L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello – Oliver Sacks: un saggio ricco di casi su pazienti con problemi neurologici incontrati da Oliver Sacks.

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello

l'uomo che scambiò sua moglie per un cappelloTITOLO: L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello

AUTORE: Oliver Sacks

EDITORE: Adelphi

PREZZO: € 12.00 cartaceo; € 4.99 e-book

 

RECENSIONE:

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello è un saggio che racchiude al suo interno alcuni casi di pazienti con problemi neurologici che Oliver Sacks, medico, chimico, scrittore e accademico, ha incontrato nel corso dei suoi anni.

Il libro si divide in diverse sezioni: Perdite (in cui Sacks parla di pazienti che appunto hanno perso qualcosa: la capacità di vedere gli oggetti e/o il volto, la memoria, la propriocezione…); Eccessi (in questo caso si assiste quasi al contrario: immaginatevi, per esempio, tutti quei disturbi con il suffisso «iper» davanti); Trasporti (in questi capitoli possiamo leggere di come il cervello possa portare alla nostra coscienza ricordi olfattivi o musicali che non pensavamo di avere) e infine, Il mondo dei semplici i cui protagonisti sono persone considerate idiots savants e/o persone autistiche.

Questo è un libro che può essere letto sia da persone che hanno una base medica (psicologi, psichiatri, neurologi) ma anche da chi non ce l’ha. Ogni disturbo è infatti descritto molto bene in termini sintomatologici da Sacks e i casi singoli da lui portati permettono al lettore di capire in modo concreto il manifestarsi del disturbo in questione.

Al di là della descrizione medica, oggettiva oserei dire, della malattia, il paziente, in questo libro, è molto di più: è una persona. Probabilmente anche questo ha influito sul giudizio particolarmente positivo che mi sento di dare a questo libro. Sacks non si dimentica mai che la persona che sta studiando e che sta cercando di curare è in primis proprio una persona.

Oggi, con l’affermarsi delle neuroscienze e di tutte le loro meraviglie, è ancora più importante conservare la narrazione personale, considerare ogni paziente come un essere umano unico con la propria storia e le proprie strategie di adattamento e sopravvivenza.

Questo messaggio, a mio avviso molto importante, viene ripetuto più volte. Spesso i medici, di qualsiasi ambito, dopo anni e anni passati a fare il proprio lavoro, perdono l’umanità che sembra contraddistinguerli all’inizio, come se si fossero abituati a tutto quello che ogni giorno si trovano davanti e nessuno è importante: si tratta semplicemente di un altro paziente da curare, il lato umano viene trascurato e questo, questo è un grosso sbaglio.

Che cosa si poteva, che cosa si doveva fare? «In un caso come questo non ci sono indicazioni» scrisse Lurija. «Faccia tutto quello che le suggeriscono la sua intelligenza e il suo cuore. La speranza che egli recuperi la memoria è poca o nulla. Ma un uomo non consiste solo di memoria. Ha sentimenti, volontà, sensibilità, coscienza morale, tutte cose su cui la neuropsicologia non può dire nulla. Ed è in queste cose, che travalicano i confini di una psicologia impersonale, che lei può trovare il modo di arrivare al suo paziente e di cambiarlo. […] Dal punto di vista neuropsicologico, lei può fare poco o niente; ma nell’àmbito dell’Individuale forse può molto».

Se amate la psiche, l’aspetto medico, i disturbi neurologici L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello non può assolutamente mancare tra le vostre letture.

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erigibbi

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2 Replies to “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello – Oliver Sacks RECENSIONE

  1. Bella recensione!

    Ho incontrato il Dottor Sacks e i suoi casi all’università… che dire, la sua “scienza romantica” è davvero qualcosa di straordinario, una capacità di restituirci caratteri e personalità che denuncia non solo un bravo neurologo e narratore, ma soprattutto un osservatore finissimo e partecipe.

    Consiglio anche i suoi due libri di memorie “Zio Tungsteno” (ricordi di infanzia e di famiglia intrecciati a un affascinante percorso nell’innovazione tecnico-scientifica dell’Otto-Novecento… a tratti un po’ pesante) e soprattutto “In movimento”, un autoritratto sincero e spesso commovente.

    1. Grazie per questo bel commento! Dopo aver letto questo libro ho deciso che pian piano leggerò tutte le sue opere, da amante della materia non posso esimermi!

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