Waiting – Erika Vanzin: permette ai lettori di capire meglio il protagonista di Resta con me, anche se qui ci sono due personaggi diversi, Alex e Emily.

Waiting

waitingTITOLO: Waiting

AUTORE: Erika Vanzin

EDITORE: Autopubblicato

PREZZO: € 9.40 cartaceo

 

RECENSIONE:

Erika Vanzin è la stessa autrice di Resta con me e vi invito a leggere la recensione di quel libro prima di addentrarvi in questa (per farlo vi basta cliccare qui).

Alla fine di Resta con me l’autrice ha specificato che ad un certo punto Joshua legge un pezzo di un romanzo che è ispirato a Philip e a una sua canzone; il romanzo in questione esiste ed è proprio Waiting. Se leggete la London Series di Erika Vanzin non siete obbligati a leggere Waiting, essendo un romanzo autoconclusivo e avendo dei protagonisti diversi. Diciamo che è un plus che vi permetterà di capire meglio il protagonista maschile, Philip, di Resta con me (e del terzo libro che leggerò a breve).

Dopo queste premesse mi sembra doveroso concentrarmi su Waiting.

I protagonisti di questo New Adult Romance sono Alex e Emily; il primo è un cantautore di ventisei anni che fatica a trovare i soldi per mangiare e che spende quel poco che ottiene cantando acquistando alcool, mentre Emily è una diciottenne, scappata di casa da tre anni a causa di un patrigno che la picchiava e che abusava di lei, dipendente dall’ossicodone.

Avevo aspettative molto alte su Waiting perché Resta con me mi era piaciuto moltissimo, ma in questo caso il libro mi ha colpito molto bene.

Fin da subito ho avuto paura di leggere un libro quasi trash, non per la trama, interessante per il passato e il presente problematico dei due ragazzi, ma perché Alex fin nelle prime righe ha rappresentato il tipico personaggio maschile dei romanzi rosa, il solito cliché che non digerisco:

«Non importava che da loro volesse solo sesso, che non volesse nessun tipo di relazione, era talmente affascinante nel suo modo di fare da cattivo ragazzo che le donne facevano la fila per lui. […] Tutte volevano essere la donna che avrebbe redento il cattivo ragazzo, che avrebbe aggiustato il suo cuore andato in pezzi senza però rendersi conto che, passare dal suo letto, non era il modo per raggiungere quel cuore.»

Fortunatamente a parte questo scivolone Erika Vanzin ha recuperato, facendoci capire subito che Alex ha dei problemi, risente di forti mancanze e perdite, e tra le righe non solo ci accorgeremo della sua sofferenza, ma anche della sua bontà.

La sua somiglianza con Philip è molto grande tanto che in un passaggio ero convinta che Emily avesse adocchiato proprio Philip, ma sono poi stata smentita dall’autrice che specifica, poche righe più avanti, che quel ragazzo sullo skate è proprio Alex.

«Passò accanto allo skatepark spesso affollato di turisti curiosi che osservavano i ragazzi provare i loro trick. Quel pomeriggio non c’era però quasi nessuno perché un solo ragazzo sfidava il freddo sulla sua tavola per provare e riprovare lo stesso identico gioco con lo skate. Biondo, capellino nero piantato fin sugli occhi, giacca di pelle nera, pantaloni dello stesso colore strappati e cuffie sulle orecchie. Non riusciva a vederlo negli occhi ma dal modo di fare sembrava arrabbiato, andava su e giù per quelle rampe di cemento come un leone in gabbia, provò quasi pietà per lui.»

Ho come la sensazione, rileggendo la frase per la terza volta, di aver letto questo stesso identico pezzo proprio su Resta con me. Di sicuro l’autrice ha reso molto bene l’idea della somiglianza tra i due ragazzi.

Emily è una protagonista decisamente intrigante, per il suo passato e il suo presente. È stato interessante sapere della sua storia di abusi e violenze, del suo vivere da barbona nei parchi e nelle strade, della sua dipendenza da ossicodone e del suo percorso di disintossicazione.

L’aspetto che non mi ha convinto di Waiting è stata proprio la storia d’amore tra i due ragazzi, lasciata quasi sullo sfondo. Mi è infatti sembrato che sia stata data molta più importanza ai loro percorsi, alla loro crescita personale, alle loro dipendenze. Waiting non è un cattivo romanzo, assolutamente, semplicemente mi aspettavo fosse più incentrato sulla storia d’amore tra Alex e Emily, mi aspettavo che anche da questo punto di vista fosse più simile a Resta con me.

Erika Vanzin scrive bene, il suo è uno stile fresco e giovanile, anche se devo dire che in questo romanzo c’erano più refusi rispetto a Resta con me, niente di esagerato e fastidioso per la lettura, ma una revisione non ci starebbe male.

Waiting è comunque un libro che può piacere agli amanti dei romance; potete leggerlo come intermezzo della London Series oppure come un libro a parte, essendo un autoconclusivo. A voi la scelta.

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A presto lettori,

erigibbi

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