La famiglia Aubrey – Rebecca West: primo libro di una trilogia che, come si può intuire dal titolo, fa parte di una saga familiare.

La famiglia Aubrey

la famiglia aubreyTITOLO: La famiglia Aubrey

AUTORE: Rebecca West

EDITORE: Fazi

PREZZO: € 17.00 cartaceo; € 6.99 e-book

 

RECENSIONE:

La famiglia Aubrey di Rebecca West esce oggi, cinque luglio, per la casa editrice Fazi ed è il primo libro di una trilogia che, come si può intuire dal titolo, fa parte di una saga familiare.

Rebecca West è in realtà lo pseudonimo di Cicely Isabel Fairfield e la trilogia de La famiglia Aubrey è ispirata alla sua storia familiare.

La storia è ambientata a Londra, a cavallo tra il 1800 e il 1900, e la famiglia Aubrey è composta da Piers, capofamiglia, giornalista e scrittore molto stimato, ma con il vizio del gioco e quasi totalmente disinteressato ai suoi figli; Clare, la moglie, è stata una pianista molto brava, ma ha rinunciato alla carriera di musicista per i suoi figli a cui ha trasmesso la passione per la musica; Cordelia, la figlia maggiore, è la più bella, si dedica al violino, ma non riesce a comprendere che non ha le doti musicali di sua madre e delle sue sorelle; le due gemelle, Mary e Rose, sono due ragazzine sveglie che dedicano gran parte del loro tempo al pianoforte; Richard Quinn, il figlio più piccolo, è un bambino adorabile, ma non particolarmente interessato alla musica.

«Non penso che sarà il piano», disse la mamma, scrutandolo da vicino, come se potesse leggere sulla grana della sua pelle il nome dello strumento che avrebbe suonato. Cosa che peraltro aveva un qualche fondamento.

Musica, politica, questioni finanziarie e sogni da realizzare sono i temi attorno cui si sviluppa e prende forma l’intera vicenda; vicenda che è data da un lento, lentissimo scorrere degli avvenimenti: non succede proprio nulla se non qualche discussione sull’arte in generale, e sulla musica in particolare.

«Be’, può anche non essere un musicista, ma è tutto quello che la musica esprime», disse Mary.

«E cosa esprime la musica?», chiesi.

«Oh, la musica parla della vita, suppongo, e specialmente di quello che della vita non riusciamo a comprendere, altrimenti le persone non si darebbero la pena di raccontarlo per mezzo delle note. Ma non sono in grado di dire a parole quello che intendo».

Qualche tocco di vivacità viene dato nel momento in cui la West dà sfogo alla fantasia narrando situazioni soprannaturali (il poltergeist nella casa di Constance e Rosamund) e una situazione da libro giallo (il presunto omicidio di Queenie ai danni del marito e il conseguente processo).

Mi è stata proposta la lettura de La famiglia Aubrey perché ho amato la saga familiare dei Cazalet di Elizabeth Jane Howard. Purtroppo però questo libro non mi ha minimamente conquistato tanto quanto la saga dei Cazalet. Ne La famiglia Aubrey non succede proprio nulla di interessante e probabilmente anche il fatto che la narrazione avviene tutta in prima persona da parte di Rose ha influenzato negativamente il mio giudizio. Non sono riuscita ad affezionarmi a nessun personaggio, l’unico per il quale ho provato un po’ di affetto è stato Richard Quinn perché sembra un bambino molto sveglio, dolce ed empatico, ma nulla di più. Credo che se Rebecca West avesse dato vita a questa trilogia utilizzando diversi punti di vista, il lettore avrebbe potuto non solo affezionarsi ad alcuni personaggi, ma anche ad apprezzare molto di più la lettura senza annoiarsi.

Se avessi acquistato di tasca mia questo libro, sono sincera, non lo avrei mai terminato ed è un vero peccato perché lo stile della West è impeccabile e anche perché ci sono molti personaggi interessanti e che avrebbero meritato un approfondimento (magari con dei capitoli narrati proprio da loro); per esempio, sarei stata molto curiosa di leggere qualcosa dal punto di vista di Rosamund.

Se vi piacciono le saghe familiari particolarmente lente, La famiglia Aubrey è un libro che vi consiglio proprio perché scritto in modo impeccabile, ma se avete amato alla follia la saga dei Cazalet state attenti perché in questo libro non troverete nemmeno un quarto della vivacità, del brio e dell’affetto provato per la famiglia Cazalet.

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A presto lettori,

erigibbi

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