Le voci di Marrakech – Elias Canetti: una sorta di diario in cui l’autore narra alcuni incontri con un popolo misterioso e affascinante del Marocco.

Le voci di Marrakech

le voci di marrakechTITOLO: Le voci di Marrakech

AUTORE: Elias Canetti

EDITORE: Adelphi

PREZZO: € 9.00 cartaceo; € 5.99 e-book

 

RECENSIONE:

Le voci di Marrakech è una sorta di diario di viaggio di Elias Canetti, il quale, per un periodo – nel 1954 – soggiornò in Marocco. Elias Canetti racconta di un luogo misterioso, un luogo dove predominano muri senza finestre per far sì che dal di fuori non si possa vedere la vita che scorre all’interno. Il lettore scoprirà una città dai mille cortili interni, dal sapore esotico, passando poi ai suk, i mercati e le piazze popolate dai più svariati e bizzarri individui: mendicanti, ciechi, marabutti, cantastorie, commercianti, donne velate, bambini e venditori di cammelli. Non mancano gli incontri con gli ebrei della Mellah, il quartiere ebraico, che daranno filo da torcere al viaggiatore-scrittore Canetti.

«In una società che tiene nascosto così tanto di sé, che agli stranieri cela gelosamente l’interno delle sue case, la figura e il volto delle sue donne e perfino i suoi templi, questa intensa ostentazione del produrre e del vendere è doppiamente affascinante.»

Le voci di Marrakech racconta un paese non tanto attraverso i luoghi, come avviene solitamente nella letteratura di viaggio, ma attraverso il popolo, attraverso gli individui che ne fanno parte. Elias Canetti infatti, descrive i differenti incontri con le persone più diverse, dando così al lettore una visione d’insieme di ciò che era Marrakech negli anni ’50. Un luogo misterioso, dove spesso le domande che il viaggiatore si pone non ottengono risposta.

Ho apprezzato molto il taglio originale di questo romanzo che si discosta dai canonici diari di viaggio, ma di contro avrei preferito un racconto più «visivo»: qualche descrizione in più dei luoghi per poter immaginare quei posti lontani e quell’atmosfera esotica. Inoltre, molto spesso le descrizioni di questi insoliti incontri venivano eseguite nei minimi dettagli diventando particolarmente tediose da leggere in quanto, di per sé, non aggiungevano molto al racconto.

Mi è mancata la meraviglia della scoperta, lo stupore del viaggiatore nello scoprire luoghi meravigliosi o la delusione e il disincanto nel trovare luoghi più da bassifondi e degradati.

Elias Canetti ha dato la visione del luogo solo attraverso le persone, tralasciando luoghi, profumi e sensazioni del viaggiatore, la parte che io preferisco. Poteva essere un racconto di viaggio sensazionale se corredato dalla vera esperienza di viaggio, mentre così l’ho trovato un po’ scarno di dettagli utili all’immaginazione, e a tratti un po’ noioso.

Nonostante questi punti critici, Le voci di Marrakech è un buon romanzo per chi ama conoscere culture diverse e tradizioni antiche.

«Spesso avrei dato non so che cosa per riuscire a capirlo, e spero che un giorno saprò anche apprezzare questi cantastorie itineranti secondo il loro merito. Ma nello stesso tempo ero felice di non capirli. Essi rimasero per me un’enclave di vita antica, di vita intatta.»

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Federica

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erigibbi

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2 Replies to “Le voci di Marrakech – Elias Canetti RECENSIONE

  1. Credo che sia comunque interessante raccontare un viaggio unicamente attraverso le persone di un luogo, forse non è un diario di viaggio a 360°, ma magari è una scelta dello scrittore o addirittura il suo modo di osservare il mondo.
    A proposito di viaggi, hai letto mai qualcosa di Sebald? Sembra che i suoi, oltre a viaggi attraverso i luoghi, siano viaggi dello dell’animo umano. Uno dei suoi libri potrebbe essere una mia prossima lettura.

    1. No, non ho letto nulla di Sebald. Devo informarmi e vedere se c’è qualche suo titolo che può ispirarmi. Ti ringrazio per il consiglio.

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