qualcosa di speciale nei libri, delle cose che non possiamo immaginare, per convincere una donna a restare in una casa che brucia. È evidente!»

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4 Replies to “Fahrenheit 451 – Ray Bradbury RECENSIONE

  1. È la prima volta che leggo una recensione e la reputo DOLCE; ti faccio i miei complimenti. Le tue righe si leggono velocemente e traspare il motivo per cui lo definisci “il tuo libro preferito”. Sicuramente lo acquisterò perché si allinea alla mia persona e al mio modo di vedere il mondo.
    Tanti complimenti,
    Cassandra

    1. Grazie, grazie mille. Sono davvero felice che da quello che ho scritto traspaia tutto il mio affetto per questo libro (e non solo). Spero piaccia così tanto anche a te e ancora grazie.

  2. Questo e il primo libro di Ray Bradbury che leggo e devo dire che mi e piaciuto molto. Una storia che fa molto riflettere, soprattutto in questo periodo storico in cui la gente legge sempre meno libri e l’istituzione in genere sta lentamente degenerando. Perdere la memoria storica cullandosi nell’ignoranza e nei futili piaceri degli show televisivi porta verso un futuro davvero disastroso. Trovo il modo di narrare di Bradbury davvero geniale.

    1. Sono felicissima che anche a te sia piaciuto così tanto. Fahrenheit 451 è stato anche il mio primo libro di Bradbury e per non so quale motivo non ho mai letto altro di suo. Devo rimediare. Ottima riflessione comunque.

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